Un pilone si è abbassato: scatta
l'allarme per il ponte di via Mattei
già 17 anni fa si dovette intervenire
Le foto del ponte

Sabato 18 Agosto 2018 di Alessandra Lancia

RIETI - Ponti e viadotti, in città a impensierire non c’è solo quello «nuovo» di viale Matteucci – intitolato a Giovanni XXIII – ma di più, molto di più, il ponte di via Loreto Mattei parallelo al ponte di ferro su cui corrono i treni.

«E’ un ponte che risale al 1946, è stato già oggetto di un intervento importante nel 2001, ma osservandolo dal fiume con le spalle alla sorgente si vede chiaramente che il pilone di sinistra è sprofondato», dice a Il Messaggero l’ingegner Luciano Pitoni, lo stesso che per primo – cioè già nel 2013 all’indomani dell’inaugurazione – lanciò l’allarme sui tiranti della galleria della Rieti-Terni. Galleria che sarebbe stata chiusa a febbraio di quest’anno proprio per problemi ai cavi che reggono la soletta del soffitto.
 

 

SOPPORTA FLUSSO VEICOLARE ALTISSIMO
«Quel ponte è di concezione americana, di tipo Nelson, anche se gli americani li facevano d’acciaio, qui invece fu fatto in calcestruzzo. Ce n’è uno gemello a Terria , sempre sul Velino. Il problema di quello cittadino è che sopporta un flusso veicolare elevatissimo, perché soprattutto da quando hanno aperto la super strada per Terni, con l’uscita Rieti ovest, via Loreto Mattei è divenuta una sorta di tangenziale della città. E per fortuna che il ponticello della ferrovia blocca prima Tir e autobus, perché se potessero passare anche quelli per il ponte sarebbe stato anche peggio».

I LAVORI DI 17 ANNI FA
Pitoni ricorda i lavori effettuati 17 anni fa dalla giunta Cicchetti tennero a lungo chiuso il ponte: «Ricordo pure le proposte di qualcuno di rifarne uno nuovo. Sapendo come vanno le cose in Italia, quanto tempo passa da un progetto preliminare all’avvio di un cantiere, io credo che sul ponte di via Mattei sarebbe da metterci le mani e subito. Quella ormai è una delle principali vie d’accesso alla città, deve essere garantita».
Di quel ponte chiunque passa può notare l’ammaloramento sul passaggio di legno dove sono indirizzati pedoni e ciclisti. Le tavole sono sconnesse, molte viti sono ormai fuori: «Quel tavolato di calpestio è un elemento che è stato aggiunto successivamente e che aggrava ulteriormente le condizioni di carico del ponte, che per il traffico da e per la Piana degli anni Cinquanta e Sessanta poteva andare pure bene, ma non per quello di adesso. Con il volume di traffico aumentato esponenzialmente si dovrebbe intanto limitare la velocità dei veicoli a 30 chilometri orari per ridurre le forze orizzontali. Se poi gli amministratori volessero valutare l’idea di fare un ponte nuovo non sbaglierebbero».

IL TEMA SCUOLE
Dai ponti alle scuole: qui a far risvegliare paure (e polemiche) mai sopite è il terremoto di Campobasso. L’ex consigliere comunale Emanuele Donati, in post su Facebook, si chiede quali siano gli interventi fatti dall’attuale amministrazione comunale in materia di sicurezza degli edifici scolastici. Sul fronte delle scuole comunali – molte delle quali con alto indice di rischio sismico, secondo il report della Regione Lazio del 2011 – nulla di nuovo da segnalare. Ci sono soldi (tantissimi) per il loro adeguamento sismico (e per la ricostruzione ex novo, nel caso del plesso di Villa Reatina) ma ancora nessun progetto pronto e quindi zero cantieri. A settembre si tornerà in classe esattamente là dove due anni fa si ballava una settimana sì e l’altra pure. Ma ogni agosto porta la sua pena: quello del 2018 si chiama ponti.
 

Ultimo aggiornamento: 13:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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