Mourinho: «Non credevo all'arrivo di Oliveira, questo mercato ci ha migliorato»

Mourinho: «Non credevo all'arrivo di Oliveira, questo mercato ci ha migliorato»
di Stefano Carina
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Sabato 15 Gennaio 2022, 14:55

È un Mourinho loquace (mezz’ora di conferenza stampa) quello che precede il match con il Cagliari. Il tecnico spazia su vari aspetti. Dal mercato («Sono soddisfatto, ringrazio la proprietà e Pinto. Ora non mi aspetto un nuovo arrivo») alla gara contro i sardi («Dobbiamo tornare a vincere»), passando per l’appannamento di Veretout («È importante per noi ma con i nuovi arrivati può rifiatare») e quello che potrà dare Oliveira: «Non è un regista classico ma può fare tutto».

Roma, la conferenza stampa di Mourinho

La gara di domani, rischia di essere più complicata di quella che può sembrare?

«Sì, la classifica è un momento, non penso che il Cagliari si troverà lì a fine stagione. Ha un allenatore esperto, una squadra esperta, che vengono da due vittorie consecutive. Anche in un momento difficile hanno vinto contro la Lazio. Per noi è una gara molto importante, abbiamo fatto 1 punto nelle ultime tre, perso le ultime due. Dobbiamo provare a vincere per fare 4 punti in altrettanti partite che non è il massimo ma è quello che possiamo fare. Abbiamo lavorato tutta la settimana, dobbiamo recuperare, motivare, far rialzare i calciatori e dargli motivazioni per giocare la prossima dopo quanto accaduto contro la Juventus, Mi dispiace per la capienza ridotta, mi dispiace per noi ma soprattutto per coloro che saranno stretti a rimanere a casa. Speriamo di dare qualcosa in più per questa gente innamorata che non potrà esserci».

Sergio Oliveira può fare il costruttore di gioco? Per quanto riguarda i rigori: la Roma viene da 3 errori su 4, lui ne ha segnati 16 su 18. Il portoghese può essere un’opzione?

«Non lo so devo decidere. Abbiamo lavorato su tante cose in questa settimana ma non abbiamo lavorato sui rigori. Abbiamo provato a fargli conoscere meglio tatticamente la squadra. Non pensavo che fosse possibile prendere Sergio in questa sessione. Non avevo fatto il suo nome, conoscendo la sua importanza e le nostre possibilità di agire. Quando però mi è stato detto da Tiago che c’era una possibilità, ho detto subito di sì. Non perché lui è un regista, perché è un calciatore di posizione o di organizzazione. Lui è un calciatore diverso, ma ha un carattere e una personalità forte di cui abbiamo bisogno. Viene da un club che io conosco bene. Giocatore multifunzionale, che migliora la nostra squadra, migliora le opzioni. La nostra finestra di mercato è stata positiva perché abbiamo preso due giocatori velocemente  e migliorano tanto le nostre opzioni. Per 7 mesi abbiamo giocato con un solo terzino destro, contro l’Inter eravamo completamente sbilanciati. Sergio non è magari un regista classico, ma può fare tutto. Avere lui e Maitland-Niles in rosa ci aiuterà in questa seconda parte di stagione».

El Shaarawy può recuperare?

«Avendo fatto la conferenza stampa alle 2 non posso dire nulla. Non si è mai allenato, vediamo se lo fa oggi. Domani avremo 4, forse anche 5 calciatori in panchina». 

Ci può dire gli indisponibili?

«Uno dei motivi per il quale ci alleniamo alle 5 è anche vedere se possiamo recuperare qualcuno. El Shaarawy, Karsdorp e Smalling non si sono mai allenati. Vediamo oggi».

Veretout sta attraversando un periodo di appannamento. Lo considera ancora un pilastro?

«La nostra rosa può essere grande dei numeri, ci sono calciatori che hanno giocato sempre. Nessuno giocatore deve essere così importante. Karsdorp fino alla scorsa settimana era importantissimo, ora lo è meno. Questo per dire che con Cristante, Pellegrini, Mkhitaryan, Sergio, Bove che piano piano sta arrivando, possiamo dare al calciatore l’ossigeno di non giocare sempre. Per noi è un calciatore di qualità ma nelle ultime gare non è stato all’altezza delle sue potenzialità».

La rosa con questi due innesti è completa? Il mercato è concluso oppure ci si può attendere altro?

