Roma, a Palazzo Colonna presentate le opere che saranno battute all'asta da Sotheby's

Mercoledì 6 Novembre 2019 di Lucilla Quaglia
Roma, a Palazzo Colonna presentate le opere che saranno battute all'asta da Sotheby's

La meraviglia dell'arte tra lo stupore di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Presso la Coffee House di Palazzo Colonna in mostra le opere che a fine novembre saranno battute a Milano da Sotheby's. Ed è subito folla glam, malgrado la pioggia. Si affaccia la principessa, e padrona di casa, Jeanne Colonna, in pantaloni dai disegni geometrici con bordo giallo ocra su blusa scura. La accompagna il consorte Prospero. La coppia è accolta dalla marchesa Luisa Lepri, direttore Sotheby's Roma, con gli uffici a due passi dalla rassegna, in scozzese e nero. La dama saluta, tra gli oltre trecento illustri ospiti, il giovane Lorenzo Rebecchini, esperto d'arte, che poi conversa con Sandro Fontana. Fanno il loro ingresso Federica Fendi con Carlo Alberto D'Emilio accanto al grande Red Canzian. «Mi rammarico molto - commenta l'ex Pooh - di essere un collezionista solo di arte antica. Sebbene sono stato uno dei primi, a New York, a scoprire Basquiat. Feci però l'errore di non acquistarlo. Ora sogno un'enorme tela di Schifano».

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Si commenta il catalogo di questo secondo appuntamento romano del 2019, dedicato all'arte moderna e contemporanea, che si sviluppa con un'alternanza di opere - tutte provenienti da collezioni private - firmate da artisti italiani ed internazionali. Appare Filippo Lotti, ad Sotheby's Italia, che saluta il collezionista Antonio Martino e Filippo di Robilant. Ci sono Chiara e Benedetta Brachetti Peretti. E la serie aristocratica prosegue con Carla Sterbini e Raimondo Visconti di Modrone. Lungo i pezzi da mettere all'asta si scorgono Elena Parmegiani e Nicolò e Federica Rebecchini. E poi le giovani appassionate d'arte Victoria Cheyne e Valentina Crispino.

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Tra i tredici pezzi esposti troneggia Concetto spaziale, di Lucio Fontana. Per non parlare di Untitled, di Cy Twombly, matita pastelli a cera, pittura per interni e biro su carta, eseguito nel 1964 e stimato 1.200.000-1.800.000 euro. Analizzando i titoli proposti, sono serviti a braccio golosi frittini, mozzarelline, aperitivi vari e bollicine. Il pittore Philippe Casanova medita su Scarpitta Untitled, 1958, monocromo, fasce di tela, olio. Ecco Schifano, con Particolari di deserto. Di Alberto Burri il Bianco Cretto, 1973, stimato 550.000-750.000 euro. E ancora Boetti e il suo Legno Ferro della limitatissima serie dei Pavimenti, realizzati nel 1967. In questa selezione sono presenti tele di De Chirico e Morandi. Ci si perde dietro a tanto talento. E si fa tardi parlando del futuro della creatività.

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