Premio Messaggero per i giovani «La forza di cambiare», l’impegno dei ragazzi

Premio Messaggero per i giovani «La forza di cambiare», l impegno dei ragazzi
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Continua il concorso dedicato alla memoria di Emanuele Morganti e Willy Monteiro Duarte: in questa seconda fase i componimenti potranno essere inviati entro il prossimo 20 gennaio. Oggi pubblichiamo tre degli elaborati migliori che sono arrivati in redazione in questi ultimi giorni. La pubblicazione dei testi proseguirà.

Le regole per partecipare

Il testo dovrà essere inviato in formato digitale (file Word o Pdf) all’indirizzo email concorso-letterario@ilmessaggero.it. È necessario allegare anche il modulo di partecipazione scaricabile sul sito www.ilmessaggero.it/concorso-letterario.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il giorno 20 del mese e la proclamazione dei tre vincitori (che riceveranno ognuno un tablet con l’edizione digitale del Messaggero) sarà comunicata sull’edizione cartacea e online del giornale. Anche i premi saranno inviati entro la fine di ogni mese. Gli elaborati saranno pubblicati in tutto o in parte sul giornale e sul sito.

L’equilibrio dell’altruismo

Noemi Filoni, 18 anni

La vita è un’occasione unica, sta a noi scegliere se sfruttarla al massimo seguendo quei valori che la rendono degna di essere vissuta, o se dare priorità a quegli aspetti che possono renderla insulsa. Tra questi valori il più importante per me è la famiglia, perché mi ha supportato negli ostacoli più difficili da superare, mi ha insegnato ad amare le piccole cose e soprattutto mi ha insegnato ad essere altruista, insomma mi ha resa quello che sono oggi. Per me l’altruismo è essenziale al mondo, eppure la società di oggi è cinica, gli individui pur di essere felici compiono azioni ignobili che vanno a discapito degli altri. 


Ma è davvero questo il modo giusto per raggiungere la felicità? Non c’è cosa più soddisfazione nel vedere una persona sorridere per una buona azione, piuttosto che distruggerla per arrivare ai nostri obiettivi? Penso che dovremmo imparare ad essere umili perché molto spesso proprio quei gesti più piccoli e insignificanti possono essere talmente tanto grandi per l’altro da salvargli la vita. Partendo da questo presupposto ho deciso che in futuro mi porrò al servizio degli altri intraprendendo il percorso di fisioterapista. Mi sono appassionata a questo mestiere grazie a una ragazza che mi ha riabilitato quando ho avuto un infortunio al ginocchio. L’accortezza e la gentilezza che mi ha dimostrato mi è rimasta così impressa da voler fare il suo stesso lavoro.
Essere altruisti, però, non deve significare distruggere sé stessi: bisognerebbe trovare un equilibrio, che non deve né sfociare nel narcisismo né deve rinnegare le proprie necessità. Amare sé stessi significa dare il massimo, apprezzarsi, trasformare quei difetti di cui ci vergogniamo rendendoli dei punti di forza o un presupposto che ci induce a fare di più. È un valore difficile da raggiungere su cui lavoro ogni giorno. Seguendo questa lunghezza d’onda, credo proprio che il mio motto sia: credere in sé stessi, fare del bene, non del male, perché non solo danneggi gli altri, ma anche te stesso.

