Marmore, i pusher dei boschi padroni incontrastati e la gente ha paura: "Droga in quantità industriali"

Marmore, i pusher dei boschi padroni incontrastati e la gente ha paura: "Droga in quantità industriali"
di Nicoletta Gigli
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 00:25

TERNI - La presenza dei carabinieri non è sfuggita a chi vive a Marmore. Gli investigatori, che ieri mattina sono stati impegnati in controlli serrati in varie zone della periferia cittadina a caccia di elementi utili a ricostruire i contorni di una notte di sangue e di coltelli, sono saliti anche a Marmore paese.

Un luogo che, giurano gli abitanti, è diventato punto di riferimento per chi spaccia droga e si è ritagliato dei nascondigli sicuri nella fitta boscaglia.

Pusher che, dopo i ripetuti blitz di polizia e carabinieri nei boschi all’ingresso di Piediluco, da qualche tempo si sarebbero trasferiti lungo la strada di Moggio, la vecchia Reopasto. La strada che, prima della realizzazione della Terni-Rieti, era l’unica a collegare le due città. E che ora è deserta, favorendo l’intensa attività di chi vende ogni tipo di stupefacenti.

Il resto lo fanno un casale abbandonato, la fitta boscaglia che protegge da occhi indiscreti e la richiesta insaziabile di droga. La gente del posto abituata a frequentare la zona per andare in cerca di funghi ormai ha paura.

Questo fenomeno sta creando grande preoccupazione, ormai non si può vivere senza avere timore - dice Sandro Piccinini, battagliero ex consigliere comunale e segretario del circolo di Marmore del Pd. La droga arriva in quantità industriali e già in passato avevo segnalato il fenomeno di strani giri nella fitta boscaglia” aggiunge parlando a nome della comunità di Marmore.

Una testimonianza che conferma come gli spacciatori “veri” ormai preferiscano le montagne del circondario per lavorare in tutta tranquillità. Un fenomeno che impegna le forze dell’ordine in una lotta spesso impari perché e prenderli è complicatissimo.

Nonostante le recenti operazioni di polizia e carabinieri nella fitta vegetazione intorno alla conca, gli spacciatori sono ancora all’opera nelle zone boschive tra Piediluco, Marmore e Narni.

I pusher del bosco, almeno quattro di loro, erano finiti in carcere tre mesi fa dopo due blitz ravvicinati dei carabinieri e della polizia. Che avevano rischiato la pelle per bloccarli e portarli via da quelle foreste dove giorno e notte venivano distribuite centinaia di dosi di droga di ogni tipo.

La calma è durata solo qualche giorno e l’ambiente favorevole allo spaccio lontano da occhi indiscreti oggi continua ad essere scelto con prepotenza. Un mercato florido gestito dalle solite etnie, con gli albanesi, i nigeriani e i marocchini che continuano a farla da padroni.

La disponibilità di tanta droga spesso sfocia in violente risse tra gruppi che si sfidano per accaparrarsi le piazze di spaccio. A suon di botte, inseguimenti e coltellate che mettono a dura prova le forze dell’ordine in campo per garantire sicurezza e legalità.

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