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Lazio, adesso la squadra somiglia a Sarri: via alla rivoluzione (ma con ambizioni alte)

Lazio, adesso la squadra somiglia a Sarri: via alla rivoluzione (ma con ambizioni alte)
di Valerio Marcangeli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Agosto 2022, 08:41

Fogli, riunioni video e tattica: prende sempre più forma la Lazio di Sarri. A tre giorni dall'esordio ufficiale il Comandante continua a plasmare il suo gruppo. Nessuna differenza tra i calciatori. D'altronde tra i fondamenti del suo credo c'è l'unità d'intenti, niente disuguaglianze. Più i suoi interpreti sono compatti e più il sarrismo diventa temibile. Per questo motivo l'allenatore biancoceleste non ha mai avanzato chissà quali richieste ai propri presidenti. Certo, avere campioni del livello di Ronaldo in squadra fa sempre comodo, ma quello che contraddistingue il Comandante e il suo calcio è puntare sulle caratteristiche, non sui singoli. La ricetta per fare bene con Sarri è apparentemente semplice: avere qualità ed essere disposti a correre il doppio. Due aspetti che devono assolutamente procedere di pari passo, altrimenti si perde il posto nel suo 4-3-3. Chiedere a Milinkovic o Luis Alberto. A dire il vero il Sergente la panchina non l'ha mai vista, ma per capire bene le richieste del tecnico ci ha impiegato diverso tempo. Per sua fortuna i battibecchi di inizio stagione scorsa sono serviti, visto che il numero 21 ha disputato il miglior anno della sua carriera (11 gol e 11 assist). Diverso il discorso del Mago, tuttora fuori dalle grazie dell'allenatore. Gli sono serviti sei mesi per liberarsi della concorrenza di Basic e oggi si ritrova anche il fedelissimo Vecino davanti. È l'attitudine che si concilia alla perfezione con lo stile di Sarri, non il nome. Un aspetto approvato fin dal primo giorno dal presidente Lotito, disposto a seguire in tutto e per tutto il tecnico tanto voluto sulla panchina della sua Lazio.

LUNGO CAMBIAMENTO

Il rinnovo di inizio giugno fino al 2025 prevedeva il proseguimento di un cambiamento iniziato l'estate scorsa e la risposta del patron è stata chiara. Ai sei acquisti del 2021 Hysaj, Basic, Felipe Anderson, Pedro, Zaccagni e Romero ne sono stati aggiunti altri otto in questa sessione con un incremento significativo sul piano degli investimenti. La scorsa estate Lotito sborsò circa 17,5 milioni ricavandone 35 con le cessioni di Correa e Caicedo. Quest'anno invece il presidente ha messo sul piatto oltre 50 milioni di euro tra costi fissi, bonus e commissioni per completare quasi del tutto la rosa senza attendere le cessioni. In primis c'è stato un doppio cambio tra i pali. Fuori Strakosha e Reina, dentro Maximiano e Provedel. Il centro della difesa, orfano di Luiz Felipe andato via in scadenza e Acerbi in attesa di offerte a Formello, è stato rinforzato con l'arrivo a parametro zero di Romagnoli, quello di Casale - richiesto da sei mesi dal tecnico - e Gila, senza dimenticare il rinnovo di Patric, fondamentale per Sarri. A centrocampo staffetta tutta brasiliana tra Leiva e Marcos Antonio, folletto prelevato dallo Shakhtar Donetsk che promette battaglia a Cataldi in cabina di regia. Accanto al classe 2000 il Comandante ha richiesto a fasi alterne (e infine ottenuto) l'arrivo di Vecino, mentre in attacco a sorpresa la scelta è ricaduta su Cancellieri, altro giovane chiamato a studiare da vice Immobile nonostante il passato da esterno. Il piano principale è chiaro e si può riassumere in una parola: abbondanza. A Sarri non è piaciuta la difficoltà nel pescare forze fresche dalla panchina nella passata stagione quindi all'undici iniziale competitivo senza riserve è stato di gran lunga preferito un gruppo solido in tutti i reparti.

 

LINEA VERDE

Abbondanza che va a braccetto con la linea verde. L'altro obiettivo di Sarri era ringiovanire la terza rosa più anziana della Serie A (27,4 anni di media). Detto, fatto. Dentro la generazione Z con il 98' Casale, il '99 Maximiano, i 2000 Gila e Marcos Antonio e il 2002 Cancellieri. Leggermente più esperti invece Romagnoli ('95), Provedel ('94) e Vecino ('91). Otto nuovi profili che hanno abbassato il dato di squadra a 25,1 anni. Sarri a gennaio era stato chiaro: «La nostra rivoluzione non sarà istantanea, ma abbraccerà più sessioni di mercato». I fatti gli stanno dando ragione, con una Lazio più completa e più giovane a un anno dal suo arrivo. Oltre alla voglia di allenare, nella Capitale il tecnico ha trovato la piena fiducia di una società. Ora non resta che confermarla con i risultati sul campo.

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