Superlega: Real, Barça e Juve studiano un modello per rinascere. Ecco le proposte

Superlega: Real, Barça e Juve studiano un modello per rinascere. Ecco le proposte
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Sabato 28 Agosto 2021, 19:09 - Ultimo aggiornamento: 19:20

Morta nella culla, la Superlega prova a rinascere dalle proprie ceneri come l'araba fenice. E lo fa covando sotto le foglie, senza proclami eccezionali e senza grosse pubblicizzazioni, tramite il lavoro du Flynt, l'agenzia a cui le tre sorelle fondatrici Real MadridBarcellona e Juventus si sarebbero affidate per una lavoro di lobbyng allo scopo di riformare la formula della lega  annunciata prima dell'estate e che aveva scatenato la reazione di tutta l'opinione pubblica e dell'establishment Uefa, tanto da portarla al prematuro decesso. 

La strategia dell'agenzia Flynt

L'idea di Flynt, che per le proprie prestazioni di consulenza sta introitando circa 55mila euro al mese - come riportato dalla testate tedesca Spiegel - sta provando a far capire ai fondatori che è importante cambiare strategia anzitutto da un punto di vista mediatico, convincendo giornalisti e politici che l'idea Superlega è concreta e che la nuova formula sarà meno "elitaria" della prima, tanto che nella sua composizione non prevederà solamente inviti ma anche degli accessi meritocratici, scelta che riuscirebbe probabilmente anche a convincere i tifosi ad accettarla di miglior grado. 

E per piacere ancora di più ai tifosi l'idea sarebbe quella di articolare in due gruppi, I e II, la Superlega, di modo da riproporre suppergiù il modello Champions' League, ma gerarchizzando le due leghe con il canonico sistema di promozioni e retrocessioni. A partire da questo assunto, sono state definite diverse idee di come potrà essere strutturata la nuova competizione. 

Le tre possibili formule

Le ipotesi di A22 Sports Management - agenzia di consulenza madrilena sempre incaricata dai club fondatori - sarebbero diverse. La prima consiste nella fondazione di una Superlega I e una Superlega II a cui accedere attraverso una competizione Uefa. Dalla Superlega I retrocederebbero ogni anno tre squadre, mentre dalla Superlega II ne salirebbero due, di modo da preservare un posto per una wild card libera se una delle grandi dovesse "floppare". L'opzione B proposta da A22 prevede invece una prospettiva leggemente più meritocratica: la Superlega I sarebbe uguale a quella della formula vista prima, mentre alla Superlega II si accederebbe direttamente dai campionati nazionali (per un numero di posti pari a 17 a cui si aggiungerebbero le tre retrocessioni dalla Superlega I).

La terza proposta invece sarebbe ancora più meritocratica e avvicinerebbe maggiormente il modello della Superlega a quello della Champions. Per qualificarsi alla competizione bisognerà classificarsi bene nei campionati nazionali (6 inglesi, 3 spagnole, 3 italiane, 2 tedesche, 2 francesi, e altre quattro da altri campionati), ma andranno presi in considerazione non solo i risultati dell'ultima stagione, ma quelli degli ultimi 5 anni, di modo da preservare i grandi club che potrebbero incappare in una stagione sfortunata.

Questa secondo Flynt sarebbe la prospettiva più verosimile, in quanto l'importanza dell'aspetto meritocratico consentirebbe di scatenare nell'opinione pubblica una reazione maggiormente accomodante nei confronti del progetto. Sempre tenendo conto che squadre come Psg e Bayern, che all'inizio si erano rifiutate di far parte delle grandi 12 (che con loro sarebbero state 14), difficilmente potrebbero esimersi dal partecipare se il consenso di tifosi, del mondo politico e anche di quello delle sponsorizzazioni dovesse essere a favore di una nuova formula più "inclusiva".

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