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Rieti, Simone Petrangeli “il timido”: sì, starò in mezzo alla gente

Simone Petrangeli
di Sabrina Vecchi
4 Minuti di Lettura
Martedì 7 Giugno 2022, 00:10

RIETI - Colazione in tarda mattinata con il candidato sindaco Simone Petrangeli, che arriva al bar in polo azzurra tra un appuntamento di lavoro e l’altro. Avvocato, 47 anni che compirà domani, senza torte o candeline, «non mi è mai piaciuto festeggiare i compleanni», l’aspirante primo cittadino - già sindaco di Rieti dal 2012 al 2017 - si racconta, nonostante la calura, davanti ad una tazza fumante. Ma di caffè non se ne parla: «Mi piace l’orzo con un pezzo di crostata, generalmente inizio così la giornata». Giornate ancora dense di incontri e appuntamenti elettorali, fino al responso delle urne di domenica prossima. 
«Sono stanco ma non così tanto. È stata una campagna elettorale coinvolgente, che mi ha anche un po’ riconciliato con la politica. Questo periodo mi ha lasciato un bella sensazione che mi porterò comunque dietro». Studi al liceo classico Terenzio Varrone di Rieti, poi alla facoltà di Giurisprudenza de La Sapienza di Roma, che Petrangeli racconta come anni spensierati in cui si intravedeva già un impegno politico: «Sono rimasto in contatto con molti amici di quel periodo, ma quello che ricordo con più gioia sono state le esperienze avute come volontario a Rebibbia, attraverso la consulenza legale ai detenuti: è stato umanamente molto formativo». 
Al di là degli schieramenti politici, che tipo di persona è Simone Petrangeli? 
«Sono un finto timido - risponde - chi non mi conosce bene pensa io sia taciturno, invece mi piace tantissimo stare in compagnia, sono anche abbastanza “caciarone”. Magari però ci metto un po’ a sciogliermi». 
Pregi e difetti autoriconosciuti? 
«Sicuramente la testardaggine, declinata sia come pregio che come difetto». Sposato con Nicoletta, figlio di un avvocato e di un’insegnante originari rispettivamente di Roccaranieri e di Santa Lucia di Fiamignano, Petrangeli è sempre vissuto a Rieti, a ridosso del quartiere Porta Cintia. «Mi piace vivere la città prevalentemente a piedi, camminare mi rilassa e mi permette di riflettere, di riconciliarmi. Così come la lettura».
Ultimo libro letto? 
«Patria di Ferdinando Aramburu. Ma sono soprattutto un grande appassionato di letteratura sportiva, un genere che ultimamente sta riscuotendo grande popolarità». Nel caso dovesse reindossare la fascia tricolore, Petrangeli confessa il sogno di partecipare da sindaco al Meeting internazionale di atletica leggera, che spera di vedere tornare al campo Guidobaldi: «In ogni caso il primo impegno da mantenere sarà quello di stare in più possibile in mezzo alla gente, fuori dai palazzi istituzionali: vedere le cose da vicino ti dà la possibilità di comprendere e la carica per far bene». 
Ma il vero “motore” di Simone Petrangeli sono le sue bambine, Alice di 11 anni e Viola di 13. «In questo periodo le sto vedendo poco, mi sento un po’ in colpa. Ma la mia famiglia è abbastanza abituata, hanno tutti supportato la mia scelta, incluse le mie figlie che sono davvero brave a non farmi pesare la lontananza. Comunque vada, ci faremo insieme qualche giorno di mare». Minore di tre fratelli maschi, Alberto e Federico, entrambi impegnati altrove per lavoro, Petrangeli sta vivendo questi ultimi giorni di campagna elettorale «con grande tranquillità». 
«Ho avuto molte attestazioni di stima, fin dalle primarie, durante le quali ho ricevuto il messaggio più bello, da parte di una mia coetanea. Parole affettuose che mi diedero una grande spinta. Di contro, non mi piace il turpiloquio che troppo spesso si trova sui social, mi danno molto fastidio certe cose». 
In caso di vittoria, come festeggerà il neo-sindaco Petrangeli? 
«Non ci penso proprio, ci vuole un po’ di scaramanzia». Intanto, si lavora a suon di bossa nova: «Negli ultimi anni mi sono appassionato a questo genere, mi mette allegria. Avete mai provato a metterlo come sottofondo? È terapeutico». Intanto, prosegue a spron battuto la richiesta dei consensi, con un occhio ai competitor: «A Daniele Sinibaldi riconosco la grande passione, a Carlo Ubertini la spiccata sensibilità». Altro giro, altro appuntamento, altro orzo. 
C’è qualche curiosità sull’eventuale prossimo sindaco Petrangeli che i cittadini non conoscono? 
«Ho tante passioni, purtroppo con poco tempo per alimentarle». Gli argomenti spaziano dai saltimbocca alla romana al cinema di ogni genere, dal tifo giallorosso alla grande ammirazione per Gino Strada, dal felice ricordo del concerto di Malika Ayane al teatro Flavio Vespasiano, fino al subbuteo. «Mi piace moltissimo, ne è appassionato anche Enrico Letta, tanto che quando è venuto a supportarmi gli ho regalato il gagliardetto della Virtus 4 Strade, che è in serie A: è rimasto molto stupito che una squadra reatina fosse a questi livelli».

Che sia stata forse quella con Letta una delle giornate più belle della campagna elettorale di Petrangeli?

«Non sono tipo da bilanci, ma sono un ottimista. Penso sempre che il giorno più bello debba ancora arrivare».

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