Lockdown, Campania chiude lungomari, piazze e ville comunali da domani al 21 marzo. Stop a mercati e fiere

Lockdown, Campania chiude lungomare, piazze e ville comunali da domani al 21. Stop a mercati e fiere
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Mercoledì 10 Marzo 2021, 19:55 - Ultimo aggiornamento: 20:32

Stretta in Campania a causa del Covid. Chiusura al pubblico da domani e fino al 21 marzo, in tutta la Campania, di lungomari, piazze, parchi urbani, ville comunali e giardini pubblici; nello stesso periodo stop a fiere e mercati, compresi quelli rionali o settimanali anche per i generi alimentari. Lo prevede un'ordinanza che sta per essere firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. Si raccomanda alla popolazione «di evitare assembramenti e ai datori di lavoro pubblici e privati il ricorso alle percentuali più alte possibili di modalità di lavoro agile».

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La chiusura di lungomari, piazze, ville comunali e parchi urbani è disposta per tutta la giornata salvo che nella fascia oraria 7.30-8.30, ovviamente fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private. «I soggetti competenti garantiscono la chiusura di eventuali porte e varchi di accesso», si precisa dalla Regione. Dal divieto di svolgimento di fiere e mercati sono esclusi i negozi siti in prossimità o all'interno di aree mercatali, purché provvisti di servizi igienici autonomi, limitatamente alla vendita dei generi alimentari e alle altre attività consentite sul territorio regionale dal Dpcm del 2 marzo 2021.

Il numero dei nuovi contagi in Campania ha sfondato la soglia dei 3.000, accertati a fronte degli oltre 25.867 i tamponi esaminati nelle ultime 24 ore. È, dunque, ancora troppo presto per vedere gli effetti positivi della stretta attuata lunedì scorso da quando la regione è diventata zona rossa. Gli ospedali sono ancora sotto pressione anche se il sistema regge. A preoccupare è il numero dei sintomatici anche perché non tutti possono curarsi a casa e potrebbero avere bisogno di cure ospedaliere. C'è da evidenziare che nella giornata di oggi sia all'ospedale Cotugno che al Cardarelli non si sono viste le file di ambulanze in attesa di poter affidare i pazienti al pronto soccorso. Diversi sindaci, soprattutto del Napoletano, stanno pensando di adottare misure più stringenti per far sì che gli spostamenti dei residenti siano ridotti proprio all'essenziale.

A Giugliano, da domani e per dieci giorni, il sindaco Nicola Pirozzi, dopo aver riunito il Coc, ha deciso di chiudere piazze e la villa comunale e di consentire, dopo le 18, solo il delivery. A Pomigliano d'Arco gli ottantanove contagi registrati in tre giorni (e due persone decedute) hanno spinto il sindaco Gianluca Del Mastro a scrivere al Prefetto per chiedere l'invio di forze anche militari, e ad annunciare anche il ripristino del divieto per i minori ad uscire senza un maggiorenne. Ma con il passare dei giorni la tensione che si registra nelle città cresce; per l'emergenza sanitaria ma anche per quella economica che, in particolar modo per alcuni settori, inizia a farsi sentire dopo un anno di chiusure e riaperture a stop and go. I tassisti napoletani sono tornati in piazza stamattina per una nuova manifestazione di protesta.

Le proteste

Oltre cento taxi sono partiti dall'aeroporto per arrivare in centro, percorrendo a passo duomo Piazza Garibaldi, corso Umberto, via Depretis e via Acton. «Da un anno ormai non abbiamo risposte nette dalle istituzioni. Siamo in strada con turni ridotti e perdiamo l'80% del nostro fatturato mentre i nostri costi sono rimasti uguali», ha così spiegato Alessandro Zingone, tassista napoletano,la protesta che ormai va avanti da tre giorni. Ma non mancano le iniziative di solidarietà. A un anno dal lockdown, l'associazione 'Facciamo compagnia' ha deciso di donare 300 pasti caldi al centro 'La Palma' per persone senza fissa dimora e in difficoltà. L'associazione, nata attraverso un gruppo facebook che conta 3mila iscritti, in questo anno ha sostenuto circa 600 famiglie portando spese, organizzando collette, donando pasti.

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