NAPOLI

Napoli, i tifosi cantano “Ho visto Maradona” davanti ai murales. De Magistris: «Lo stadio avrà il suo nome»

Mercoledì 25 Novembre 2020
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Maradona morto, Napoli lo ricorda fra emozioni e lacrime: il club cambia logo

La morte di Maradona getta nello sconforto Napoli, la sua seconda città dopo Lanùs, alle porte di Buenos Aires. La città, Napoli, nella quale ha conquistato due scudetti, i primi (e gli unici sinora) nella storia del club. «È morto Diego Armando Maradona, il più immenso calciatore di tutti i tempi. Diego ha fatto sognare il nostro popolo, ha riscattato Napoli con la sua genialità. Nel 2017 era divenuto nostro cittadino onorario. Diego, napoletano e argentino, ci hai donato gioia e felicità! Napoli ti ama!». Così in un tweet il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris che ha proclamato il lutto cittadino e che ha proposto: «Intitoliamo a lui lo stadio San Paolo».

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L'Ssc Napoli: «Per sempre nel cuore, ciao Diego». Il club partenopeo ha deciso di cambiare il logo nei social sui quali sta intervenendo per accompagnare la morte del suo giocatore più rappresentativo.

 

I tifosi cantano davanti ai murales

Sempre più tifosi si sono dati appuntamento davanti ai murales ai Quartieri Spagnoli per cantare la "sua" canzone: "Mamma mamma mi batte el corazon, ho visto Maradona, ho visto Maradona e innamorato son ...".

Dal grande murales dei Quartieri Spagnoli al più recente ritratto di Jorit a San Giovanni a Teduccio, e ovviamente lo stadio San Paolo, quello che fu la sua casa dal 1984 al 1991. Napoli trafitta dalla notizia della morte di Diego Armando Maradona ha scelto questi tre luoghi simbolo per ricordare il campione argentino, che con la maglia azzurra e la fascia di capitano al braccio ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana. All'esterno della Curva B, settore dello stadio San Paolo di Fuorigrotta storicamente riservato al tifo più caldo, è stato esposto uno striscione che già era apparso in città lo scorso 30 ottobre, giorno del sessantesimo compleanno di Maradona: «O re immortale, il tuo vessillo mai smetterà di sventolare». Alcune persone si sono radunate nel piazzale per ricordare insieme Maradona, così come è stato fatto nel cuore dei Quartieri Spagnoli, anima popolare della città: qui, alla fine degli anni '80, sulla facciata di un palazzo in via Emanuele De Deo è stato realizzato un enorme murales di Maradona in maglia azzurra e scudetto sul petto, recentemente restaurato, ed è qui che si sono ritrovati i primi tifosi una volta appresa la notizia, tra lacrime, cori e fumogeni. Gli stessi cori e fumogeni apparsi in via Taverna del Ferro, nel quartiere San Giovanni a Teduccio, zona orientale della città, dove lo street artist Jorit ha di recente realizzato un altro ritratto di Maradona: anche qui decine di tifosi si sono ritrovati per un saluto ideale al Pibe de Oro.

Vincenzo De Luca

«Unico, irripetibile genialità, il più grande di tutti, il più amato di tutti. Un grande uomo di calcio, un grande uomo di sport che prima del mondo intero, ha fatto innamorare Napoli perché di slancio e senza ipocrisia ha saputo scoprirne e interpretarne l'anima». Così, in un post su Facebook, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. «Ha contribuito a riaccenderne l'orgoglio, unendo generazioni che lo hanno saputo amare, capire e anche perdonare», ha aggiunto postando una foto dove ci sono lui e Maradona che si stringono la mano.

 

 

Unico, irripetibile genialità, il più grande di tutti, il più amato di tutti. Un grande uomo di calcio, un grande uomo...

Pubblicato da Vincenzo De Luca su Mercoledì 25 novembre 2020


 

 

 

Napoli in lutto

Napoli è in lutto per la morte di Diego Armando Maradona. La notizia, alla quale molti ancora stentano a credere, è rimbalzata sui telefonini. In pieno centro, in piazza Municipio una sola voce: «Era il più grande di tutti». Anche a Fuorigrotta, là dove si trova il San Paolo, suo tempio calcistico, ci sta chi si commuove. Subito i ricordi per le sue straordinarie giocate. E una donna, «questo 2020 è veramente l'anno peggiore».

Le suore di clausura

Le suore di clausura a Napoli celebreranno una messa in memoria di Maradona.

Luciano Moggi

«Difficile commentare. Per chi non lo ha conosciuto, posso dire che era persona eccezionale. Aveva dei problemi che tutti conoscono, ma non importa. Gli volevo bene, impossibile non volergliene. Facile parlare quando uno muore, io ci ho vissuto tanti anni insieme ed era davvero il numero uno. Sapeva dare tutto di se stesso agli altri. Sono sconvolto». Così all'Adnkronos di Luciano Moggi dopo la notizia della morte di Maradona. Moggi, insieme a «El Diez», conquistò, da dirigente del Napoli, la Coppa Uefa nel 1989, lo scudetto e la Supercoppa italiana nel 1990.

Corrado Ferlaino

«Sono distrutto, mi dispiace molto. Maradona ha dato molto al Napoli, anche a me da un certo punto di vista. Non ho parole, non saprei cosa dire. Sono andato a trovarlo in Argentina quando stava male, è stato male parecchie volte ma ha sempre sperato le crisi. È una cosa arrivata improvvisamente. I giornali dicevano che stava meglio. Io sono napoletano e come tutti i napoletani siamo molto emozionati, piangiamo, perché è stato molto per Napoli e per il Napoli». Così l'ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino, ricorda Diego Maradona scomparso oggi. «Maradona è stato un fuoriclasse, un genio, e ai geni non si può chiedere anche di essere uomini comuni -aggiunge Ferlaino ai microfoni di Sky Sport-. Maradona non era un uomo comune, perché non era un giocatore comune. Aveva grandi responsabilità e forse non è riuscito a portarle avanti, le ha subite. A Napoli ha dato due scudetti. Io non so se il Napoli vincerà ancora scudetti, ma per ora gli unici due vinti li ha vinti negli anni di Maradona».

Lorenzo Insigne

«Dal primo giorno in cui sei arrivato nella nostra amata Napoli, sei diventato un Napoletano doc. Hai dato tutto per la tua gente, hai difeso questa terra, l'hai amata. Ci hai regalato la gioia, i sorrisi, i trofei, l'amore». Così Lorenzo Insigne su Facebook parlando di Diego Armando Maradona. «Sono cresciuto sentendo i racconti della mia famiglia sulle tue gesta, vedendo e rivedendo le tue infinite partite. Sei stato il più grande giocatore della storia, sei stato il Nostro Diego - scrive il capitano del Napoli . Ho avuto la fortuna di incontrarti, parlarti, conoscerti e non ti nego che mi tremavano le gambe. Per me hai sempre avuto belle parole, parole di conforto che non potrò mai dimenticare e che custodirò per sempre dentro di me. Da tifoso, da Napoletano, da Calciatore: Grazie di tutto D10S. Ti ameremo per sempre», conclude Insigne.

Vittorio Sgarbi

«Maradona è stato per il calcio quello che Caravaggio è stato per l'arte: inarrivabile». Così in un post su Fb il critico d'arte Vittorio Sgarbi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23:38
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