Stabile occupato, esposto Acea sul furto di corrente. Gli occupanti: «Ci autodenunciamo»

Lunedì 13 Maggio 2019
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Stabile occupato, presentato esposto per allaccio abusivo

Tutti con l'elemosiniere del papa dal nome impronunciabile ma dalle mani d'oro. Gli occupanti dello stabile occupato, a due passi da Santa Croce in Gerusalemme a Roma, sono grati a Konrad Krajewski per aver riportato l'elettricità nello stabile in cui vivono e sono pronti ad autodenunciarsi se «qualcuno dovesse prendersela col cardinale». Una presa di posizione arrivata dopo le parole del ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Se in Vaticano vogliono pagare le bollette a tutti gli italiani in difficoltà ci diano un conto corrente. Sostenere l'irregolarità non è mai un buon segnale». 

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Intanto Areti, società che per conto di Acea si occupa della distribuzione, ha presentato un esposto contro ignoti per furto di energia. Un atto dovuto che porterà all'apertura di un fascicolo in Procura. Ma sull'elemosiniere grava il nodo «immunità» della quale godono gli alti prelati: dunque qualora il cardinale non volesse avvalersene la Procura di Roma dovrà comunque seguire un iter diplomatico perché si tratta di un cittadino straniero. Peraltro il contratto che regolava la fornitura di energia elettrica nello stabile occupato era «di salvaguardia», ma nessuno finora aveva mai pagato le bollette. Per questo Hera, titolare del contratto intestato all'immobiliare proprietaria del palazzo, ha ordinato una settimana fa ad Areti di interrompere la fornitura e la controllata di Acea ha eseguito. Una settimana fa, al momento del distacco, Hera aveva annunciato che il servizio sarebbe stato ripristinato «quando le bollette saranno pagate».

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Adesso quindi la Procura dovrà valutare non solo il fatto che è stata effettuata una manovra potenzialmente pericolosa non da personale abilitato ma anche che l'elettricità arriva con un prelievo indebito ai danni della stessa Acea. Nell'occupazione vivono da cinque anni 450 persone (180 famiglie) di 18 nazionalità, 98 sono minori; il 30% sono italiani. «Qui lavorano tutti - spiega Andrea Alzetta di Spin Time - ed è da anni che chiediamo di poter avere un contratto da pagare, ma le parti non ci hanno mai voluto incontrare. Questo stabile nel 2004 è stato cartolartizzato da Tremonti insieme ad altri immobili del demanio ed enti pubblici previdenziali. La società Investire Sgr, di proprietà della banca Finnat, ha guadagnato dal governo in 18 anni più di un miliardo». Una «rigenerazione virtuosa», la definiscono, visto che «c'è una forte sinergia col quartiere. Ci sono sette laboratori qui, uno per il restauro dell'arte sacra e una sartoria, per esempio. Ma organizziamo anche concerti di musica classica, domani ci sarà una milonga con 300 persone che balleranno il tango. All'interno dell'occupazione ci sono anche una scuola popolare e un asilo autogestito con i genitori della scuola multietnica dell'Esquilino Di Donato. E facciamo teatro».

Gli occupanti, per bocca di Alzetta, sono dalla parte dell'elemosiniere del papa: «Il Cardinale Krajweski ha obbedito al Vangelo, ha guardato prima ai bisogni delle persone che soffrono. La legalità se non è collegata alla giustizia sociale è un contenitore vuoto». Si dicono pronti a pagare ma solo dopo essersi intestati il contratto di utenza a canone sociale. Infatti il contratto è ancora intestato alla società «e noi non possiamo pagare debiti di altri. Adesso peraltro il canone è ad uso ufficio quindi molto più alto, e noi chiediamo che venga redatto a uso abitativo. Sono cinque anni che facciamo questa richiesta». E chiosano con un attacco a Salvini: «Se anche a noi garantiscono il trattamento che hanno fatto alla Lega, ovvero la restituzione di 49 milioni di euro in 88 anni, siamo pronti a pagare».

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 00:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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