«Sono contento perché conosco come possiamo muoverci. Ringrazio la proprietà e Pinto per il lavoro profuso. Abbiamo fatto un buon mercato in funzione di quello che siamo noi. A gennaio è un mercato complicato per tutti, immagina per noi. Però prendere questi due calciatori in prestito, pronti per giocare, che ci migliorano e cambiali con il minutaggio di Villar e Mayoral è un miglioramento. Non mi aspetto un altro arrivo. Sono contento di come siano andate le cose».

Quando è previsto il rientro  di Spinazzola? E poi, in fase di non possesso mancano spesso le marcature, come avvenuto nel gol di Dybala. Vorrebbe maggiore attenzione?

«Io chiedo il contrario di quello che hanno fatto. Una cosa è pressare alto, una cosa pressare in blocco. Il goal di Dybala è stata la seconda occasione in cui è successo. Il giocatore del centrocampo di destra pressava la palla e il secondo non faceva la copertura. Abbiamo fatto il contrario di quello su cui abbiamo lavorato.  Se lo ha dischiarato lui è un pazzo. Una lesione super difficile è impossibile da recuperare per novembre. Io dal primo giorno ho pensato che questa stagione non avrei avuto Spinazzola, se lui mi arriva il primo di maggio o metà aprile io sono contento. È una lesione troppo difficile da recuperare. Sono tranquillo e contento, cerchiamo di passare a lui un messaggio corretto. deve stare tranquillo.

Quando può tornare Spinazzola?

«Spinazzola mi piacerebbe sapere chi è il fenomeno che hai scritto che sarebbe tornato a novembre dopo quell’infortunio. Un pazzo. Ah è stato lui? Allora è un pazzo lui e chi glielo ha detto. Impossibile. Sembra ormai che ogni settimana che passa sia un ritardo. All’inizio della stagione non contavo su Spinazzola. Finiamo di giocare a maggio, se arriva prima sarò felicissimo. Ma il suo infortunio è molto complicato, è una lesione difficilissima. A lui gli dico sempre che manca un giorno di meno ma di restare tranquillo».

Come hanno preso le sue parole post-Juve i calciatori?

«Penso che le abbiano prese bene. Nel senso che non hanno fatto piacere ma siccome si tratta di gente positiva, di gente che magari si fida della mia esperienza. Anche perché quello che dico alla stampa, lo dico ai miei ragazzi. È gente che vuole migliorare, non è permalosa, per questo mi fa piacere lavorare con questa gente. I calciatori sono aperti. In quei 7 minuti abbiamo fatto un fallo. Se giocassi io, ne avrei fatto da solo 4. Siamo un po’ naif. Ieri Sergio Oliveira mi diceva ‘Ehi ci sono tanti giovani’ anche calciatori come Abraham, Pellegrini…Ci vuole pazienza».


Una settimana un po’ difficile, su cosa ha lavorato principalmente? Dà qualche indicazione particolare a Oliveira?

«Hai detto e bene che il risultato ha offuscato 70' giocati bene. Li ha offuscati fuori, non per noi che lavoriamo dentro e non possiamo dimenticarli, anzi, dobbiamo prenderli ed analizzare quanto di buono abbiamo fatto. Potrei dire che più o meno nella nostra analisi dopo Rom-Juve, in 45' di meeting, abbiamo parlato 35' di quei fantastici 70'. Li abbiamo analizzati di più del disastro fatto in quei dieci minuti. Abbiamo fatto bene tante cose che non possiamo dimenticarcele, voi si.Per voi e per i tifosi è importante il risultato, il dolore che abbiamo sentito era per quello, ma abbiamo fatto bene tante cose: la gestione della palla, il pressing, l'ingresso in campo nel secondo tempo, l'atteggiamento dopo il gol subito... Abbiamo fatto bene tante cose. Ogni volta che la squadra sbagliava lo abbiamo analizzato. Nel primo tempo ci sono stati errori di base, giocatori bravi non si fanno attrarre ne dalla palla e ne dall'uomo. Sul secondo abbiamo riflettuto sugli errori in costruzione, non c'è stato solo un collasso mentale ma errori individuali in tutti e due i gol. Ho parlato della mancata chiusura di Shomurodov, ma c'erano anche errori individuali sulle seconde palle. Immaginatevi parlarne dopo 48 ore con ancora quel peso... Ma i giocatori hanno risposto bene. Riguardo il Cagliari, conosco Mazzarri come lui conosce me. E' una squadra competitiva, verranno per strappare un punto ma vorranno avere la possibilità di prenderne tre. Ci siamo preparati anche ad affrontare una squadra che gioca in questo modo. Anche a noi servono punti: siamo preparati per prenderceli».

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