«Non è normale che sia normale»: la campagna contro la violenza sulle donne diventa una canzone rap

Giovedì 21 Novembre 2019 di Maria Lombardi
Il vicepresidente della Camera Mara Carfagna con gli autori della canzone

«Non è normale che sia normale ammazzare chi si dice di amare. Non è normale che sia normale comportarsi da criminale...». La campagna contro la violenza sulle donne lanciata nel 2018 dal vicepresidente della Camera Mara Carfagna diventa un brano rap, scritto e cantato dagli studenti dell’istituto Copernico-Carpeggiani di Ferrara. La canzone è già in vendita su tutti gli store online, il ricavato servirà ad aiutare le famiglie affidatarie degli orfani di femminicidio. 

«É per noi tutti un’emozione grandissima: il messaggio che abbiamo veicolato con forza un anno fa dalla Camera dei deputati in occasione del 25 novembre ha centrato il bersaglio e ha ispirato il lavoro delle studentesse e degli studenti del Copernico-Carpeggiani di Ferrara», ha dichiarato Mara Carfagna. «Ora però dobbiamo fare di più, aiutando concretamente gli orfani di femminicidio, bambine e bambini che hanno visto morire la madre per mano del padre, e le famiglie affidatarie che con amore si prendono cura di loro. Possiamo farlo concretamente acquistando “Non è normale che sia normale”, che è disponibile su tutti gli store online, e dimostrando agli orfani e alle famiglie che non sono soli, anzi che tutta l’Italia è con loro».
 

La campagna lanciata nel 2018 dal vicepresidente della Camera ha avuto un grande successo social:  49.000 post su Instagram. 7.100 tweet, 38.287 retweet, in totale  210.000 condivision.  L’istituto Copernico-Carpeggiani attraverso il progetto pilota “The New Poets” ha introdotto una nuova materia di insegnamento, incentrata sul dramma della violenza maschile, per prevenire questo crimine e per educare le nuove generazioni. La canzone “Non è normale che sia normale” rientra nel progetto e darà un sostegno ai tanti orfani delle vittime di femminicidio. 

«Ascoltandola mi sono emozionata e commossa. Voglio sollecitare tutti a scaricare e comprare la canzone, è un gesto concreto in aiuto di questi bambini traumatizzati. Si tratta di una giusta causa, dimostreremo così che l'Italia non li lascia soli», ha aggiunto il vicepresidente della Camera che ha presentato l'iniziativa accanto a due studenti dell'istituto, tra gli autori della canzone. «Cerchiamo di aiutare quelle famiglie, che con una scelta difficile ed eroica, hanno aperto le proprie case e le proprie vite agli orfani. Putroppo tre leggi non sono bastate a venire incontro alle esigenze di queste famiglie perché i fondi sono rimasti bloccati in mancanza del decreto attuativo». 

Da oltre un anno e mezzo manca il regolamento attuativo necessario per sbloccare i fondi già stanziati per gli anni 2018, 2019 e 2020. I soldi ci sono, ma per i ritardi del Ministero dell’Economia rimangono nel cassetto. La vicepresidente Carfagna ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio 2019 per istituire un fondo aggiuntivo pari a dieci milioni di euro, destinato al sostegno delle famiglie affidatarie. Il governo ha accolto solo parzialmente la proposta, prevedendo un importo di tre milioni di euro. 

Ultimo aggiornamento: 21:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA