Scuole chiuse, che succederà? Nove su 10 in Dad. A casa anche i figli di lavoratori essenziali

Scuole chiuse, che succederà? Nove su 10 in Dad. A casa anche i figli di lavoratori essenziali
di Lorena Loiacono
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Lunedì 8 Marzo 2021, 07:21 - Ultimo aggiornamento: 14:49

Le classi cambiano aspetto di giorno in giorno: diminuiscono gli alunni in aula, aumentano quelli online. Oggi le scuole resteranno chiuse per circa 5,7 milioni di ragazzi: ovvero 3 su 4 fanno lezione da remoto. Ma a breve, in base al Dpcm, potrebbero dover restare a casa 9 studenti su 10. La quasi totalità. La proiezione arriva da Tuttoscuola che, considerando le Regioni in zona rossa e la possibilità dei presidenti di regione di emanare ordinanze di chiusura ad hoc, disegna uno scenario allarmante. I governatori possono infatti decidere di chiudere gli istituti di ogni ordine e grado anche nelle regioni in zona gialla e arancione, lì dove i contagi superano il tetto massimo di 250 su 100mila abitanti.
Seguendo l'evolversi dei contagi sui dati della Fondazione Gimbe, che ha rilevato l'incidenza di casi positivi per 100.000 abitanti sul territorio nazionale, si disegna una mappa di chiusure decisamente diffuse arrivando a coinvolgere il 90,1% dei ragazzi, a fronte degli 8,5 milioni di alunni complessivi: circa 7,6 milioni di studenti che resteranno a casa per studiare.

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IL QUADRO
Oggi le Regioni interessate dalla chiusura totale degli istituti, in quanto zona rossa, sono la Campania, la Basilicata e il Molise. Ma anche nella maggior parte delle altre Regioni gli istituti resteranno chiusi: tutti o in parte, in base all'ordine di scuola. In Lombardia ad esempio gli studenti sono tutti a casa, restano aperti solo i nidi, così come in Emilia Romagna che prevede la dad dalle elementari in su mentre restano a distanza anche le materne nelle cosiddette aree rosse come le province di Modena, Bologna, Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena. In Piemonte sono in dad al 100% 20 distretti su 38 mentre negli altri, tra cui Torino, la didattica a distanza parte dalla seconda media così come deciso dal governatore Fedriga per il Friuli Venezia Giulia. Per la Calabria, nonostante sia in fascia gialla, tutte le scuole saranno chiuse per due settimane ad eccezione dei nidi. Istituti chiusi al 100% anche in Abruzzo e in Puglia mentre in Toscana restano chiuse le scuole in 40 comuni su 273 e in Liguria tutti gli istituti superiori. Didattica a distanza per tutti gli studenti delle elementari, medie e superiori anche in Umbria nella provincia di Perugia e nelle Marche ad Ancona e Macerata, a Pesaro Urbino, Fermo e Ascoli Piceno dalle scuole medie alle superiori. Aperte nel Lazio, che è in giallo, ad eccezione della provincia di Frosinone che entra in zona rossa con le scuole tutte chiuse. Restano tutte aperte le scuole, quindi, solo in Sicilia, che ha un indice di contagi fermo a 142 con 615.891 alunni a scuola, in Val d'Aosta con l'indice 113 e in Sardegna con indice 61, unica regione in zona bianca.


LO SCENARIO
In uno scenario simile sarebbero 838.712 gli alunni in presenza a scuola, il 9,9%, e 7.668.053 che seguono le lezioni da remoto. Una didattica a distanza, difficoltosa in molti casi sia per i docenti sia per gli alunni e le famiglie che devono aiutarli. Resterebbero a scuola, infatti, solo 158.097 bambini delle scuole materne, 287.948 delle elementari, 191.336 delle medie e 201.331 studenti delle superiori.


LA POLEMICA
E gli altri? A casa, ma non tutti: ci sono categorie di studenti che possono chiedere alla scuola di frequentare in presenza. I ragazzi con disabilità o bes, bisogni educativi speciali, e chi frequenta i laboratori. Ma ci fermiamo qui perché faranno didattica distanza anche i figli dei lavoratori essenziali (vale a dire ad esempio medici, infermieri e forze dell'ordine). La possibilità che potessero frequentare in presenza era prevista già dall'autunno, ma a seguito di pressanti richieste dei governatori che hanno sollecitato chiarimenti dal ministro Bianchi, l'Istruzione ieri ha detto no: il Dpcm del 2 marzo, comunica il ministero, prevede la possibilità di frequenza in presenza solo per gli studenti disabili e per le attività di laboratorio.

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