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Lockdown, governo decide in Cdm venerdì. Ipotesi weekend blindati. Stretta in Campania e Puglia

Mercoledì 10 Marzo 2021
Lockdown, governo decide in Cdm venerdì. Ipotesi weekend blindati

La nuova stretta anti-Covid è alle porte ma il governo, riunitosi oggi alle 17 a Palazzo Chigi in cabina di regia per definire le modifiche al Dpcm, per ora rinvia le decisioni in attesa dei nuovi dati sull'andamento dell'epidemia. Si deciderà venerdì in Cdm. Sul tavolo, una svolta in senso restrittivo che non dovrebbe essere un lockdown generalizzato, bensì consistere in chiusure mirate sul modello Natale: weekend blindati (con restrizioni da zona rossa o zona arancione) anche nelle regioni in fascia gialla. Intanto arrivano nuove strette in Campania e Puglia.

A Palazzo Chigi si sono riuniti con il premier Draghi il sottosegretario Roberto Garofoli, i ministri Mariastella Gelmini (FI), Dario Franceschini (Pd), Elena Bonetti (Iv), Giancarlo Giorgetti (Lega), Stefano Patuanelli (M5s), Roberto Speranza (Leu), i ministri dell'Istruzione Patrizio Bianchi e dell'Economia Daniele Franco, il segretario generale di Palazzo Roberto Chieppa, il capo di gabinetto Antonio Funiciello, il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro e il direttore del Css Franco Locatelli. A premere per una stretta è il Comitato tecnico scientifico, sulla base dell'andamento del contagio in Italia: gli esperti prevedono una crescita dei casi, con la possibilità di arrivare a 40 mila nuovi positivi giornalieri entro la fine di marzo. L'obiettivo è riportare l'indice Rt nazionale, ora a 1.06, nuovamente sotto l'1, soglia che classificherebbe l'intera Penisola (in media ovviamente) in zona gialla. 

«Chiusura fine settimana? Non lo so, ma è una delle ipotesi che il Cts ha messo nelle opportunità. Non so se sarà definitiva poi, ma servono misure tarate su un virus che ora, con le variante, corre più velocemente. Il modello finora costruito ha funzionato, ma quell'algoritmo non prevedeva appunto la variante inglese». Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza ospite a 'Accordi&Disaccordi' su Nove.

Pasqua in rosso

Il governo sembra orientato a recepire l'indicazione del Cts sulla necessità di stabilire un automatismo e far passare in zona rossa le Regioni che superino i 250 contagi ogni 100mila abitanti. È inoltre probabile che vengano fissate limitazioni in tutta Italia da zona rossa per il weekend di Pasqua. Ma tra i ministri c'è chi, a partire da Roberto Speranza, spinge per rafforzare le chiusure da subito in tutto il territorio nazionale, non solo nei fine settimana. E al contrario c'è chi non vorrebbe penalizzare ancora ristoranti e negozi, neanche nei weekend. Pd, M5s e Leu si collocano su una linea rigorista, Fi, Lega e Iv frenano su nuove misure nazionali generalizzate. Di qui la scelta di un supplemento di riflessione: si valuteranno i nuovi dati e ci si tornerà a confrontare nelle prossime ore con le Regioni, poi venerdì Draghi riunirà il Consiglio dei ministri per decidere come procedere.

Il premier, che al momento non sembra considerare l'ipotesi di un lockdown nazionale, intende decidere su basi scientifiche, non politiche: decisivi i dati. Nel pomeriggio a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio, che venerdì mattina nell'hub vaccinale di Fiumicino tornerà a parlare dell'emergenza e di come contrastarla, convoca ministri ed esperti per esaminare il parere arrivato martedì dal Comitato tecnico scientifico, che suggerisce nuove misure per arginare la crescita dei contagi.

