Roma, corteo anti-stupri «Non una di meno»: ecco le strade chiuse al traffico Mappa

Venerdì 22 Novembre 2019 di Laura Bogliolo
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​Corteo anti-stupri, le chiusure Il dossier: «In un anno 411 casi»

Grida inascoltate nel silenzio gelido della città. Oltre 400 le denunce di stupro a Roma lo scorso anno, una vera strage dell'anima che va di pari passo con il femminicidio. In pratica più di una violenza al giorno. Nove le donne uccise, 12 nel Lazio. La strage continua e si alimenta nel brodo primordiale della cultura misogina che non riesce ancora a imbattersi in un nemico tanto forte da debellare pregiudizi, stereotipi e quel gap neuronale che fa considerare la donna un oggetto di cui disporre a piacimento. «Si deve puntare sulla prevenzione, sul rispetto della differenza di genere e si deve iniziare in età scolare, mia moglie con il progetto Chiara del Comune è andata a parlare negli istituti». Parole di dolore, ma anche di speranza. Sono di Giovanni Lelli, il papà di Nicole, la ragazza del Collatino uccisa a 23 anni dall'ex compagno.

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IL PERCORSO
Sabato intanto alle 14 l'appuntamento è piazza della Repubblica, dove partirà la manifestazione nazionale in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne organizzata dal movimento Non una di meno che lancia lo slogan «contro la vostra violenza, la nostra rivolta!». Il corteo sfilerà per il Centro da via Cavour a via Merulana, da piazza Vittorio a via Emanuele Filiberto per arrivare in piazza San Giovanni. Scatteranno quindi le chiusure delle strade al passaggio della manifestazione.

L'AUMENTO
Torniamo ai numeri, che stavolta non sono affatto freddi, perché dietro ci sono sangue, dolore e squarci dell'anima. Nel Lazio diminuiscono i reati in generale, ma aumentano quelli di genere. Lo dice il dossier elaborato dalla Uil Lazio e dall'istituto di ricerca Eures. Sono state 533 le violenze sessuali nella regione nel 2018 (+3,7 per cento rispetto al 2017), 12 le donne uccise e 1.880 le denunce per maltrattamento in famiglia (+14,1 per cento). Allarmante il dato relativo agli stupri: il 77 per cento delle denunce è stato sporto nella Capitale, 411 i casi, più di uno al giorno. Seguono Latina (54) con un 68,8 per cento in più del 2017, e Viterbo (22). E anche qui le denunce aumentano (+31,8 per cento). Latina ha il nerissimo primato di incremento anche in relazione allo stalking (74 casi, +38,5 per cento), seguito da Rieti (+14,8 per cento). A Roma le denunce per stalking sono aumentate del 4 per cento: si verifica il 65,7 per cento di casi di stalking e maltrattamenti. Per quest'ultima tipologia di reati la provincia di Latina, con 173 denunce, registra un +68,8 per cento. Torniamo nella Capitale: le donne di nazionalità straniera sono le più colpite dalle violenze (il 31% vittime di stupri; il 22 per cento di maltrattamenti in famiglia).

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«LE NUOVE STREGHE»
«Numeri che non vorremmo mai leggere - commenta il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica - e che evidenziano il fallimento delle politiche sociali dinanzi a tali fenomeni. L'allarmante incremento di questo tipo di reati ci dice purtroppo che il nostro Paese non solo non riesce a tutelare chi chiede aiuto ed è in difficoltà, ma che le richieste vengono spesso sottovalutate o addirittura ignorate. Perché non si agisce subito? Perché il sistema si blocca e l'iter processuale dura anni? Perché addirittura si colpevolizzano le donne sottoponendole a estenuanti consulenze e minacce di perdere i figli?». Domande che la famiglia Lelli si è fatta spesso. Oggi alle 10 al parco Achille Grandi si ricorderà Nicole davanti al monumento in ricordo delle vittime di femminicidio e della giovane. Un monumento che il papà è riuscito a far erigere dopo anni di battaglie: prima a Roma non esisteva alcuna scultura in loro onore. «Sono le nuove streghe, torturate e uccise perché hanno lottato per la loro libertà, la libertà di amare e di smettere di amare». Così Giovanni Lelli ha sempre definito le vittime di femminicidio. Chi può dargli torto?.

Ultimo aggiornamento: 16:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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