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Roma, una giovane disabile stuprata in auto a Tor di Valle

La violenza si è consumata venerdì all’ora di pranzo in piazzale Ezio Tarantelli: è stata minacciata con la pistola

Choc a Tor di Valle: una giovane disabile stuprata in auto
di Marco De Risi e Alessia Marani
4 Minuti di Lettura
Sabato 26 Febbraio 2022, 22:53 - Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 11:56

Si è approfittato di lei, del suo ritardo psicologico, per abusarne, addirittura sotto la minaccia di una pistola. L’ha obbligata a salire sulla sua auto, quindi l’ha portata in uno spiazzo isolato, tra le case popolari del Torrino e la ferrovia della Roma-Lido, lontani da occhi indiscreti, per sottoporla alla violenza. Puntandole l’arma alla tempia. Un’arma che solo successivamente si è rivelata una scacciacani caricata a salve. È successo venerdì pomeriggio, intorno alle quattordici. La zona è quella di Tor di Valle, la vittima è una trentacinquenne, l’aguzzino un uomo ora sottoposto a fermo di polizia per violenza sessuale.

I CONTROLLI

I fatti. Una pattuglia del commissariato di zona è in perlustrazione del territorio. Si avvicina alla fermata del trenino per Ostia, un luogo ormai isolato e, a tratti, fatiscente. Lontano dalla strada principale e, quindi, non ben visibile. Qui, su piazza Ezio Tarantelli, spesso trovano riparo anche scippatori e piccoli spacciatori, per cui i poliziotti decidono di passare a dare un’occhiata. A un certo punto non passa loro inosservata la scena della “coppia” appartata. Procedono, dunque, a un controllo. La sorpresa non tarda ad arrivare: l’uomo ha i pantaloni abbassati, la donna accovacciata su di lui. Sono stati gli agenti ad interrompere la violenza sessuale. 

LA PERQUISIZIONE

La vittima, alla vista degli agenti, è scoppiata a piangere sollevata dell’arrivo insperato della volante, mentre lui, un uomo sulla trentina, ha cercato di accampare giustificazioni, ripetendo che era innocente: «Lei è la mia amante, è consenziente». I poliziotti non gli hanno creduto. Anzi hanno perquisito la macchina trovando la pistola di cui la donna aveva parlato. L’arma era priva del tappo rosso e caricata con proiettili a salve. Inoltre, sono stati trovati altri proiettili. Salta fuori anche della droga che l’uomo ha provato ad accollare alla donna. 

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LA PAURA

La vittima e il suo aguzzino sono stati portati al commissariato di zona dove sono scattati ulteriori accertamenti. L’uomo è un italiano, della provincia di Roma, un insospettabile che, in passato, ha anche ricoperto incarichi pubblici, ma che attualmente vive come un senza fissa dimora. Mentre la vittima è risultata essere affetta da un lieve ritardo psicologico. Fatto che aggrava la posizione dell’aguzzino. «Io non volevo - questo il drammatico racconto della trentacinquenne agli investigatori - ma lui mi ha obbligato a salire sulla sua auto dove mi ha minacciato di morte con quella pistola. Ho avuto il terrore che mi potesse uccidere e allora ho fatto tutto quello che lui mi diceva. Ho avuto paura. Ho davvero temuto che potesse uccidermi».

Non solo la minaccia della pistola. L’ipotesi è che l’uomo abbia attirato la donna in trappola promettendole anche dello stupefacente. Nell’auto, di fatti, gli investigatori hanno rinvenuto una decina di dosi che il presunto stupratore ha nascosto nei vestiti della donna per allontanare da sé i sospetti e apparire del tutto innocente. Stratagemma che non lo ha risparmiato dal dovere rispondere anche di spaccio di droga. Ma lui ha ribadito convinto: «Io non ho fatto nulla. Sono solo invenzioni di quella donna». Ma gli investigatori non gli hanno creduto. È scattato per lui un fermo con l’accusa di violenza carnale aggravata.
 

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