Roma, crollo alle scale mobili alla metro A Furio Camillo: la procura manda gli ispettori

Mercoledì 12 Febbraio 2020 di Giuseppe Gioffreda e Giuseppe Scarpa​

Adesso anche la procura punta un faro sul gradino collassato domenica nella scala mobile della stazione Furio Camillo. Incidente che non ha causato nessun ferito. Da piazzale Clodio sono stati inviati gli ispettori dell’Asl per individuare l’origine della rottura. Gli specialisti dovranno inviare una relazione al procuratore aggiunto Nunzia D’Elia. Sono due, in sostanza, gli scenari. Il primo: se il guasto è stato determinato da una mancata manutenzione o anche da una manutenzione superficiale i pm apriranno un fascicolo per disastro colposo. Il secondo: nel caso in cui l’incidente sia stato cagionato, per esempio, da una componente difettosa la procura non procederà in alcun modo.

Incubo scale mobili, revisioni nel mirino. Indaga il ministero

Roma, scala crollata nella metro Furio Camillo: «Ogni giorno i romani rischiano la vita»

DISSERVIZI
E dopo lo stop and go doppio di lunedì sulla linea A tra Ottaviano e Battistini, anche ieri per i pendolari della metropolitana della Capitale è stata una giornata di disagi. Ancora una volta è stata la linea rossa la protagonista. In mattina, in pieno orario di pendolari, la circolazione è stata rallentata nella tratta Travertino-Termini-Battistini per una guasto tecnico agli impianti di circolazione tra Manzoni e San Giovanni. La situazione è andata stabilizzandosi non prima di un’ora. Disagi anche, ma questa volta nel pomeriggio, sulla linea B/B1: con rallentamenti tra Rebibbia e Jonio. Anche in questo caso per un guasto tecnico, questa volta alla stazione Bologna. Problemi anche sulla linea C. Sul fronte accessibilità e funzionalità delle stazioni, invece, negli ultimi 18 mesi i disservizi a Furio Camillo sono stati diversi. A marzo, erano andati fuori servizio gli ascensori e le scale mobili, causando la chiusura della stazione per 5 ore. Insomma Furio Camillo sarebbe una delle stazioni più soggette ai guasti. Proprio per questo motivo l’episodio di domenica a ha riportato a galla il problema della manutenzione nelle metropolitane.

I PRECEDENTI
Una vicenda che all’Atac speravano di archiviare definitivamente dopo aver cacciato la ditta di manutenzione, finita sotto indagine, arruolata nel 2017. Un appalto, che la società, aveva vinto con un ribasso del 49%. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2019, quell’azienda si era occupata della «revisione decennale» di una trentina di scale, in 9 stazioni di primo piano della metro A. In 4 fermate, l’Atac ha fatto poi intervenire Otis, il costruttore internazionale degli impianti, ingaggiato dopo aver allontanato il vecchio manutentore. Sono state riviste, e in alcuni casi ricostruite, le scale di Flaminio, piazza di Spagna, piazza della Repubblica e, in ultimo, piazza Barberini, che ha riaperto la settimana scorsa dopo 11 mesi di stop. La procura non è l’unica istituzione che si è interessata alla questione del gradino collassato. Anche il Campidoglio e il Ministero dei Trasporti vogliono vederci chiaro. Gli ingegneri dell’ufficio ministeriale hanno subito avviato degli «approfondimenti» sulla dinamica dell’incidente. In Comune l’assessore alla Mobilità, Pietro Calabrese, lunedì ha inviato una lettera all’Atac, in cui si chiede di dare conto delle verifiche sulle rampe di metallo. Anche Atac, infine ha avviato verifiche «sulla scala mobile di Furio Camillo per accertare le ragioni del guasto che si è verificato a un gradino». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA