Montesacro, movida selvaggia e degrado. L'appello del comitato “Città giardino": «Presidio fisso delle forze dell'ordine»

Da Piazza Sempione, a via Gottardo, “tre locali ogni 100 metri”, denunciano i volontari di Città Giardino e chiedono limiti agli orari dei locali

L esasperazione dei residenti: Chiediamo una maggior sicurezza sull intero territorio. Marchionne afferma Massima attenzione e disponibilità per affrontare le problematiche.
di Alessia Perreca
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Lunedì 14 Novembre 2022, 13:57 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Aggressioni e fenomeni della criminalità che, spesso, non sono riconducibili a banali risse tra i giovani. Una sfida continua contro l’illegalità. Pestaggi - senza apparenti motivi - dunque, ma anche incidenti stradali e azioni incendiarie da parte di gruppi di piromani, intenti a bruciare alcuni cassonetti dei rifiuti. E ancora: gli atti vandalici all’interno di edifici che richiedono la tutela e la salvaguardia, la sosta selvaggia di fronte ai locali della movida notturna e schiamazzi che si protraggono fino alle prime luci dell’alba. Con i giovani che “trasformano” le strade e parchi come discariche a cielo aperto. E’ la desolante fotografia scattata dai volontari del Comitato Città Giardino e da diversi abitanti del quartiere Montesacro, nel corso dell’assemblea annuale che si è svolta due giorni fa, nella sala dell’Ente Insieme per Fare. Un momento di incontro e riflessione, istituito per affrontare le criticità che incombono nel quadrante e trovare soluzioni con il supporto degli organi istituzionali e con le forze dell’ordine.  

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LA SITUAZIONE

 

Residenti e Comitati di quartiere più volte hanno denunciato la situazione oramai del tutto “incontrollabile” che avvolge Città Giardino e hanno invitato l’amministrazione a fissare provvedimenti per arginare il fenomeno mala movida, ma senza ottenere grandi risultati. Timori, preoccupazione, ma anche una gran voglia di cambiamento, per una zona lasciata in balia degli avventori. “I problemi sono complessi ed estenuanti”, tuona uno dei membri del Comitato. “Dobbiamo lavorare per un cambio di mentalità - prosegue - per una esigenza di vivere il quartiere in maniera diversa. Circa quindici anni fa, abbiamo parlato di progettualità e sostenibilità, ma gli amministratori dell’epoca ci dicevano che la movida era un’opportunità del quartiere. Le opportunità le abbiamo misurate tutte, ma con conseguenze negative.”

Da Piazza Sempione, a via Gottardo, “tre locali ogni 100 metri”, denunciano i volontari di Città Giardino e chiedono limiti agli orari dei locali, l’attuazione del blocco delle licenze per le nuove somministrazioni ed un pattugliamento costante su tutto il territorio affinché si possano contrastare gli effetti della movida. Per evitare il moltiplicarsi di pub e bistrot, il consiglio municipale ha approvato  - all’unanimità - ( lo scorso Luglio, ndr) un ordine del giorno firmato dai consiglieri pentastellati Battisti e Quattromani ( Municipio III, ndr) per chiedere che “l’intera area di città giardino sia inserita negli articoli 10 e 11 del regolamento comunale 35/2010, al fine di andare a vietare l’autorizzazione di nuove licenze di somministrazione di cibi e bevande.” Ora l’ultimo verdetto spetta all’assemblea capitolina. Anche se in molti, temono lo spettro dei ricorsi al Tar.  “Chiudere i locali alle 3 di notte è una opportunità per chi vive la notte e per incrementare i guadagni”, spiega una volontaria del Comitato. “Ma trasformare un intero quartiere in un parco divertimento non è un’ opportunità. Non trovare parcheggio, ed esser costretti a dover passeggiare lungo la strada, perché sui marciapiedi ci sono i tavolini, non è una opportunità. Non riuscire a dormire e svendere la propria abitazione per tutelare la salute, non è una opportunità”, conclude. 

Una situazione davvero complessa, sotto gli occhi di tutti e più volte segnalata agli organi competenti: carabinieri, vigili urbani e amministrazione. Con evidente preoccupazione anche per la salute dei giovani, per l’abuso di alcool, visto come emergenza sociale. Eppure, “le violenze e il degrado sembrano non arrestarsi, ma aumentano ogni giorno”, sostengono diversi testimoni presenti, in aula, nel corso dell’assemblea, che ha visto la partecipazione dell’assessore ai Lavori Pubblici III Municipio, Matteo Pietrosante, dei consiglieri (M5s)del Municipio III, Dario Quattromani e Marina Battisti, la consigliera ( Pd) Municipio III Simona Sortino e della Presidente del Municipio II Francesca del Bello. 

 

 

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Gli abitanti chiedono controlli a tappeto come avviene per Piazza Bologna e per le zone limitrofe. E lamentano la mancata sinergia tra le amministrazioni e le forze dell’ordine che, con molta fatica, non riescono a raggiungere i luoghi dove si verificano fatti di violenza per carenza di pattuglie. 

Cambiare direzione per una vivibilità più serena ed una convivenza civile per tutti, è quello che auspicano i residenti di Città Giardino. “Le norme ci sono già e non c’è bisogno di crearne altre. C’è un regolamento di polizia che dice ciò che si può e non si può fare. Basta applicarlo”, afferma un membro del Comitato. Sì agli eventi pubblici, ma organizzati con sicurezza e senza l’incubo delle emissioni sonore e nel rispetto di un quartiere, prossimo al centenario e con una serie di caratteristiche storiche ed identitarie. Polemiche anche per due iniziative che si sono svolte lo scorso Giugno all’interno della Riserva Naturale della Valle D’Aniene, fra la Tiburtina e la Nomentana. Due weekend all’insegna del divertimento, con tanto di stand, camion bar, somministrazione di cibi e bevande all’interno della Riserva, oltre alla musica alta. “Non vogliamo evitare che si facciano eventi, ma desideriamo che determinate rassegne non arrechino danni alla Riserva. Vogliamo garantire a tutti di vivere nel quartiere, in maniera serena, senza vietare alcuna manifestazione culturale,” dice il Comitato.

Ergo: massima osservanza per i luoghi culturali ed i parchi. Il Parco Caio Sicinio Belluto, ad esempio, è stato spesso preda di vandali ai danni della storica fontana. “Da anni chiediamo la chiusura notturna del parco”, racconta un residente. “Per un periodo è stato fatto e ha dato ottimi risultati.” Al centro di Montesacro e a pochi passi da Piazza Menenio Agrippa e Piazza Sempione, un’area dove sono state portate a termine diverse iniziative di pulizia straordinaria e interventi di decoro da parte degli abitanti stessi e dei volontari del Comitato. “L’ultima volta hanno tolto 400 bottiglie”, dice un cittadino. Dallo scorso Ottobre, gli operai sono al lavoro per l’installazione di nuovi giochi e l’apertura dell’area ludica per i bambini. 

 

 

HORUS CLUB 

E’ ancora una incognita il futuro del locale Horus, in Piazza Sempione. Da ex cinema, a partire dagli anni Novanta è diventato a tutti gli effetti una discoteca. Intere nottate trascorse con la musica a tutto volume e immancabili sono state le proteste da parte di diversi abitanti che hanno denunciato l’impossibilità di non poter riposare. “Ci siamo rivolti all’Arpa”; spiega uno storico residente. “Dopo anni di valutazioni sull’impatto acustico, alla fine di Ottobre 2001, l’Arpa ha eseguito le misure di valutazione constatando che i limiti erano ampiamente superati. 35 volte la potenza acustica. In due mesi, è stata ritirata l’autorizzazione per le esecuzioni musicali e poi anche per le somministrazioni.” Per diversi anni, molti abitanti hanno potuto riposare nel silenzio e nella tranquillità totali. Posto sotto sequestro per diverso tempo e destinato ad essere ad essere trasformato in un supermercato, il locale, nel 2007, è stato occupato da un gruppo di ragazzi con l’intendo di renderlo un polo sociale-culturale. Il locale è stato poi sgomberato ed ora, in molti, temono la riapertura della discoteca. “Horus è un edificio storico di grande pregio architettonico”, sostengono i volontari di Città Giardino. “Un posto magnifico. E fare una discoteca, per ottenere il massimo del profitto,  non è quello che si desidera.” 

Il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne vuole rassicurare gli abitanti della zona e raggiunto telefonicamente dice: “Abbiamo avviato un censimento di tutti gli spazi immobili pubblici e privati, abbondanti, tra i quali c’era l’ex cinema Aniene. “Abbiamo avuto un contatto con la nuova proprietà, responsabile, e che comprende l’importanza dell’immobile. Non riaprirà una nuova discoteca. Ci sarà uno spazio aperto la mattina e anche il pomeriggio. Uno spazio  working, di cultura, di presentazione libri e ristorazione. Con musica dal vivo che non vuol dire necessariamente discoteca”, ha specificato. 

