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Willy Monteiro, la sentenza alle 13. L'amico che l'ha visto morire: «Sono tutti colpevoli, meritano l'ergastolo»

Il giovane capoverdiano morì per difendere un amico: è diventato un simbolo di altruismo

Willy Monteiro, la sentenza alle 13. L'amico che l'ha visto morire: «Sono tutti colpevoli, meritano l'ergastolo»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 10:11 - Ultimo aggiornamento: 10:53

«Quella notte ero lì, al di là delle scuse e delle giustificazioni sulla poca illuminazione si vedeva bene tutto e ricordo bene, anche se cerco di rimuovere, che hanno infierito tutti e quattro sul mio amico». Lo dice Samuele Cenciarelli, testimone nel processo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte e amico del 21enne, ai giornalisti in aula dove è attesa la sentenza. «Ero con Willy quando lo hanno colpito - racconta - Quando ho visto il primo calcio ho provato a intervenire, ma sono stato respinto anche io con un calcio. Ora si stanno arrampicando sugli specchi, ma sono colpevoli tutti e quattro e per loro, senza distinzioni, mi auguro sia ergastolo». 

 I giudici della Corte di Assise di Frosinone sono entrati ora in camera di consiglio per decidere sulle richieste di condanna già avanzate dal pubblico ministero nei confronti dei fratelli Mario e Gabriele Bianchi (ergastolo), Mario Pincarelli e Francesco Belleggia (24 anni di reclusione) imputati nel processo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto la notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro. La sentenza è attesa dopo le 13. 

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LA DINAMICA

Colleferro, un ventunenne di Paliano, Willy Monteiro Duarte, esce con i suoi amici, è sabato sera, c’è voglia di divertirsi, di ridere e di scherzare. Poi però tra largo Oberdan e largo Santa Caterina, a pochi metri dal locale “Duedipicche”, arriva un Suv, un Q7, con a bordo quattro uomini, tra cui i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 28 e 26 anni, originari di Artena, che scendono e si dirigono verso quel ragazzo che pochi minuti prima aveva provato a sedare una rissa in cui erano rimasti coinvolti anche dei suoi compagni e a strappare dagli apprezzamenti sguaiati di alcuni amici dei Bianchi una coetanea. Willy verrà picchiato per questo: per essersi intromesso e morirà a seguito di quei colpi sferrati alla cieca in un lasso di tempo brevissimo. «Cinquanta secondi – argomenteranno i pm di Velletri - di sofferenza incredibile». L’esito dell’autopsia sarà devastante non solo per chi leggerà quel referto: spappolati il fegato, la milza, i polmoni e il cuore. I sanitari dell’istituto di Medicina legale del policlinico di Tor Vergata non hanno potuto stabilire quale trauma abbia determinato il decesso, talmente diverse e simultanee furono le emorragie interne. Violenza cieca e inaccettabile che pure i fratelli Bianchi, finiti a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, hanno nei mesi scorsi provato a giustificare, minimizzare, rimpallando colpe e responsabilità. Nel processo, iniziato il 10 giugno 2021, seppur con posizioni diverse, anche alcuni loro amici come Mario Pincarelli e Francesco Belleggia per i quali l’accusa ha chiesto una condanna a 24 anni.

 

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