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Roma, a Centocelle sotto una buca spuntano le catacombe

Roma, a Centocelle sotto una buca spuntano le catacombe
di Laura Larcan
3 Minuti di Lettura
Lunedì 18 Aprile 2016, 07:57 - Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 19:03


Un'esplorazione tecnica di routine, ma con un gran finale a sorpresa. L'obiettivo era indagare un sistema di cave antiche che si articola per centinaia di metri tra via di Centocelle e via Casilina ad una profondità di quasi dieci metri dal piano stradale. Ma l'operazione ha avuto un risvolto inaspettato, quando, attraversato un pertugio e uno strettissimo cunicolo, ci si è trovati di fronte ad una catacomba sconosciuta, un cimitero sotterraneo in uso almeno fino al IV secolo d.C. e quasi del tutto intatto, con gli intonaci dipinti sulle pareti delle gallerie scavate nel tufo e le ossa degli scheletri dei defunti ancora disposte nei loculi delle sepolture a inumazione. Una scoperta guidata dal caso, l'altro giorno, proprio mentre l'équipe di speleologi del Centro ricerche speleo-archeologiche Sotterranei di Roma sotto la guida di Marco Placidi, stava effettuando una serie di verifiche sulla staticità del sistema caveale. La zona è in questi giorni sotto stretto monitoraggio da parte dei professionisti del sottosuolo, soprattutto dopo il caso della voragine che si è aperta alla fine di marzo a via di Centocelle. E la scorsa mattina gli speleologi si sono calati in corda per eseguire le dovute verifiche sulle condizioni di sicurezza della vasta rete di gallerie caveali. Una fenditura su una piccola caverna ha attirato la loro attenzione. Caschetto con torcia in testa e una buona dose di coraggio misto a curiosità, hanno deciso di tentare l'impresa. Si sono infilati nel buco, sono risaliti lungo uno stretto cunicolo fino a riemergere in un nuovo ambiente già perfettamente scavato. In sostanza, avevano attraversato, senza saperlo, un collegamento tra la galleria della cava e il fondo di una tomba. Da qui, ultimo tassello di questo insolito viaggio, i ricercatori di Sotterranei di Roma si sono spinti oltre la tomba e hanno finalmente messo piede in un ambiente più grande.


 

IL MONUMENTO
Appare come un ipogeo catacombale dove le gallerie si sviluppano in modo concentrico. «Questo tipo di struttura rimanda ad un carattere familiare della catacomba», riflettono i ricercatori. Alcune gallerie rivelano le pareti rifinite, rivestite di intonaci affrescati con motivi geometrici d'un rosso cremisi su sfondo bianco, e con le tombe occupate da sepolture. Di contro, un'altra porzione di gallerie risulta solo scavata, ma non utilizzata, senza stuccature ne' decorazioni sulle pareti: «L'ipotesi è che le famiglie avessero già predisposto tutto l'impianto funerario catacombale e che sistemassero le tombe di volta in volta, in base alle necessità», aggiungono gli studiosi. Chi potevano essere i proprietari? Al momento si sta valutando anche l'ipotesi delle corporazioni, come per esempio quella degli equites singulares (ossia il corpo militare della cavalleria imperiale). «Come in una sorta di cooperativa, ciascun membro acquistava la propria quota parte in funzione del personale sepolcro all'interno del monumento funerario della corporazione». La catacomba è stata frequentata fino al IV secolo d.C. «L'abbandono potrebbe corrispondere al momento storico in cui il cristianesimo venne ufficializzato da Costantino». Le indagini hanno rivelato anche un retroscena. Il cimitero sotterraneo probabilmente era stato intercettato in parte nel 1912 durante la messa in opera dell'asse ferroviario, perché l'ingresso originario dell'area appare tamponato da una muratura dell'epoca. Occultato e dimenticato.
 

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