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Rieti, «aree industriali, sanità e Asm: io la penso così»: il confronto fra i tre candidati sindaco

Elezioni comunali
di Antonio Bianco
7 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 00:10

RIETI - In chiusura della campagna elettorale (alle 24 scatta il silenzio elettorale), Il Messaggero ha posto le stesse domande ai tre candidati sindaco Daniele Sinibaldi (centrodestra), Simone Petrangeli (centrosinistra), e Carlo Ubertini (Terzo polo). 
In questa campagna elettorale si è discusso poco di aree industriali. Qual è la sua posizione? 
Petrangeli: «Le aree ex industriali devono essere protagoniste di un progetto di rigenerazione urbana che deve avere come obiettivo il benessere di tutti, condiviso con la cittadinanza attraverso un coinvolgimento attivo e un percorso partecipato, dove ogni singola persona possa dare il proprio contributo. Sull’ex Zuccherificio serve un progetto complessivo, che possa coniugare l’interesse pubblico con quello dei proprietari dell’area. Diverso il discorso sull’ex Snia Viscosa: sull’area insiste il problema della bonifica del sottosuolo, condizione indifferibile per elaborare un progetto qualificante e qualificato. Dopo lo stallo di questi ultimi 5 anni vogliamo accelerare sulla bonifica perché questo lungo percorso si concluda con la necessaria efficacia». 
Sinibaldi: «Qualcuno ha voluto strumentalizzare l’ex Zuccherificio per recuperare qualche consenso tra i commercianti, dopo aver dimenticato per anni le esigenze di quel settore, anche quando amministrava la città. Sull’ex Zuccherificio abbiamo scelto un approccio pragmatico e di buon senso che parte dalla consapevolezza che l’area è privata e abbandonata da ben 49 anni. Con questo presupposto realista è innegabile, per chiunque, riconoscere che l’interesse della collettività a recuperare quella zona. Prevediamo l’espressione della Regione sul percorso urbanistico e soprattutto un dialogo improntato totalmente sulla condivisione con la città e il suo tessuto economico, l’associazionismo, le rappresentanze di quartiere attraverso strumenti come co-progettazione, accordi di programma quadro e contratti di sviluppo». 
Ubertini: «Il tema investe tanto la dimensione ambientale, quanto la dimensione urbanistica. Sul piano ambientale abbiamo l’area dell’ex Zuccherificio bonificata, l’area dell’ex Snia Viscosa, nella quale da assessore all’ambiente mi incaricai di coordinare la più grande opera di bonifica ambientale mai prodotta sul territorio comunale, oggi bonificata ancorché in “fascia industriale”, l’area ex Montedison ancora da bonificare. Alla luce di ciò, il primo aspetto da affrontare va riferito alla capacità di reperire risorse, oggi intercettabili attraverso più fonti, per intervenire in danno, in sostituzione della proprietà, al fine di bonificare l’area ancora inquinata. Da un lato va mantenuta la consapevolezza che si tratta pur sempre di aree di proprietà privata, non pubbliche, d’altro canto aree di collocazione strategica, rispetto alle quali l’indirizzo urbanistico non può prescindere da un’impronta di direzione pubblica». 
La sanità è uno dei temi che interessa di più la popolazione. Che fare? 
Sinibaldi: «Sulla sanità abbiamo tre obiettivi prioritari: restituire a tutti i reatini il diritto alla salute colmando i gap fin troppo evidenti nei confronti di altri territori, valorizzare le eccellenze che pure ci sono e che spesso vengono risucchiate nel mare dei problemi e delle carenze generali, pretendere da Roma investimenti non solo sulle strutture ma su funzioni, professionalità, assistenza globale del paziente e benessere degli operatori della salute. Permettetemi di rivolgere un ringraziamento a questi ultimi che in molti casi si sono sobbarcati responsabilità e sacrifici significativi. E questo è stato uno dei motivi che, nell’emergenza epocale, ci ha imposto di collaborare con le istituzioni. C’è un tempo per collaborare, in emergenza, e c’è un tempo per far valere la voce di un intero territorio. È quello che faremo noi nei confronti di Roma». 