 

NODO PARCHEGGI E VARCHI ZTL

C’è poi da risolvere il nodo della doppia fila delle auto, in particolare modo nei weekend, quando migliaia di ragazzi trascorrono le serate nei locali. Parcheggi selvaggi intorno a viale Gottardo e via di Montesacro, dove le macchine vengono lasciate sui marciapiedi, davanti ai posti riservati per i disabili e davanti ai passi carrabili. Strade piccole e senza alcuna possibilità di fuga, in caso di emergenze ambientali. I volontari del Comitato chiedono l’istituzione dei varchi Ztl. Per la sosta selvaggia, l’assessore Pietrosante annuncia che “stiamo lavorando per avviare la zona 30 all’Acqua Sacra e permetterà la regolarizzare di una serie di parcheggi per i residenti. E renderà più evidenti i divieti di sosta nelle strade dove è necessaria una larghezza della carreggiata, abbastanza ampia, tale da permettere il transito dei veicoli.”  E aggiunge: “Con la polizia locale, la parte politica ha  avviato una serie di interlocuzioni per garantire controlli periodici sul territorio, nel tempo e con un margine di certezza. Ci stiamo lavorando con il Comando della Polizia locale, terzo gruppo Nomentano.” Quanto alla richiesta dei varchi Ztl, Pietrosante sostiene che “si tratta di una “misura che andrebbe richiesta agli organi comunali, per materia. Una misura che ha un notevole impatto su tutto il quadrante. L’intera amministrazione è disponibile a mettersi a tavolino con i residenti e riflettere sulla proposta."

 

TIMORE  PER LE ANTENNE RADIOMOBILI.

A Città Giardino c’è anche un altra questione che affligge gli abitanti: la presenza delle antenne radiomobili. Non creano rumore come le discoteche, ma gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche possono essere nocive per la salute delle persone che abitano in prossimità. Era partita una raccolta di firme e di fondi per fare ricorso al Tar. “Nulla di fatto, afferma una signora” che abita da 20 anni in via Cimone, a trenta metri dalla prima antenna. Tre antenne a poca distanza le une dalle altre.  “La signora - racconta - ha una malattia invalidante, reumatologica, che le crea stanchezza cronica e dolori articolari in tutto il corpo: la fibromialgia. I sintomi l’hanno costretta a lasciare il posto di lavoro. Suo figlio, lavoratore in smart working, ha cominciato ad accusare le stesse problematiche, ma che cessano solo al di fuori dell’abitazione.” “Con le misurazioni fatte attraverso uno strumento - prosegue ancora la signora - ci siamo resi conto che i valori erano spaventosi rispetto a quelli stabiliti dalla norma.” Di fatto, non ci sono alcune evidenze scientifiche in merito, ma “se le antenne sono state installate - si legge sul sito dell’Associazione volontariato Amica, che si occupa delle malattie da intossicazione cronica e ambientale -  il primo passo per cercare la rimozione è documentare che i limiti di esposizione rispettino i limite di legge. Lo si può fare telefonando all’Arpa che - a titolo gratuito - viene a fare delle misurazioni. Anche indipendente e una valutazione del rischio biologico.”

 

 

Oltre alle complessità che avvolgono il quartiere, nel corso della riunione si sono registrati interventi positivi, come la sistemazione del parcheggio in via della Renna. “Un ottimo lavoro”, sostengono dal Comitato. Ed è stata inoltre completata la nuova area davanti al mercato di Piazzale Adriatico. 

In merito all’Assemblea pubblica si espresso - ancora una volta - il Presidente del Municipio III. “Sono vicende che conosco”, ha affermato Paolo Marchionne. “Sono convinto che le forze dell’ordine sono già a disposizione perché c’è un rapporto di collaborazione quotidiano, sia con il commissariato della Polizia di Stato e in parte con l’arma dei Carabinieri.” Per la richiesta del presidio fisso, Marchionne sostiene: “Il presidio fisso non è una richiesta del municipio e ahimè quando ci sono stati fatti incresciosi non sono stati sventati dal fatto che ci fosse presidio fisso. L’investimento del ragazzo, (lo scorso Luglio, ndr), in corso Sempione, è avvenuto quando c’era già un pattuglia dei vigili urbani presente sul territorio. La presenza ha impedito che l’investimento comportasse conseguenze ancor più serie di quelle riportate.” “Abbiamo già operato - prosegue Marchionne - nei confronti di attività commerciali, quando ne ricorrevano i presupposti. Alcune cose avvengono non perché le chiedono i cittadini, ma nel rispetto delle norme e sono state apportate delle limitazioni agli orari per le attività alimentari.” “C’è ascolto e massima attenzione rispetto alle istanze dei cittadini” , sottolinea Marchionne. E conclude: “Il municipio agisce anche di proprio impulso, come fanno le forze dell’ordine. Se ci sono suggerimenti o questioni di particolare sofferenza, da parte mia, c’è la massima disponibilità.”

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