Valerio Conti: “Pogacar fenomeno vero. Rinuncio alla Vuelta perché diventerò papà”

Valerio Conti: Pogacar fenomeno vero. Rinuncio alla Vuelta perché diventerò papà
di Carlo Gugliotta
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Mercoledì 21 Luglio 2021, 12:16 - Ultimo aggiornamento: 12:28

Valerio Conti non ha corso il Tour de France al fianco di Tadej Pogacar, ma ha seguito attentamente il suo compagno di squadra incitandolo verso la seconda vittoria consecutiva della maglia gialla di Parigi. Il corridore romano della UAE Team Emirates sta preparando una seconda parte di stagione che dovrà avere il sapore del riscatto dopo un Giro d’Italia avaro di soddisfazioni. 

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Si aspettava questo exploit di Tadej Pogacar al Tour de France? 

«Sì, me lo aspettavo perché mi alleno spesso con lui quando sono a Monaco e sapevo che aveva degli ottimi valori. Eravamo fiduciosi, sapevamo che avrebbe potuto fare bene e in effetti il bis è arrivato. Mi sono già complimentato con lui, è un fenomeno vero». 

Qual è il segreto di Pogacar per andare così forte? 

«La sua serenità. Raramente ho visto dei campioni del suo calibro sempre sereni e sorridenti. È capace di trasmettere questa sua serenità a tutta la squadra e questo ogni volta ci motiva a fare bene. Anche in allenamento è sempre sereno, e non ha mai una giornata negativa. È un ragazzo che sa prendere le cose per come sono, vivendole con grande tranquillità». 

Lei è reduce da una prima parte di stagione non del tutto positiva ma nelle ultime gare ha ben figurato. Come si sente? 

«Sto preparando la seconda parte di stagione con grande attenzione, lo scorso dicembre sono stato investito in allenamento e questo ha condizionato tutta la mia preparazione. È un peccato, ci tenevo a fare bene al Giro d’Italia dopo che nel 2019 ho indossato per diversi giorni la maglia rosa, ma adesso voglio guardare avanti con fiducia, anche perché al Giro dell’Appennino e a Lugano ho ottenuto due secondi posti, segno del fatto che il peggio è ormai alle spalle». 

Affronterà la Vuelta a Espana? 

«No. In accordo con la squadra ho deciso di rinunciare alla Vuelta perché nei giorni in cui si svolgerà la corsa spagnola la mia ragazza darà alla luce il nostro primogenito. È un momento unico nella vita e non voglio mancare: noi corridori facciamo molti sacrifici in quanto restiamo tante settimane via da casa, ma non voglio essere assente quando nascerà. Mi concentrerò soprattutto sulle corse di un giorno e su alcune brevi corse a tappe, ma il calendario non è ancora del tutto definito».

 

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