Via del Corso pedonale, polemica sui sanpietrini: «Le strade limitrofe restano dissestate»

Via del Corso pedonale, polemica sui sanpietrini: «Le strade limitrofe restano dissestate»
di Francesco Pacifico
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Sabato 12 Giugno 2021, 08:36

Un lunghissimo tappeto di sanpietrini, al posto dell'asfalto, per trasformare radicalmente via del Corso. Cioè pedonalizzandola, evitando il passaggio delle auto e lasciando scorrere - ma solamente in un tratto - gli autobus. Un intervento complesso, che se da un lato vuole rendere l'arteria la direttrice principale dello struscio cittadino, dall'altro crea non pochi dubbi tra i residenti, anche perché dovrebbe cambiare anche il tragitto dei mezzi pubblici. Già inserito dallo scorso anno nel più ampio piano sanpietrini, il Campidoglio è pronto a iniziare la ripavimentazione della strada che collega piazza del Popolo a piazza Venezia: quella che taglia in due la Roma del Potere (Palazzo Chigi e Parlamento da un lato, Quirinale e Banca d'Italia dall'altro), meta soprattutto nel weekend dei maniaci dello shopping, famosa nel Rinascimento per le corse del Carnevale (da qui il nome) e negli ultimi anni per la parata della Festa del 2 Giugno.

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LE DATE
Il Comune ha deciso di iniziare i lavori subito dopo la fine degli Europei di calcio al via ieri, quindi se ne riparlerà a fine luglio, visto che il 3 del prossimo mese si terrà all'Olimpico uno dei quarti di finale della competizione. E il piano è molto complesso, tanto che lo si porterà avanti in tre tranche, per le quali è previsto un impegno di 4,6 milioni di euro, con un risparmio ottenuto perché i sanpietrini necessari saranno recuperati usando quelli appena espiantati dalle strade dell'Aventino. Vanno, infatti, soltanto ripuliti, lucidati (o riparati se rotti) prima di essere montati. Tre le tappe dell'opera: i primi blocchetti di pietra saranno montanti nel tratto tra piazza del Popolo e largo Goldoni, quindi da questo punto a largo Chigi, infine - ma su questo fronte un progetto definitivo almeno sui tempi non c'è - sarà completata la pavimentazione fino a piazza Venezia. Quel che è certo è che per i primi due tratti ci vorranno non meno di sei mesi.


L'obiettivo del Comune, come detto, è rilanciare il salotto dello struscio cittadino. Infatti tra piazza del Popolo e largo Chigi saranno eliminati i marciapiedi e tutto il manto stradale sarà livellato con i sanpietrini e con nuove caditoie. Progetti diversi sul tratto rimanente, quello che va verso piazza Venezia: sicuramente saranno allargati i marciapiedi, ma nella seconda parte dei lavori, anche qui si vogliono mettere i sanpietrini. Questo nuovo schema ha un fortissimo impatto sulla viabilità. Via del Corso, come detto, è l'arteria della politica e il sogno dell'amministrazione è quello di ridurre i passaggi delle auto, anche se non sarà possibile farlo con le vetture di servizio dirette a Palazzo Chigi, soprattutto quando si tengono vertici politici internazionali. Infatti si guarda a garantire soltanto il passaggio dei bus. Ma quelli che vanno in direzione della stazione come il 62, mentre altri - nella stessa direttrice - potrebbero passare per via Nazionale e ritornare sull'asse di via del Tritone dal traforo di via Milano. L'allargamento dei marciapiedi, invece, sembra spingere a un differimento delle linee che da via Veneto, oggi, vanno verso piazza Venezia. Anche in questo caso si starebbero studiando tragitti alternativi attraverso via Nazionale.

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I DUBBI
Proprio queste ultime ipotesi lasciano perplessi i residenti. Spiega Viviana Di Capua, coordinatrice dell'associazione Centro storico: «Va sempre bene quando s'interviene sul decoro della città, ma dobbiamo porci delle domande. Intanto non sarebbe meglio iniziare dalle tante viette del Centro, che sono in condizioni pietose? Fare la manutenzione sulle vie che sono piene di buche? Poi noi residenti, forse qualcuno lo dimentica, siamo un po', come dire, anzianotti, e camminare sui sanpietrini non è il massimo. Rischiamo di cadere». Molti interrogativi li lasciano le ripercussioni sui futuri percorsi dell'autobus. «Sono ipotesi da realizzare in una seconda fase - aggiunge Di Capua - è vero, ma abbiamo il timore che questa strada finisca per restare isolata, destinata al solo passeggio pedonale. Saremo ancora più in balia dei monopattiti, quando noi vorremmo i mezzi pubblici, per esempio quei minibus elettrici che sono spariti, da piazza Venezia fino a piazza del Popolo».
 

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