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Liceo Tasso, nonna Maria adotta la terza D: «Siete tutti miei nipoti»

Ogni mattina gli studenti salutano l'anziana affacciata alla finestra del vicino istituto religioso: «Grazie ai ragazzi non mi sento più sola»

Nonna Maria adotta la terza D del Tasso: «Siete tutti miei nipoti»
di Emilio Pucci
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Febbraio 2022, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 13:15

La sua finestra confina con l'aula della terza D del liceo Tasso. Gli studenti quando arrivano di primo mattino la salutano. Tutti ad affacciarsi e ad agitare le mani. E lei contraccambia. Con un sorriso, le si riempie il cuore a vedere quei ragazzi così felici, guarda, ammira, invia baci. E anche quando il professore chiude le tende per evitare distrazioni e cominciare la lezione in classe rimane lì, per ore. Fino a quando gli alunni tornano ad affacciarsi ancora. Lei è Maria (questo il suo secondo nome), 93 anni. Vive in un istituto religioso di fronte alla scuola. E per mesi è andata avanti con questi gesti d'amore, sempre ricambiati. Fino a quando, prima di Natale, ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere ai suoi nipoti, così li chiama. Si è presentata: «Ragazzi sono la nonna che tutte le mattine salutate dalla finestra dove state studiando prima che vengono i professori. La mattina vi aspetto sempre, mi date una carica di gioia e felicità che non potete immaginare». Il primo pensiero è quello di scusarsi. «Mi dispiace che io delle volte mi sveglio tardi e guardando alla vostra finestra state già studiando e il vostro professore fa chiudere le tende perché vi distraete pensando a me».

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Corrispondenza epistolare

Una storia di amicizia, cominciata all'inizio dell'anno scolastico. «Si avvicina il Santo Natale, speriamo di stare bene perché voglio venire da voi per ringraziarvi della vostra gentilezza e umanità pensando a noi poveri vecchietti. Il vostro saluto ogni mattina mi fa diventare più giovane e mi sento come una scolaretta che va a scuola». Altra richiesta di perdono: «Scusate il mio modo di esprimermi, ma io ho fatto la quinta elementare e poi con la mia età tante cose me le sono dimenticate». Una storia di speranza, di un'altra epoca, all'epoca dei social. «Siete dei ragazzi stupendi, andate avanti così nella vostra vita e il futuro sarà eccellente e gioioso in tutti i sensi». Una storia anche di solitudine: «Cari ragazzi da quando sono senza marito mi sento molto triste ma quando la mattina mi sveglio vi aspetto per salutarvi e la mia tristezza svanisce subito e il mio cuore palpita di gioia». Una storia di ottimismo. «Non ho mai scritto tanto in vita mia. Sto scrivendo il diario della mia vita, quella passata, quella presente e quella futura anche se non so come sarà. Ora penso a quella presente perché ho ancora tante cose da vedere, anche i nipoti sposati e i loro figli. Voi direte: quanto vuoi campare? Io ci spero». Maria con il tempo ci ha preso gusto. E ha scritto altre lettere. «Ho un grande desiderio di venire da voi per conoscervi di persona e ringraziarvi dei giorni felici che mi date con il vostro saluto».

 

Ostacolo Covid

Il passo non lo ha fatto ancora, per ora c'è solo un rapporto di corrispondenza con la sua scolaresca che a causa delle regole Covid non può andare a trovarla. Anche i genitori dei ragazzi vorrebbero organizzare un incontro. «Spero che i miei figli siano liberi e mi possano portare da voi per il Natale, almeno vi faccio gli auguri di persona, tanti auguri, buone feste a voi tutti, anche ai professori che vi insegnano ad amare e ad essere dei buoni ragazzi». Magari quelle missive, firmate «la vostra Nonna», con tanto di nome e cognome, serviranno ad insegnare qualcosa, non saranno solo dei fogli di carta scritti per testimoniare i sentimenti di una persona di 93 anni che ritrova in quell'agitar di tante mani il momento più bello della giornata. Perché il legame nato tra le due finestre, una di una classe del liceo Tasso, l'altro dell'istituto di Suore del sacro cuore di Gesù, è forte. Anzi, per Maria è indissolubile. «Ragazzi sabato scrive il 22 gennaio è la festa mia. Mio marito un anno fa è volato via. Mi ha lasciato senza compagnia. Perciò sono venuta qui, per stare in compagnia». L'appuntamento è fisso, vissuto come un momento magico.

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La torta

Gli studenti della classe del liceo Tasso le hanno fatto sapere di volerle bene. Ogni mattina la cercano con lo sguardo e ora sono preoccupati perché tra qualche giorno dovranno abbandonare l'aula che deve essere ristrutturata. Una storia d'amore e di romanticismo. «La prossima settimana vi mando una torta». Ma Maria ha già preparato un altro regalo ai suoi nipoti. «Vi ho fatto un cuoricino, visto che tanti mesi fa lo avete appeso alla finestra per dirmi che mi pensate. Io ora contraccambio con un cuoricino della bandiera italiana. Ci sono anche i fili di lana che svolazzano sopra, come quando nel cielo ci sono gli aeroplani che lasciano la scia tricolore della nostra bandiera». Una storia di umanità vera e di poesia. Un unico desiderio: «Vi prego appendetelo nella vostra classe, almeno ricordate di essere buoni italiani e buoni nipoti perché ora voi siete diventati nipoti miei acquisiti. Dalla vostra finestra, da quando mi salutate con i vostri baci e le vostre mani alzate». Perché «almeno quando non ci sarò più vedrete il mio cuoricino sulla cattedra del professore e penserete un pochino a me».

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