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Coronavirus, ecco le prime riaperture: altre possibili prima del 3 maggio

Coronavirus, ecco le prime riaperture: altre possibili prima del 3 maggio
di Cristiana Mangani
7 Minuti di Lettura
Sabato 11 Aprile 2020, 07:48 - Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 00:45

ROMA La serrata continua fino al 3 maggio, anche se la volontà di riportare il Paese verso la normalità c'è tutta. «Prometto che se prima di quella data si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza», dichiara il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa per illustrare le ultime decisioni prese. La frase fa ben sperare, davanti a una curva del contagio che sta prendendo strade diverse: in lieve flessione al Nord, ma ancora con numeri elevati; poco presente nel meridione.
E questo può voler dire, guardando molto avanti, che le prossime riaperture saranno modulate in base alla diffusione del virus.

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LA FEBBRE
Nel frattempo, il Dpcm firmato ieri allarga di pochissimo l'orizzonte, perché alla base delle regole nuovamente imposte, rimane decisivo il distanziamento sociale. Niente gite fuori porta, niente seconde case, nessuno spostamento dal territorio. Chi ha la febbre a una temperatura maggiore di 37,5 dovrà rimanere rigorosamente in casa e contattare il proprio medico curante. «Ipotizziamo una ripresa delle attività a pieno regime, ma con protocolli rigorosi - non lascia spazio a dubbi Conte - Non possiamo debellare il virus. Dovremo conviverci».
Il nuovo decreto, però, nonostante le restrizioni, sembra anche aver colto l'esigenza di molti: quella di avere una qualità della vita migliore. Per questo, forse, si è scelto di riaprire le librerie, le cartolibrerie, e poi i negozi per bambini. «Ce lo hanno chiesto in tanti», ammette il presidente del Consiglio. Sarà perché in quegli stessi negozi si vendono giocattoli, travestimenti, tutto ciò che può rendere, in questa fase a socialità zero, la vita di un piccolo più allegra.
 



IL DISTANZIAMENTO
Riapriranno da martedí, dopo Pasqua. E comunque dovranno farlo nel pieno rispetto delle regole di sicurezza, con l'afflusso dei clienti contingentato e un metro di distanza l'uno dall'altro. I negozi dovranno anche fornire al cliente guanti monouso per fare la spesa, gel per disinfettare, mascherine per i lavoratori.
E orari più lunghi per evitare code (e quindi rischio assembramenti). Di conseguenza dovrà essere modificato il modulo per l'auticertificazione. O comunque, la possibilità di recarsi in questi negozi dovrà essere contemplata, altrimenti non avrebbe senso aprirli.
Davanti ai dati dei controlli degli ultimi giorni che vedono un allentamento della tensione da parte dei cittadini e una maggiore voglia di fuga, Conte, però, ribadisce: «Mi assumo tutta la responsabilità politica di scelte difficili ma necessarie, altrimenti si vanificherebbero gli sforzi fatti finora e rischieremmo di ripartire da capo, con un aumento dei morti».

Il premier sa anche che a un certo punto bisognerà ricominciare, perché i rischi di totale default sono troppo grossi. Ha spiegato, quindi, di aver istituito una task force, operativa da oggi, che si dovrà occupare proprio di «pensare alla fase 2». «Non possiamo aspettare che il virus sparisca - è la realtà che rappresenta il capo del governo - Dobbiamo ripensare le nostre organizzazioni di vita, e per farlo, servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro».

LA MAPPA
Al secondo sta lavorando l'Inail, che ha già predisposto una mappa con tre livelli di rischio e le corrispettive categorie lavorative: ristoranti, bar, scuole, cinema, teatri, parrucchieri, a esempio, sono tutte attività a rischio massimo. Il primo, di pilastro, è invece nelle mani di Vittorio Colao, l'ex amministratore delegato di Vodafone che sarà alla guida della task force composta da giuristi, economisti ed esperti di alto livello chiamati a un compito tutt'altro che semplice: trovare le ricette per trascinare l'Italia fuori dalla crisi.
Alla fine nel decreto, oltre a librerie e negozi per bimbi, sono entrate una decina di attività: dall'uso delle aree forestali alla fabbricazione dei computer. Saranno vietate le crociere per le navi che battono bandiera italiana e le altre non approderanno. Prevista la possibilità di transiti per lavoro di massimo 5 giorni (72 ore prorogabili di 48). Regole più stringenti, in entrambi i casi, alla partenza dall'estero: bisognerà consegnare una dichiarazione ai vettori che dovranno misurare la temperatura e bloccare il viaggio di chi sia in stato febbrile. Resta possibile fare attività motoria da svolgere «individualmente» e «in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona».In sintesi, lockdown era e lockdown rimane: niente parchi, niente case vacanze, niente sport, compresi gli allenamenti per i professionisti. Non è prevista la possibilità di rientrare nelle proprie abitazioni: si resta dove si è, almeno fino al 3 maggio.

LA SCADENZA
Il divieto di uscire di casa prolungato di tre settimane

La “novità” più importante contenuta nel Dcpm varato ieri dal governo è quella della nuova data per la chiusura delle attività produttive che è stata fissata al 3 maggio. Attenzione però lo stesso presidente del Consiglio ha ribadito che, se se ne presenteranno le condizioni in termini di sicurezza, alcune attività potrebbero ottenere l’autorizzazione a ripartire anche prima. Dunque la gestione del dossier riapertura sarà flessibile.

GLI STUDENTI
Fin da subito riaprono le cartolibrerie

Nel Dcpm ci sono anche piccoli segnali di allentamento delle chiusure. Una delle esigenze emerse negli ultimi giorni era la mancanza in molte famiglie di materiale utilizzato dagli studenti, specialmente quelli più piccoli. Quaderni, pennarelli, matite fino a oggi non si possono vendere nei supermercati perchè giudicato materiale non essenziale e le cartolibrerie sono chiuse. Entrambi i divieti saltano e i bambini potranno tornare a disegnare.

LE FAMIGLIE
Stop alla chiusura dei negozi per neonati

Torneranno a riaprire anche i negozi che forniscono abbigliamento e altre merci necessarie ai neonati. Molte famiglie avevano segnalto la loro difficoltà a gestire le esigenze dei neonati o dei bambini molto piccoli perché impossibilitate ad acquistare tutine o carrozzine. Il nuovo decreto elimina la chiusura di questa categoria di negozi che però dovranno comunque rispettare la regola di distanziare i clienti all’interno dei punti vendita.

I LETTORI
Dopo Pasqua semaforo verde per le librerie

Finalmente riapriranno anche le librerie per le quali non tutti hanno compreso la necessità della chiusura visto che raramente sono occasioni di assembramento. Ora, dopo circa un mese di chiusura forzata, fin dalla prossima settimana si potrà tornare ad assaporare il piacere di scegliere un libro nella propria libreria di riferimento, una scelta che dovrebbe rimettere in moto una filiera produttiva che sta soffrendo moltissimo.

LE FABBRICHE
Tornano subito al lavoro i manutentori

Sul fronte dei comparti produttivi si registra il via libera alla produzione di fertilizzanti e quella di utensileria manuale, c’è l’industria di legno e sughero (esclusi i mobili), mentre assieme alla costruzione di computer e periferiche si potranno ricominciare a produrre anche schede elettroniche. Semaforo verde anche alle attività di manutenzione di aerei e treni, oltre alla cura e manutenzione del paesaggio.

LE FORESTE
Via libera alla lavorazione della legna

​Uno dei settori più aiutati dal nuovo Dcpm è quello dell’agricoltura. Dovrebbero venir meno alcuni divieti minori all’attività agricola che di per sè è fra quelle che offre meno occasioni di diffusione dell’epidemia. Dunque fin da dopo Pasquetta si può lavorare nei campi ma anche tornare a curare e tagliare i boschi e a raccogliere legna. Cadono infatti i divieti al lavoro per attività legate alla silvicoltura.

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