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Eurolega, Milano batte 88-84 l'Efes e resta un corsa per la Top 16

Eurolega, Milano batte 88-84 l'Efes e resta un corsa per la Top 16
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Venerdì 4 Dicembre 2015, 11:51 - Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 00:12

L'EA7 perde Alessandro Gentile (risentimento all'adduttore sinistro in allenamento, out 10 giorni), ma vince in Eurolega contro i turchi dell'Anadolu Efes Istanbul (88-84) e resta in vita per la qualificazione alle Top 16. Con le spalle al muro, costretta al successo per non abbandonare i sogni europei, l'EA7 sfodera la più convincente prestazione della stagione, fatta eccezione per un clamoroso passaggio a vuoto nella seconda metà del secondo periodo, durante il quale la squadra di Repesa dilapida in 6' un vantaggio di 17 punti (dal 41-24 al 44-46). Il Forum, in versione bolgia, galvanizza Milano che strappa applausi anche al patron Giorgio Armani e al presidente Livio Proli, visibilmente soddisfatti per l'orgoglio messo sul parquet dai biancorossi, in un momento già critico della stagione.

Nonostante gli infortuni (era già orfana di Macvan) e senza il proprio capocannoniere e punto di riferimento in attacco (Gentile salterà il derby con Cantù, la trasferta greca con l'Olympiacos, lo staff medico spera di recuperarlo per il big match con Reggio Emilia), Milano ha la meglio su una squadra costruita per arrivare fino in fondo alla massima competizione continentale. L'assenza del proprio capitano, presente comunque in panchina, motiva i compagni: decisivi l'energia di Cinciarini, la creatività in palleggio di Simon (17 punti e 6 assist) e un Mclean indomito sotto canestro (il migliore, 26 punti per lui contro un difensore della qualità di Dunston con 9 rimbalzi).

Ora all'EA7 potrebbero bastare, in ottica qualificazione, una vittoria con il Cedevita (con l'obbligo di ribaltare in Croazia il -9 dell'andata) e un successo interno contro il Limoges, sperando in un tris di sconfitte dei croati che stasera hanno vinto proprio contro i francesi. «Un dovere crederci», aveva detto coach Repesa alla vigilia. Oggi più che mai.

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