Amatriciana con cipolla e zenzero: esplode la polemica social per il post della Regione Lazio

Amatriciana con cipolla e zenzero: esplode la polemica social per il post della Regione Lazio
di Marzio Mozzetti
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 13:57

RIETI - Amatriciana con cipolla. Autogol della Regione Lazio che sulla pagina Facebook istituzionale ha pubblicato ieri pomeriggio un post con una suggestiva immagine degli spaghetti all’Amatriciana con sfondo dei Monti della Laga. Peccato che il commento riportasse un vecchio testo di Aldo Fabrizi, che faceva riferimento ad ingredienti assolutamente banditi dalla ricetta come cipolla, pancetta ed addirittura zenzero, basilico e l’aceto per sfumare la pancetta.

Era certamente “L’Amatriciana mia”, quella che per Fabrizi era la sua versione e quella che a Roma qualche volta contempla anche l’utilizzo della cipolla (assolutamente bandita nella ricetta canonica). La reazione degli utenti (soprattutto quelli di fede amatriciana) non si è fatta certo attendere. È presto detto anche il perché: nel post, infatti, viene addirittura citata la recente indicazione Stg per il famoso piatto.

Accomunare quel percorso (Specialità territoriale garantita concessa dall’Unione europea) alla versione di Fabrizi, è stato l’errore che ha scatenato i vari commenti. Nella Stc, ottenuta dopo un lungo percorso durato anni, sono infatti banditi sia cipolla che pancetta, tanto più lo zenzero che farebbe rabbrividire più di un ristoratore amatriciano e gli altri ingredienti che seppur derivanti da una ricetta “personale” del celebre attore romano, nulla hanno a che vedere con l’ambito riconoscimento ricevuto nel 2020 a tutela della tradizione.

Il post non è stato ancora modificato. “Andate ad Amatrice a degustare quella vera”, scrive un utente. La ricetta Stg ormai non concede fraintendimenti: pecorino e guanciale di Amatrice, pomodoro, olio extravergine di oliva, vino bianco per sfumare il guanciale, pepe o peperoncino. Spaghetti o mezze maniche per gustare la salsa. Non servono altri ingredienti per preparare quello che viene considerato uno dei piatti più celebri della cucina italiana nel mondo.

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