Berrettini-Djokovic, diritto e servizio: l'italiano può farcela. Oggi la finale a Wimbledon

Berrettini-Djokovic, diritto e servizio: l'italiano può farcela. Oggi la finale a Wimbledon
di Piero Valesio
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Domenica 11 Luglio 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 09:55

Quando Francesca Schiavone si stava allenando contro Edouard Roger Vasselin, il giorno prima della finale che avrebbe poi vinto a Roland Garros contro Sam Stosur, faceva caldo, a Parigi. La “Schiavo” sudava abbondantemente mentre si esercitava sui colpi di difesa. Dopo due ore la “Schiavo” chiuse gli occhi e disse: basta. Raccolse le sue cose e sparì dalla circolazione. La si rivide il giorno dopo in campo. Quel “basta” è una parola che Matteo Berrettini non pronuncia mai. O quasi mai. Perché nella sua testa c’è sempre qualche dettaglio da curare, qualche situazione da prevedere. Manco ieri ha detto basta. È stato il suo team ad un certo punto, a dirgli: andiamo a mangiare. Perché, in fondo, cosa vuoi davvero mettere a punto quando ti aspetta l’incontro con un demonio?

Berrettini-Djokovic, dove vederla in chiaro in tv


L’ADRENALINA
Oggi alle 15 Matteo, tanto per ricordarlo, affronterà Djokovic nella finale di Wimbledon. Quando ha iniziato a smaltire l’adrenalina post-successo in semifinale contro Hurkacz, ha guardato negli occhi mamma, papà e fratello e ha detto loro: «Beh, tutto normale no?». Come a dire: ma ci rendiamo conto di dove siamo arrivati? Potrebbe essere proprio questa tranquillità a rivelarsi l’arma vincente per, se non vincere, affrontare al meglio il confronto con il Mefistofele serbo?


Ieri in tarda mattinata Matteo ha seguito il solito schema di questi giorni londinesi: riscaldamento in palestra, poi un’oretta abbondante in campo con palleggio intenso con Matteo Mosciatti, che in questi giorni ha lavorato anche con Ajla Tomljanovic, la fidanzata di Matteo. A bordo campo tutti schierati: Ajla (che ha trascorso con il suo boyfriend anche il pomeriggio avendo accesso, in qualità di giocatrice, alla “bolla”) papà Luca, mamma Claudia e il fratello Jacopo. Pomeriggio dedicato al rilassamento più totale: spazio solo a qualche chiacchiera con gli uomini del team (l’analista Craig O’ Shannessy, che ha un accordo quadro con la Federtennis italiana per sviscerare i numeri dei match) ma nemmeno tanto: prima di un incontro del genere l’importante è eliminare tutti i pesi. Soprattutto quelli che rischiano di appesantire le gambe. Che dovranno invece essere agili come non mai.


AL QUIRINALE
Matteo sa già che stasera sarà a Wembley e domani sarà ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la Nazionale di Mancini, comunque vada. Così come sa già ora, grazie alla semifinale, di occupare la posizione n.3 della Race, la classifica che qualifica per le Atp Finals di Torino. Se il risultato della partita di oggi non fosse la sconfitta salirebbe al n.7 della classifica generale. Ha saputo che il suo volto ieri occupava ampio spazio su tutte le prime pagine dei media italiani e il suo commento è stato quello consueto: “Tutto normale no?”

Nella giornata più folle, imprevista, imprevedibile ed entusiasmante dello sport italiano del dopoguerra (due eventi di massimo livello con azzurri protagonisti in una della città capitali del mondo come Londra) c’è da registrare anche che la finale di Wimbledon potrà essere seguita in tv anche da chi non è abbonato a Sky: sarà trasmessa anche su Tv8. Ma che match sarà? Molto semplice: chissà cosa avrà la meglio fra il servizio di Matteo e la risposta di Nole. La partita sarà tutta lì. Più il nostro saprà impedire a Nole di essere Nole, cioè di tirare gli scambi per le lunghe, più le sue possibilità di raggiungere quell’obiettivo che non è perdere cresceranno. E come si impedisce a Djokovic di maramaldeggiare per il campo? Servizio impeccabile, dritti fulminanti appena se ne presenta l’occasione. E magari un po’ di sana follia: guardare gli occhi Nole e mostrargli di non temerlo. A volte i diavoli digrignano i denti e se ne vanno, dissolvendosi nella luce. Forza Matteo.

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