Ponte di Ferro, ferita per Roma. La pista: il fuoco di un clochard

Notte di paura per il quartiere. Due bombole a gas nel luogo da dove potrebbero essere partite le fiamme

Il rogo sul Ponte dell Industria, la pista del fuoco di un clochard
di Emiliano Bernardini e Camilla Mozzetti
5 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Ottobre 2021, 00:01 - Ultimo aggiornamento: 08:38

Le fiamme che divorano e squarciano la notte avvolgendo quasi per intero il ponte di “Ferro” tanto caro ai romani. Le famiglie che vivono a pochi metri e si riversano in strada, spinte dalla paura. Il giorno dopo, in quest’angolo di Roma, resta quel forte odore di bruciato e una dinamica ancora da chiarire. A lavoro per risalire all’origine dell’incendio, che sabato sera intorno alle 22.20 ha fatto accendere come una torcia l’infrastruttura che collega due popolosi quartieri - Marconi e Ostiense -, i carabinieri della Compagnia Trastevere, i militari del Nucleo investigativo di via In Selci attivati dalla Procura e i vigili del fuoco. Si esclude il dolo: nessuno ha appiccato quell’incendio ma resta da individuare il punto di origine.

Sabato sera poco dopo le 22.20 la centrale operativa dei vigili del fuoco riceve una chiamata: «Sta bruciando il ponte dell’Industria». Partono le squadre mentre sul posto si fermano durante un controllo del territorio anche i militari dell’Arma. Le operazioni di spegnimento vanno avanti fino all’una e trenta di notte quando il rogo viene definitivamente domato e si passa a scandagliare l’area circostante, a partire da quell’insediamento abusivo fatto di brande, materassi, sedie, pentole e fornelli che insiste proprio sotto al ponte, sul lato del quartiere Marconi, all’altezza di via Antonio Pacinotti, da cui potrebbero essere partite le prime fiamme. 

Rogo Ponte di Ferro, viaggio tra gli accampamenti sotto la struttura: da qui il probabile innesco

Ponte di Ferro, le cause dell'incendio 

Qui i vigili del fuoco troveranno due bombole a gas e non si esclude che, «per cause accidentali, l’incendio sia partito da quest’area», spiega il Comandante provinciale dei vigili del fuoco Francesco Notaro. Un terrapieno a circa 2.50 metri dalla conduttura dei servizi che poi crollerà sotto il peso del fuoco. Alcuni residenti parleranno di un’esplosione: «uno scoppio e poi le fiamme». Lì tra quei giacigli di fortuna è tutto bruciato: sedie, reti, materassi, scarpe e pentole a riprova che in quest’area gli sbandati non ci andassero solo a dormire. I carabinieri sequestrano la zona e acquisiscono anche le immagini di videosorveglianza di alcuni impianti posti sui palazzi di via Pacinotti. Alcuni testimoni diranno di aver visto, negli istanti precedenti al rogo, delle persone transitare per quest’accampamento di fortuna dal quale già diversi anni fa, partì un incendio che non riuscì a raggiungere il ponte solo per le cattive condizioni atmosferiche dettate dall’inverno.

 

Tra le ipotesi, però, ce n’è anche un’altra, ovvero quella per cui il rogo sia partito dal centro del ponte a causa di un corto circuito e che poi si sia propagato per 131 metri investendo anche l’area occupata abusivamente. «Stando all’analisi di alcuni elementi - confida un investigatore - e facendo una ricerca su fonti aperte, ci sono immagini scattate subito dopo l’inizio dell’incendio che lo vedono propagarsi dal centro del ponte». La certezza arriverà solo al termine delle verifiche tecniche mentre oggi due informative saranno trasmesse alla Procura che molto probabilmente aprirà un fascicolo per incendio colposo.

Di certo l’estensione dell’incendio non è stata causata dalle condutture del gas. Ieri a valle dei primi rilievi l’Italgas faceva sapere che: «le condotte del gas che corrono lungo il ponte di Ferro, prontamente isolate chiudendo le valvole a monte e a valle, non hanno subito danni dall’incendio né lo hanno alimentato. Il servizio di distribuzione del gas nella zona prosegue regolarmente e non ha subìto interruzioni». Il ponte di Ferro è affumicato ma è ancora in piedi. A crollare il corridoio dei servizi. Per questo tre interi quartieri sono finiti al buio. Ancora incerti i tempi per la riapertura. I vigili del fuoco sostengono che il calore sprigionato dalle fiamme ha recato danni e dunque è necessario intervenire subito sulla struttura che al momento non rischia il tracollo.

Roma, il ponte e la sua storia: dall'inaugurazione con il Papa all'eccidio nazifascista

I RESIDENTI

Molti residenti sabato si sono accorti di quanto stava accadendo perché è saltata la luce. «Stavo guardando la tv e all’improvviso si è spento tutto. Ho provato a smanettare con il contatore, poi ho guardato fuori per vedere se l luce fosse saltata solo a me così ho capito quanto stava succedendo» racconta il signor Filippo, 68 anni, che abita a poche centinaia di metri del ponte dell’Industria. Decisamente più scioccante la notte di chi abita proprio sopra il ponte. Su via Pacinotti ci sono due condomini molto grandi. «La luce è mancata per almeno mezzora. I vigili del fuoco ci hanno citofonato per avvertirci dell’incendio e soprattutto per sapere se avevamo auto nei paraggi. Per paura siamo scesi tutti in strada. Abbiamo passato la notte qui» rivela Antonella. Il buio è durato poco raccontano quasi tutti i residenti ma «la paura ci si è infilata addosso». Questo il sentimento più diffuso tra chi sabato è stato svegliato dalle fiamme.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA