Premio Messaggero per i giovani. «Non sono i like a dire chi siamo»

Premio Messaggero per i giovani. «Non sono i like a dire chi siamo»
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Sabato 16 Gennaio 2021, 06:13 - Ultimo aggiornamento: 23:18

Continua il concorso dedicato alla memoria di Emanuele Morganti e Willy Monteiro Duarte: in questa seconda fase i componimenti potranno essere inviati entro il prossimo 20 gennaio. Oggi pubblichiamo tre degli elaborati migliori che sono arrivati in redazione in questi ultimi giorni. La pubblicazione dei testi proseguirà.

I miei valori? Onestà, educazione e rispetto

Maria Stella Pasqualoni, 16 anni

Cosa è davvero importante per me? Quali sono i miei valori? Queste due domande mi hanno indotta a una profonda riflessione, mi hanno fatto alzare lo sguardo e volgerlo all'orizzonte e a ciò che mi circonda. Guardandomi intorno ora non saprei come gli adolescenti potrebbero definire una parola come valore: noi ragazzi abbiamo preoccupazioni e pensieri totalmente diversi da quelli che avevano le vecchie generazioni alla nostra età, osserviamo la vita con altri occhi e diamo molte cose per scontate quando invece dovremmo imparare ad apprezzare ogni singola parte di ciò che abbiamo. Al giorno d'oggi molti ragazzi spendono la loro vita sui social, nascondendosi dietro a uno schermo e preoccupandosi solo dei followers o di ricevere o meno un like, c'è chi poi ha deciso di credere in qualcosa, in determinati valori e porsi degli obiettivi: chi crede nello studio, non piegandosi all'ignoranza e non sprecando il talento e le opportunità per un futuro migliore, chi invece trova conforto e felicità nel dedicare la propria vita agli altri o chi ritiene fondamentale lo sport. Mi piace pensare di appartenere a questo genere di persone, che aspirano a non far parte della massa, a non omologarsi ma a distinguersi e a emergere senza prevaricare gli altri. Rielaborando il mio passato, capisco quanto la scuola e la famiglia abbiamo inciso nello sviluppo della mia personalità ma soprattutto nella trasmissione di valori che all'inizio percepivo come regole, che con la crescita ho imparato ad apprezzare e comprendere. Che cosa quindi è importante per me? Sarà forse scontato dire la famiglia, l'amicizia, la scuola e lo sport ma in primo piano voglio dire me stessa con i miei valori: onestà, educazione, rispetto, lealtà. Siamo noi il futuro di questa società, impariamo dunque il vero significato della parola valore, capiamo quali sono davvero le priorità e poniamoci degli obiettivi. Ognuno per vivere al meglio dovrebbe avere dei valori in cui credere: io ho scelto la vita.

Premio Messaggero per i giovani «I valori unica strada per evitare tragedie»

Ascoltando la musica in camera

Camilla Gentile, 18 anni

Mi presento, sono Camilla e sono una diciottenne in tempo di Covid. Durante i giorni trascorsi in casa mi sono rinchiusa nella musica ritrovandomi ad ascoltare un gruppo inglese che seguivo molto da bambina. Ascoltando i loro brani con orecchie diverse, oggi ho ritrovato pezzi di me nei loro testi e nelle loro storie personali realizzando quanto mi siano stati di fondamentale importanza in quest'ultimo anno. 
Grazie alle loro parole ho iniziato ad accettare quelle che sono le mie insicurezze, amandomi un po' di più.
Ognuno di loro, attraverso le proprie esperienze di vita, mi ha insegnato a rialzarmi dopo una brutta caduta, a non farmi abbattere dalle parole offensive degli altri facendomi valere per quella che sono, sempre a testa alta e con il sorriso sulle labbra, ho capito di dover mettere in cima a tutto l'amore per me stessa e di far diventare punti forti quelle che erano le mie debolezze. 
Mi hanno insegnato che non esistono generi nell'amore, nell'abbigliamento, nella danza, nelle abitudini e nella musica stessa. Inoltre mi trasmettono quotidianamente valori fondamentali come l'importanza della famiglia e dell'amicizia vera. 
Vedere e ascoltare questi miei beniamini che nella loro vita hanno superato crisi sempre rimanendo uniti ha decisamente rafforzato il mio bagaglio personale che i miei genitori con tanto amore e dedizione mi hanno donato. 
Non vedo l'ora di poter tornare a vivere la mia vita liberamente potendo riabbracciare i miei amici, sicuramente sempre con la mia musica accanto.

Premio Messaggero per i giovani «Cambiare il mondo», i ragazzi ci credono

L'odio non farà mai parte del mio mondo

Beatrice Piergentili, 15 anni

La vita e la sua fragilità, la guarderò con gli occhi di Willy. La mattina del 6 settembre, un ragazzo come noi, con i colori del sole nel sorriso e sulla pelle, è stato pestato fino alla morte. Le mie parole, bloccate in gola, non hanno raggiunto nemmeno le labbra.
Sono Willy, il 20 gennaio compirò 22 anni e da grande sarò uno chef; sarei potuto tornare allo stadio a tifare la squadra del mio cuore ma non posso perché lui ha smesso di battere per colpa di qualcuno che, quella notte, mi ha impedito di inseguire e realizzare i miei sogni ma non riuscirò mai ad odiarli perché sono fatto così.
So che posso risultare un peso in meno per alcuni di voi ma riflettete cosa ho dovuto subire: calci, pugni e schiaffi. Quei pugni facevano male all'inizio, poi non ho provato più dolore ma solo compassione e pena per chi stava mettendo un punto alla mia vita.
Cosa avreste fatto se fosse stata al mio posto una persona a voi cara? 
Avevo solamente chiesto aiuto e pietà ma non sono stato ascoltato.
I miei amici dicono che sono un eroe, uno coraggioso ma io ho tanta paura. Sono un ragazzo semplice, nel senso che non sono complicato; al giorno d'oggi è facile trovare persone difficili, che creano problemi a sé stessi e agli altri.
Mi chiedo perché? Perché mi avete fatto questo? Perché non mi avete risparmiato? Perché tutto questo per il nulla? Cosa vi avevo fatto di così grave da essere privato del mio futuro? Forse non vi piaceva il colore della mia pelle...
Penso spesso alla mia famiglia e a quello che stanno passando: funerali, fiaccolate e murales. Cosa avreste provato vedendo ovunque ricordi dell'omicidio di vostro figlio?
Io, però, non sono mai andato via da quella piazzetta, piena di gente e fiori, l'ho fatto solo fisicamente perché il mio spirito è ancora lì, a pensare di continuo.
Una ragazza, Beatrice, mi ha fatto una promessa ed io l'ho approvata facendo muovere il vento per farglielo capire.
Ora so che cosa è importante per lei.

Premio Messaggero per i giovani «Sapersi accettare», la sfida per i ragazzi

Le regole per partecipare

Il testo dovrà essere inviato in formato digitale (file Word o Pdf) all'indirizzo email concorso-letterario@ilmessaggero.it. È necessario allegare anche il modulo di partecipazione scaricabile sul sito www.ilmessaggero.it/concorso-letterario.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il giorno 20 del mese e la proclamazione dei tre vincitori (che riceveranno ognuno un tablet con l'edizione digitale del Messaggero) sarà comunicata sull'edizione cartacea e online del giornale. Anche i premi saranno inviati entro la fine di ogni mese. Gli elaborati saranno pubblicati in tutto o in parte sul giornale e sul sito.

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