Serie A, torna di moda il gol di testa. Non solo Lazio-Roma: è boom di pali e traverse

Martedì 3 Settembre 2019 di Romolo Buffoni

In tuffo o in mischia; su azione da corner o con spiovente da trequarti: il gol di testa è uno dei "numeri" più spettacolari offerti dal gioco del calcio. Un'esecuzione che è caduta nel dimenticatoio con la scomparsa degli specialisti di un tempo, gente che si chiama Bettega, Graziani, Prati, Pruzzo, Bierhoff, Zamorano, Toni, Klose e perdonateci se ne abbiamo dimenticato qualcuno. Oggi possono dirsi a quei livelli i soli Cristiano Ronaldo e Pavoletti (ahilui messo ko dall'infortunio al ginocchio).

La serie A 2019/2020 sembra però aver riscoperto finalmente il gusto dell'incornata vincente. Almeno così sembra spulciando fra i 32 gol messi a segno nella seconda giornata di campionato: 10 sono stati quelli messi a segno con un colpo di testa, il 31,2% ovvero quasi uno ogni tre. Li hanno realizzati Soriano del Bologna (1-0 alla Spal), Chalanoglu del Milan (1-0 al Brescia), Manolas del Napoli (il momentaneo 1-3 contro la Juventus), Bonifazi e Izzo del Torino (1-0 e definitivo 3-2 all'Atalanta), Lautaro dell'Inter (momentaneo 1-0 al Cagliari), Joao Pedro del Cagliari (momentaneo 1-1 con l'Inter), Cristian Zapata del Genoa (momentaneo 1-0 sulla Fiorentina); Berardi del Sassuolo (temporaneo 2-0 sulla Samp) e Gagliolo del Parma (parziale 2-1 sull'Udinese).  Nella prima giornata le reti di testa sono state 6 su 33 (Milenkovic, Insigne, Decao, Kouame, Gosens e Zaza) per un totale complessivo di 16 su 65 ovvero il 24,6%. Chissà se il trend proseguirà.

Altra curiosità della giornata appena archiviata è il gran numero di pali o traverse colpiti. Il derby Lazio-Roma, con i suoi 6 palloni stampati sui legni delle porte dell'Olimpico (4 per la Lazio e 2 per la Roma) è stato lo spot di un turno assolutamente sopra le righe: 13 i tiri respinti dai montanti. Nella Capitale è toccato a Leiva, Correa, Immobile e Parolo per i biancocelesti; doppietta di Zaniolo per i giallorossi. In Milan-Brescia è stato il rossonero Paquetà a centrare il palo, mentre in Atalanta-Torino è toccato al granata Berenguer e in Cagliari-Inter il nerazzurro Sensi ha pizzicato la traversa su punizione. Tre legni anche in Genoa-Fiorentina: doppietta dei padroni di casa con Romero e Radovanovic e palo dei viola con Chiesa. Infine, Zaccagni del Verona ha centrato il montante della porta del Lecce. Serve a rendere l'idea dell'eccezionalità del dato il confronto con la prima giornata, dove furono solo 2 i legni colpiti: Zapata (Spal-Atalanta) e Boga (Torino-Sassuolo). Qui però, a differenza dei gol di testa, sembra essere stato soltanto un capriccio della dea bendata. Se così non fosse bisognerebbe misurare larghezza e altezza delle porte...

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre, 00:31
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