La discussione, dicono diverse fonti, non è tesa. Ma riemerge una divergenza di fondo tra le due «anime» del governo. Tutti prendono atto del peggioramento della situazione e accolgono le preoccupazioni degli scienziati: si dicono pronti a sostenere nuovi automatismi destinati ad aumentare le zone rosse in tutto il territorio, ma secondo Speranza, Franceschini e Patuanelli rischia di non bastare. Per Iv Bonetti chiede di poter esaminare dati rigorosi, mentre Lega e Fi auspicano misure mirate, per non penalizzare Regioni come la Sardegna a basso contagio. Gli scienziati continuano a chiedere di innalzare le misure: lo fanno Brusaferro e Locatelli durante la cabina di regia a Chigi e lo ripete l'Iss nei risultati dello studio sulle varianti: «Rallentarle è possibile solo con misure severe, in quanto potrebbero avere un impatto rilevante».

I nuovi dati del monitoraggio settimanale dovrebbero fotografare l'ulteriore peggioramento della curva epidemiologica mandando di fatto quasi tutta l'Italia in zona arancione o rossa. Il Cts suggerisce il rafforzamento delle restrizioni nelle zone gialle, perché è lì che vanno ridotti i contatti tra le persone per evitare il diffondersi del contagio, il passaggio automatico in zona rossa con un'incidenza a 7 giorni di 250 casi ogni 100mila abitanti, chiusure nei fine settimana come già avvenuto durante le festività natalizie.

Regioni divise

Su questo però le divisioni non sono solo nel governo. Con il presidente della Liguria Giovanni Toti che è sulle stesse posizioni di Matteo Salvini. «Fare misure uguali per tutto il paese non è la scelta giusta». E con quello dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini che invece, dopo aver chiesto qualche settimana fa di aprire i ristoranti la sera, ora sottolinea che il governo «fa bene a pensare a come dare una stretta robusta per qualche settimana» ed è «sufficiente» la chiusura nei weekend.

Quasi tutti i sistemi sanitari regionali sono in sofferenza: in Piemonte sono stati sospesi tutti i ricoveri non Covid; in Molise l'occupazione delle terapie intensive è arrivata al 67%, più del doppio della soglia critica; in Veneto il direttore della Sanità Luciano Flor dice chiaramente che si sta pensando alla «sospensione di alcuni servizi sanitari» e a Bologna i ricoveri hanno superato di gran lunga quelli della prima ondata, con 200 persone in terapia intensiva e subintensiva, «il doppio di novembre».

 

Patuanelli: «Chiusure intorno a Pasqua come a Natale»

 

Il modello della zonazione a colori «deve essere mantenuto e quindi con misure più restrittive dove i 21 parametri delle misure di contagio definite per legge sono più alti. Comunque, nel periodo pasquale alcune misure più restrittive andranno implementate, come abbiamo fatto a Natale: zone rosse nei festivi e prefestivi nel periodo intorno a Pasqua», ha detto Stefano Patuanelli, capo della delegazione M5S al governo e membro della cabina di regia, nonché ministro delle Politiche agricole, a Porta a Porta in onda questa sera su Rai1.

Tra gli elementi in discussione, ha detto il ministro, «si somma un parametro oggettivo, 250 casi ogni 100mila abitanti, che viene parametrato al coefficiente di riempimento della terapia intensive nell'aggregato dei sette giorni. Limite sopra il quale, secondo il Cts, vanno in crisi i presidi ospedalieri sull'ordinarietà. Un parametro oggettivo, già utilizzato per le scuole, e credo sarà utilizzato per l'individuazione delle zone rosse. La discussione è ancora in corso».

Su Pasqua, Sabato Santo e Pasquetta, «le prossime 48 ore saranno dedicate alla condivisione del percorso con le Regioni e poi alla condivisione alla popolazione» ha precisato Patuanelli. Il dibattito sulle chiusure, ha aggiunto, «è ovvio che ci sia perché la situazione ci porta come sempre a mettere al centro un principio di precauzione, ma dopo un anno di pandemia c'è un tessuto economico molto provato. È chiaro che c'è una discrasìa tra l'esigenza di mettere in campo misure di contenimento della pandemia durante la campagna vaccinale e dall'altra bisogno sostenere le attività economiche che soffrono. Non c'è in realtà un'ala aperturista e una ristrettiva, c'è un normale dibattito nel Cts, Comitato tecnico scientifico, e di conseguenza anche nella cabina di regia questo dibattito c'è».

