Italia torna fra le grandi: Belgio ko 2-1, gol di Barella e Insigne. In semifinale a Wembley contro la Spagna

Ora in semifinale a Wembley contro la Spagna

Europei 2020, Italia torna fra le grandi: Belgio ko 2-1, gol di Barella e Insigne. In semifinale a Wembley contro la Spagna
di Alessandro Angeloni
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Sabato 3 Luglio 2021, 07:58 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 10:26

dal nostro inviato
MONACO DI BAVIERA In principio, tutti in ginocchio: contro il razzismo, un gesto sempre nobile. Alla fine, in ginocchio ci finisce solo il Belgio. L’Italia ha le braccia alzate, per la gioia, che arriva dopo un po’ di dolori. La metafora dell’ebbrezza, la storia del più piccolo che batte il gigante, del talento che si infanga ed è capace di incantare e soffrire.

Agli Europei 2020 in semifinale contro la Spagna, a Wembley, ci va la Nazionale di Mancini, che ormai non stupisce più e stabilisce un record dietro l’altro. Trentasettesima partita da ct, ventottesima - più di tutti i suoi predecessori - vittoria, quindicesimo successo di fila tra qualificazioni e fase finale. E che vittoria, una perla. Nel 2016 arrivarono i quarti, la semifinale non si vede dal 2012, quando arrivammo alla finalissima.

Continuano le notti magiche, ma lontano da Roma. Ciò che brilla dell’Italia, nell’inizio di primo tempo semi-opaco, è il duello tra Chiellini e Lukaku. Bello nel suo essere rozzo. E’ un calcio antico, che gli azzurri non riescono a interpretare nel suo complesso, va meglio il Belgio, ma nemmeno troppo.

Europei 2020, Italia in semifinale contro la Spagna


Però è più grosso e l’Italia è lieve, talentuosa. Maluccio, insomma, perché è lenta (nel giro palla, nel ritmo), leggera (si perdono i contrasti, inevitabilmente, per colpa di una fisicità inferiore rispetto al Belgio) e molto spesso imprecisa (non grandi occasioni, ma quel poco è sfruttato debolmente), Spinazzola non vola subito alto, Chiesa (preferito in avvio a Berardi), spesso sbatte contro un muro, così come Immobile che vive di sole sponde, ben guardato da Vermaelen e Vertonghen. Piccola nel fisico e anche un po’ nelle idee, questo è nei primi minuti.

Il gol di Bonucci è un urlo nel silenzio. Ma è un gol che resta lì, nell’immaginario, non è valido però aiuta in qualche modo. Di Lorenzo è più avanti di lui al momento del cross di Insigne: si chiama fuorigioco. Punto. E si ricomincia, come con l’Austria, ma stavolta molto prima, sempre in quel primo tempo che sembrava opaco ma poi diventa lucido di bellezza. Si parte piano e poi ci si scalda, forse è la tattica del Mancio. L’Italia cresce e ringrazia Donnarumma ora e nel finale, fa due belle parate su De Bruyne, recuperato in extremis bontà sua e del Belgio e Lukaku, lui il solito, che come lo molli un attimo, lui si gira, apre il compasso e prova a farti male. Nella peggiore delle ipotesi ti spaventa. Il gol di Barella è un gioiello che si incastra bene in questo quadro. L’Italia cresce e segna, quando non te lo aspetti, con il piccolo uomo venuto dalla Sardegna. Il gol del talento: dribbling in area, tiro a incrociare l’angolo di Courtois.

Da un talentino di un metro e 72 a un altro che all’uno e 70 non arriva, Lorenzo Insigne. Che parte con quella numero 10 dei giganti, non per altezza, è schiaccia Courtois con un tiro dei suoi, alla Insigne. Dici: sa fare solo quello? Basta, per ora. Avanza. Undicesimo gol a Euro 2020, un altro record. Il problema è che quel finale di primo tempo viene avvelenato da un rigore non molto evidente (diciamo così).

Un braccio galeotto di Di Lorenzo su Doku (un’ira di Dio) allarma l’arbitro: rigore. Ti pareva. Lukaku, che fino a quel momento, aveva fatto un tiro, fa gol. E rimette tutto in gioco. E il secondo tempo diventa una sofferenza, inevitabilmente. Doku sembra Bolt, con un altro fisico. Talvolta si prende gioco di Di Lorenzo e mette dentro quei palloni che Jorginho aveva detto di voler evitare, quelli che sfiorano la pancia del portiere e finiscono sull’altro palo, pronte per essere messe dentro. Ecco, su una di quelle meno male che c’era Spinazzola, che di coscia evita il due a due di Lukaku. Leo stesso ha la palla buona, dopo una volta dentro l’area avversaria, con assist al bacio di Insigne. Palla fuori. Si soffre ma c’è vita. Anche se Spinazzola si fa male di brutto: salta il muscolo, si rompe il tendine, cade a terra. Disastro. E’ steso dal dolore. Esce uno dei migliori fin qui e non tornerà per questo Europeo. Entra Emerson. Cambia tutta la fascia sinistra, dove va “alto” Chiesa, dalla parte di Hazard jr. A destra c’è bisogno di dare a una mano a Di Lorenzo, ed ecco Berardi. 



Martinez cerca di cambiare la storia, butta dentro Mertens e Chadli e quest’ultimo quasi quasi ti fa male, per fortuna dell’Italia, Lukaku arriva in ritardo sull’assist. Mancini toglie Immobile, che è sfinito per le corse e per non essere riuscito a incidere come voleva e Verratti, distrutto nella seconda parte di gara. Dentro Belotti, bravo a tenere palla e Cristante, quando il centrocampo stava in apnea, anche se Jorginho, come sempre, ha una palla buona per tutti. Il pallone, nel finale, ce l’ha sempre il Belgio. L’Italia stremata rilancia, ma nessuno corre a prenderla. E’ il talento che si abbassa alla guerra, alla battaglia. Per forza. E’ un saloon, da sporchi e cattivi. Entra Toloi ed esce Chiesa. La metafora della vittoria con l’acqua alla gola. Quelle nel fango. L’Italia di Mancini sa essere anche sporca, quando serve. Stavolta è servito. 
 

BELGIO (3-4-2-1): Courtois 6,5; Alderweireld 5,5, Vermaelen 5, Vertonghen 5; Meunier 5 (25’ st Chadli n,g; 29’ st Praet 5.5)), Tielemans 5,5 (25’ st Mertens 5), Witsel 6, T. Hazard 5,5; De Bruyne 6,5, Doku 7; Lukaku 6. In panchina: Kaminski, Sels, Boyata, Denayer, Trossard, Dendoncker, Benteke, Batshuayi, Carrasco. Ct: Martinez 5.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma 7,5; Di Lorenzo 6, Bonucci 6,5, Chiellini 7, Spinazzola 7 (32’ st Emerson n.g.); Barella 7,5, Jorginho 7, Verratti 6,5 (29’ st Cristante 6); Chiesa 6 (45’ st Toloi n.g.), Immobile 6 (29’ st Belotti 6), Insigne 7,5 (32’ st Berardi n.g.). In panchina: Sirigu, Meret, Bastoni, Acerbi, Pessina, Locatelli, Bernardeschi. Ct: Mancini 8

Arbitro: Vincic 6

Reti: 31’ pt Barella, 44’ pt Insigne, 47’ pt Lukaku (rigore) .

Note: spettatori 14.000 circa. Ammoniti: Verratti, Tielemans, Berardi. Angoli 9-5

 

 

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