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Rieti, nuova giunta: le spine di una rosa con tanti dubbi

Il sindaco Daniele Sinibaldi
di Mario Bergamini
4 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 00:10

RIETI - Habemus giunta. Nei tempi previsti, apparentemente con contenuti scontri tra partiti, liste civiche e sindaco e, ad onor del vero, con poche sorprese rispetto alle ipotesi formulate già subito dopo il voto. Certo, le polemiche seguite alla nomina di Letizia Rosati alla Cultura sono divampate più velocemente di un incendio. Ma è impossibile dire che abbiano colto di sorpresa, considerato lo scivolone di cui la professoressa dell’Artistico si rese protagonista tre anni fa, accostando in maniera piuttosto sgangherata omosessualità e pedofilia.

Argomentazioni ardite, tra le righe della quali si leggeva in maniera sufficientemente chiara una sorta di “sdoganamento” della pedofilia. Vogliamo essere buoni: non sarà forse stato questo l’obiettivo finale della Rosati, ma la cosa peggiore è che a quelle frasi non seguì mai una diversa presa di posizione della stessa, un distinguo, se non proprio una richiesta di scuse al mondo Lgbt. Peccato. Ma non è mai troppo tardi e solo i cretini non cambiano mai parere. 

La nomina ad assessore della Rosati - sull’opportunità della quale potremmo discutere giorni ma è ormai è andata - potrebbe però rappresentare l’occasione per riparare i guasti, con una opportuna presa di posizione, dichiarazioni diverse, una richiesta di incontro alla comunità omosessuale. Il tutto condito con una reale convinzione di quel che si sta facendo. Vedremo. Nel frattempo, legittime sono le proteste dei vari movimenti Lgbt, in primis quella del gruppo SiAmo Rieti, il cui capogruppo - Domenico Di Cesare - ha raccolto alle urne 320 preferenze, contro le 200 della professoressa Rosati.

Il nodo dello Sport. Cultura a parte, a far rumore è anche l’esclusione dell’ex sprinter azzurro Roberto Donati dalla rosa assessorile, con la delega alla Sport (che sembrava dover essere di diritto a lui assegnata, non solo per meriti sportivi ma anche per essersi positivamente speso per lo sport nella precedente consiliatura, da consigliere delegato) andata all’avvocato Chiara Mestichelli di Agire, sulle cui conoscenze in materia non siamo in grado di andare oltre la “scena muta”. Comprensibile la delusione dell’ex atleta che non si è risparmiato pungenti commenti: «Chi mi conosce - ha spiegato Donati - sa che sono una persona schietta e quel che è accaduto lo considero uno schiaffo all’intera città. Magari ho una concezione differente della politica ma ho sempre pensato, e continuo a pensarlo, che chi è chiamato ad amministrare deve farlo secondo le proprie competenze e al meglio delle proprie possibilità. Forse, sono stato illuso nel credere che le competenze e il merito di quanto fatto fossero il miglior biglietto di presentazione per queste elezioni». Due spine non da poco sul rettilineo di partenza della nuova giunta. 

Il dottore all'Ambiente. Come un bel punto interrogativo sono le deleghe riservate a Giuliano Sanesi - Sostenibilità ambientale, rinnovabili e agricoltura - lontane anni luce dalle sue peculiarità professionali di medico condotto. Dubbi, anche, sull’effettivo impegno temporale che il dottore saprà riversare nell’incarico. Nel 2022 un amministratore pubblico non può più limitarsi alle comparsate e in questo, la storia personale di Sanesi come amministratore non giova a suo favore. Per il momento ci fermiamo qui, consapevoli che i dubbi pesano più delle certezze sulla valutazione della rosa assessorile. Per il futuro della città, l’in bocca al lupo ai nuovi amministratori è comunque doveroso.

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