Il primo valore è il rispetto

Irene Minosse, 18 anni

Riflettendo sul tragico omicidio di Willy Duarte, ucciso per aver difeso un suo amico nel bel mezzo di una rissa, volevo esporre il mio pensiero su quello che per me è importante nella vita di tutti noi. Come prima cosa io direi il rispetto, senza questo dove pretendiamo di arrivare nella nostra vita? Proviamo a pensare ad un mondo senza il rispetto, dove ognuno tratta chiunque come vuole, manca di rispetto a tutte le persone con cui si rapporta, non oso immaginare come potremo andare avanti anche se, per quanto mi riguarda, ancora ad oggi molte persone non conoscono la parola rispetto (come nel caso della morte del giovane Willy) o la usano solo con chi è per loro opportuno, quando in realtà bisogna usarlo con tutti soprattutto se poi vuoi che gli altri portino rispetto a te. Un’altra cosa che per me è fondamentale è l’amore in tutte le sue sfaccettature, che possa essere l’amore per la famiglia (quello più importante), l’amore per un animale, l’amore per un ragazzo, ma anche l’amore per un ideale, diciamo che l’amore per me sta alla base di tutto.

Tante volte lo malediciamo poiché ci fa soffrire molto a causa di delusioni verso determinate persone o peggio ancora di una perdita della persona che amiamo ma poi riflettendoci prima di farci soffrire ci dà tante belle emozioni che una persona non riesce neanche a spiegare a parole purtroppo, perlomeno io non riesco mai a farlo. L’amore tante volte mette anche paura poiché in fondo dentro di te già sai che rischi di soffrire a causa del comportamento che la persona al tuo fianco assumerà verso di te, però alla fine è un’emozione così tanto forte e bella che nessuno di noi può farsi scappare.
Queste sono per me le cose più importanti che non devono mancare nella vita di una persona poiché senza queste non potrai arrivare molto lontano nella vita, soprattutto senza il rispetto che, come abbiamo visto, sta alla base di quanto accaduto a Willy.

Guarire ognuno le ferite degli altri

Beatrice Mindrila, 17 anni

 

In una società dove l’ego prevale sempre di più, siamo in una continua ricerca di ciò che ci possa rendere felici e ci possa far stare bene. Ma stiamo cercando nella direzione giusta? O meglio, stiamo ascoltando veramente il nostro cuore? Non abbiamo abbastanza sicurezza e fiducia in noi stessi, guardandoci attorno possiamo notare come molti finiscono per confondersi con altri e pochi riescono a distinguersi, forse per mancanza di coraggio, per paura di non apparire impeccabili e quindi non ci si vuole mostrare per come si è: fragili e imperfetti. Invece, io penso che tutti noi dobbiamo imparare e ricordare sempre che ogni persona, come qualsiasi piccola o grande cosa, ha più valore se diventa unica ed esclusiva, così come semplicemente già siamo. Come reazione alle nostre insicurezze nasce in noi il bisogno di ricevere l’approvazione da parte degli altri e di conseguenza ci ostiniamo a dimostrare sempre qualcosa, dimostrare che siamo migliori e superiori; ci comportiamo così perché, in un certo senso, ciò dà sollievo alle nostre fragilità.


Il problema è che non siamo ancora definiti interiormente e ci sentiamo bene (ma solo apparentemente) se qualcun altro lo fa al posto nostro; è come se coprissimo le nostre ferite senza realmente guarirle. Dobbiamo iniziare a migliorarci, a trovare la forza in noi stessi, amandoci, per poi amare gli altri con lo stesso amore che abbiamo per noi. Inoltre, il bisogno di elevarsi sopra gli altri spezza l’unione tra le persone; difatti la maggior parte dei conflitti nasce perché ci si ostina a dimostrare chi comanda, ma chi è sicuro di se stesso non sente il bisogno di fare qualsiasi cosa per farsi notare. Perciò amiamoci, creiamo unione, smettendo di guardare dall’alto chi ci circonda, ma mettiamoci spalla a spalla per guarirci le ferite a vicenda e non per provocarcele. Parte della felicità sta nel lavorare per realizzare qualcosa di utile per il mondo, per gli altri e per se stessi. Facciamo in modo che il nostro ego non oscuri l’amore per il prossimo. Gli umani sono stati creati per avere relazioni con gli altri, facciamo che siano solo rapporti di pace e amore.

Venerdì 8 Gennaio 2021, 07:55 - Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 08:05
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