Premio Messaggero per i giovani «Rischiare per gli altri», il coraggio dei giovani

Premio Messaggero per i giovani «Rischiare per gli altri», il coraggio dei giovani
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Giovedì 7 Gennaio 2021, 07:37 - Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio, 01:27

Continua il concorso dedicato alla memoria di Emanuele Morganti e Willy Monteiro Duarte: in questa seconda fase i componimenti potranno essere inviati entro il prossimo 20 gennaio. Oggi pubblichiamo tre degli elaborati migliori che sono arrivati in redazione in questi ultimi giorni. La pubblicazione dei testi proseguirà.

Il testo dovrà essere inviato in formato digitale (file Word o Pdf) all’indirizzo email concorso-letterario@ilmessaggero.it. È necessario allegare anche il modulo di partecipazione scaricabile sul sito www.ilmessaggero.it/concorso-letterario. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il giorno 20 del mese e la proclamazione dei tre vincitori (che riceveranno ognuno un tablet con l’edizione digitale del Messaggero) sarà comunicata sull’edizione cartacea e online del giornale. Anche i premi saranno inviati entro la fine di ogni mese. Gli elaborati saranno pubblicati in tutto o in parte sul giornale e sul sito.

Un’immagine distorta

Diletta Piromallo, 17 anni

«Buongiorno tesor…no, anche oggi nubi all’orizzonte…più il tempo passa, più si peggiora! Che visione mi tocca subire anche oggi! Questo magnifico look a quale illustre occasione è destinato?! Fammi indovinare…cena romantica sul peschereccio del fortunato, spero si chiami Nemo tra l’altro! Non augurerei di vedere questo scempio nemmeno al mio peggior nemico. Io al posto della tua amica scapperei…che vergogna uscire con una così sciatta…ma poi da quant’è che ti dico di prendere appuntamento da quella nutrizionista?! Un anno…forse due?! Stai veramente sfiorando il punto di non ritorno…non dirmi poi che non ti avevo avvisato, rimarrai sola! Comunque buona giornata!». «Grazie cara per l’affetto e non dimenticare che se sfiguro io, sfiguri anche tu!». «Ah! Non ci provare a fare questo gioco con me sai…un giorno o l’altro mi vendicherò! come riflesso non posso molto, eppure ti mostro ogni volta la realtà… forse dovrei dire a Karol di metterci più olio di gomito quando mi lucida...tuttavia almeno mi dissocio da questo orrore!». Tutte le volte che le ero di fronte era come essere osservata da una giuria sempre più severa ed esigente; in gran parte è colpa mia, lo so… ho lasciato che si insinuasse nei miei pensieri, tanto da farla diventare quasi autonoma. Non ho saputo fermare, quando dovevo, lei e tutti quelli che l’alimentavano; forse perché ero io stessa la prima ad appoggiarla. Le ho permesso di prendere il controllo credendo alle sue parole, ho dimenticato troppo spesso che lei era scaturita dai miei stessi occhi e che potevo impormi. Ma ora è diverso. Oggi è finita, con un solo gesto ho distrutto ciò che mi ha ferito per così tanto tempo, ho le mani ancora sanguinanti, ma giuro che questa sarà l’ultima delle ferite che mi infligge. Finalmente ho capito, rispecchiandomi negli occhi di Nemo, che quell’immagine distorta, che tanto odiavo e che adesso vedo imprecisa in quelle schegge, la vedevo solo io. Tra i due, il solo vero riflesso, sebbene tanto ignorato, era il suo.

Nessuno deve sentirsi solo

Francesca Nucci, 16 anni

a paura è un sentimento che molti provano, tutti i giorni, a volte questa può reprimere le azioni che ognuno di noi vorrebbe compiere verso gli altri; io personalmente ammiro Willy ed Emanuele, sono esempi da seguire, li stimo per aver dato la loro vita pur di proteggere gli altri, non molti avrebbero fatto come loro, io stessa non sono molto coraggiosa e non mi sono mai trovata nella situazione di dover difendere qualcuno, ma se dovesse capitarmi non starei a guardare sicuramente: gli spettatori guardano il film, ma noi dobbiamo essere gli attori della vita, interpretando la nostra forma più vera, senza maschere. Mi ritengo una persona a cui non manchi nulla, ho avuto un’infanzia felice, sono circondata da familiari che mi vogliono bene... questa è la mia normalità, non ho mai avuto grandi problemi da dover affrontare ma durante la mia adolescenza mi sono confrontata con persone che vivono in un mondo completamente diverso dal mio, persone che hanno dovuto affrontare perdite importanti, che si ritrovano a dover tenere tutto il mondo sulle loro spalle e che, nonostante tutto il male che la vita ha inferto loro, sorridono, sono maschere? Non lo so, però ogni volta che parlo con loro e sfioriamo determinati argomenti, la loro forza mi fa venire la pelle d’oca, mi sento impotente perché non posso aiutarli, perché non posso levar loro di dosso tutta la sofferenza e non posso farli tornare a stare completamente bene; a volte mi sento in colpa, perché io sono felice e non mi trovo nella loro situazione, non ho mai dovuto sopportare tutto quel dolore. Io non sono sola, e l’idea che qualcuno ci si senta mi demoralizza.
Cosa è importante per me? Che nessuno si senta solo o abbandonato, tutti dovrebbero avere una spalla su cui piangere o sfogarsi e io mi impegnerò ad essere quella spalla per le persone che conosco e che conoscerò.

La vita è come un dramma

Valentina Lin, 18 anni

La vita è come un dramma, ogni persona è protagonista del proprio racconto ed ogni persona è ruolo di supporto dell’altra persona. Però a volte delle persone potevano diventare molto importanti nei loro racconti. E queste persone potevano cambiare una tua decisione, una tua fine, anche usando la propria vita. Qualcuno chiederà: ci sono persone che rischieranno la propria vita per uno sconosciuto oppure anche per un amico? In generale risponderanno di no. Però ci sono delle persone che lo fanno, perché ognuno ha una sua definizione della propria vita, ognuno ha una sua spiegazione . Ognuno ha il proprio valore di vita e questo valore è una sorta di orientamento comportamentale che ogni persona ha ed è una scelta consapevole del comportamento umano. I valori sono le opinioni e gli atteggiamenti di base che le persone hanno quando hanno una profonda comprensione e valutazione degli obiettivi della vita. La vita stessa è una forma di valore di un processo pratico continuo che ci insegna molte cose.
L’idea di voler salvare gli altri è buona, a volte devi anche valutare le tue capacità ma se succede realmente qualcosa davanti a me sicuramente andrò ad aiutare. Credo che questo sia l’istinto umano: voler aiutare qualcuno in difficoltà, ma ci saranno anche persone che hanno paura della morte e involontariamente vogliono scappare.
La vita è troppo bella e breve ed è come un viaggio di sola andata e non c’è nessuna possibilità di ritornare indietro. A mano a mano sentirai che la vita è fantastica, anche se qualche volta può essere dispiacente, ma tutto questo appartiene solo a me. Quello che devi fare è continuare ad andare avanti anche se il risultato è già destinato a fallire, perché sicuramente nel processo ci saranno dei momenti meravigliosi e indimenticabili.

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