Ubertini: «Come terzo polo al tema in oggetto abbiamo dedicato una centralità mai dimostrata in precedenza. Per la prima volta una lista tematica, centrata sulla sanità, costituita da professionisti del settore che si spendono alle amministrative per suggellare il ruolo del Comune in questo settore, con il sindaco quale prima autorità sanitaria. Dalla piaga della migrazione ospedaliera, alla necessità di un riordino della medicina territoriale, dal sottodimensionamento dei posti letto, alla sotto-dotazione di pianta organica, dall’esigenza di un riequilibrio organizzativo, a quella di una maggiore valorizzazione delle professionalità interne, tutto suggerisce un impegno aggiuntivo sul piano amministrativo, tale da sfociare nel proposito di istituire un assessorato specifico alla sanità. Il terzo polo può rivendicare un’autenticità esclusiva, non avendo condiviso la responsabilità di tale condizione sanitaria locale né in qualità di espressione del governo cittadino, come nel caso del candidato della destra, né in qualità di collaborazione al governo regionale, come nel caso del candidato della sinistra». 
Petrangeli: «La salute è un diritto fondamentale di ogni persona e il sindaco, in qualità di prima autorità sanitaria del territorio, deve essere garante dell’esercizio del diritto alla salute. Per questo deve essere non solo il promotore della salute per i cittadini, ma il primo riferimento dei servizi di prevenzione e delle politiche sanitarie e sociali della città. Il futuro della nostra sanità passa anche attraverso le opportunità del Pnrr che dobbiamo cogliere per rendere ancora più efficace l’assistenza sanitaria, puntando sull’integrazione tra l’ambito sanitario e sociale. Per questo motivo abbiamo deciso di istituire un assessorato per le politiche e i servizi socio-sanitari e una consulta della sanità con la partecipazione attiva delle associazioni di volontariato. È necessario coinvolgere i cittadini nel controllo partecipato delle politiche sanitarie e il sindaco deve essere al loro fianco per individuare i reali bisogni di salute, tramutandoli in atti concreti da condividere con gli Enti di riferimento, regionali e locali». 
Rispetto alle ultime vicende Asm qual è la sua opinione?
Ubertini: «Le amministrazioni comunali succedutesi hanno tutte registrato enormi difficoltà a risolvere i problemi della partecipata. L’attuale amministrazione, da ultimo, ha pensato bene di vendere le farmacie al fine di ripubblicizzare l’azienda. Se l’obiettivo può essere condiviso, il metodo usato è scriteriato. Per un verso in rapporto alla intollerabilità di principio nel disfarsi di un bene sociale come le farmacie, d’altra parte per il ribaltamento procedurale avvenuto, verificando solo dopo la suddetta vendita la praticabilità del percorso di ripubblicizzazione. Tale obiettivo è ancora da raggiungere, con tutte le difficoltà economiche, normative e presumibilmente giudiziarie che affacciano. Detto ciò, per ogni amministratore serio, deve scattare un senso di responsabilità, dimenticando la dialettica secondaria tra maggioranza e opposizione. Considerando che il percorso è stato cosi avviato, la priorità resta la solidità occupazionale e l’efficienza funzionale dell’azienda».
Petrangeli: «Su Asm siamo stati chiari sin dall’inizio. Per rendere la sua ripubblicizzazione compiutamente esecutiva è necessario riacquistare le azioni del soggetto privato, cosa che non potrà accadere entro breve poiché il rischio è che si apra un contenzioso con il socio privato che potrebbe protrarsi per anni. È stata una follia vendere le farmacie comunali. Senza contare che l’approvazione della delibera di indirizzo andata in scena nei giorni scorsi durante il consiglio comunale, a cui ci siamo opposti con fermezza uscendo dall’aula durante la votazione, ha prodotto l’unico effetto di delegare il sindaco ad attuare l’ennesima proroga. In questi cinque anni la giunta Cicchetti-Sinibaldi non ha prodotto un solo atto per assicurare ad Asm e ai suoi lavoratori un progetto di crescita e stabilità. Dopo le elezioni faremo diventare Asm tutta pubblica, rilanciandola con un piano industriale robusto». 
Sinibaldi: «Su Asm siamo nella fase avanzata della ripubblicizzazione che ora attende solo il perfezionamento dopo che l’autorità giudiziaria si sarà espressa sulla cifra da liquidare al privato, in presenza ad oggi di due valutazioni di importo differente, ma la riserva finanziaria c’è già. L’Asm sarà, dunque, una società multiservizi come la città attendeva da anni. Mentre noi compivamo questo percorso altri hanno scelto di votare contro o di assentarsi nei vari consigli comunali. Asm finalmente sarà una società moderna, interamente pubblica e che guaderà non al profitto ma all’efficacia e all’efficienza dei servizi resi alla cittadinanza occupandosi non solo di igiene e trasporti ma anche di verde pubblico, servizi al turismo e molto altro».

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