 

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La Campania chiude parchi e piazze

 

E se il governo sceglie di prendere tempo, la regione Campania, già in zona rossa, anticipa. Il presidente della Campania Vincenzo De Luca con un'ordinanza valida fino al 21 marzo chiude lungomari, piazze, parchi urbani, ville comunali e giardini pubblici; nello stesso periodo stop a fiere e mercati, compresi quelli rionali o settimanali anche per i generi alimentari. Lo prevede un'ordinanza del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Si raccomanda alla popolazione «di evitare assembramenti e ai datori di lavoro pubblici e privati il ricorso alle percentuali più alte possibili di modalità di lavoro agile».

 

 

Stretta a Bari e Taranto

 

Stretta anche in Puglia. Il tasso di incidenza dei contagi «a Bari, negli ultimi 7 giorni, è ulteriormente cresciuto fino a 323 casi per 100.000 (+26%). A Taranto è pari a 285 per 100.000, con una crescita del 29%. In queste due province si devono immediatamente chiudere tutte le scuole alla luce dell'ultimo dpcm del Governo e quindi emetterò le relative ordinanze», scrive su facebook il presidente Michele Emiliano, rappresentando la situazione epidemiologica nella regione. «I dati sono allarmanti per il crescente numero di contagi che ormai rileviamo da giorni», sottolinea il governatore.

 

 

 

«I dati aggiornati ad oggi relativi al flusso aggregato della Protezione civile - argomenta Emiliano - rappresentano un valore di incidenza settimanale regionale pari a 222 casi per 100.000 abitanti, aumentati del 22% rispetto ai 7 giorni precedenti. Solo due settimane fa il valore era di 135 casi per 100.000 abitanti». «Anche l'incidenza settimanale a Lecce, pur restando su valori più bassi, è aumentata del 59% rispetto alla settimana precedente e, in generale, risulta in aumento anche nelle altre province. L'indice di replicazione diagnostica al 6 marzo - prosegue - un indicatore simile all'Rt ma che può essere calcolato più tempestivamente si attesta su valori di 1.22, indicando che, in assenza di misure mirate a limitare al minimo indispensabile la circolazione delle persone e i contatti interpersonali il livello di incidenza settimanale tra 14 giorni potrebbe superare, anche a livello regionale, i 300 casi per 100.000 abitanti, ben oltre il limite di 250 su 100.000 previsto dall'ultimo dpcm per chiudere tutta la attività scolastica in presenza». Si tratta - conclude - di una previsione drammatica che farebbe salire spaventosamente ricoveri e decessi».

Ulteriori restrizioni a Bari: divieto di asporto e chiusura dei distributori automatici di cibi e bevande dalle ore 18 e sospensione delle attività di vendita al dettaglio dalle 19. Lo prevede la nuova ordinanza anti-Covid firmata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, in vigore da domani al 28 marzo. Il nuovo provvedimento si è reso necessario per «l'incremento esponenziale di nuovi casi - spiega il Comune - e un'incidenza cumulativa settimanale dei contagi, già a decorrere dal 22 febbraio, superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, con un indice settimanale tuttora in crescita», pari a 287,4 nella settimana fino al 7 marzo

In particolare, l'ordinanza prevede il divieto di asporto di alimenti e bevande dalle 18 per tutte le attività di ristorazione comprese nel Codice ATECO 56 (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, food-truck) e per tutte le attività di commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati comprese nel Codice ATECO 47.25; la chiusura dei distributori automatici h24 di alimenti e bevande a decorrere dalle 18 alle 7; la chiusura dalle 19 di tutte le attività di vendita al dettaglio (eccetto generi alimentari, giornali e periodici, medicinali e articoli medicali, fiori e articoli florovivaistici, tabacchi, combustibili per uso domestico e carburanti per autotrazione, articoli funerari) sia negli esercizi di vicinato, sia nelle medie e grandi strutture di vendita, ancorché ricomprese nei centri commerciali, e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi.

 

Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 00:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA