Willy, Gabriele Bianchi: «Non l'ho toccato neanche con un dito». Il difensore: «Nessuno ha visto il pestaggio» La madre: «Mio figlio non si è ucciso da solo»

L'udienza in corso presso il tribunale di Frosinone. La sentenza rinviata al 14 luglio

Willy, Gabriele Bianchi: «Non l'ho toccato neanche con un dito». Il difensore: «Nessuno ha visto il pestaggio» La madre: «Mio figlio non si è ucciso da solo»
di Pierfederico Pernarella
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Giovedì 26 Maggio 2022, 10:34 - Ultimo aggiornamento: 15:44

«Non sono io il responsabile della morte di Willy. In passato posso aver commesso errori, ma vi prego di credermi che Willy non l'ho toccato con un dito».  Sono state le dichiarazioni spontanee di  Gabriele Bianchi ad aprire l'udienza di oggi 26 maggio, presso il tribunale di Frosinone,  per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne di Paliano ucciso a Colleferro la notte tra il 5 e il 6 settembre 2022. 

Gabriele Bianchi è imputato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi insieme al fratello Marco, Francesco Belleggia e Mario Pincarelli. Per i fratelli di Artena i pubblici ministeri hanno chiesto l'ergastolo, mentre per gli altri due sono stati chiesti 24 anni. 

«Sono un po' agitato, Willy e la sua famiglia meritano giustizia - ha  proseguito Gabriele trattenendo le lacrime - Mi auguro con tutto il cuore che dopo la sentenza i familiari trovino pace e serenità. Vorrei tornare a quella notte e cambiare tutto, il pm mi ha descritto come non sono. Non sarei stato in grado, anche volendo, di fare ciò di cui mi si accusa. Vi parlo con il cuore in mano, ho sempre detto la verità».

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Poi ha preso la parola la difesa dei fratelli di Artena rappresentata dall'avvocato Massimiliano Pica. Il legale ha puntato sulla confusione di quei momenti nei giardinetti di Colleferro che renderebbe incerte la validità delle testimonianze su cui si fonda la tesi dell'accusa: «Nessuno dei 25 testimoni oculari poteva vedere con chiarezza quanto successo la notte del pestaggio di Willy Monteiro Duarte».

Per il legale inoltre «al momento del pestaggio, era buio e nessuno era in grado di vedere con chiarezza quello che stava succedendo a causa della troppa gente presente». Pica, nel corso della sua arringa, ha mostrato una ricostruzione del luogo dell'aggressione con foto e diapositive. 

Secondo l'avvocato Pica «gli imputati avrebbero  pagato lo scotto di una pressione mediatica subita da tutti, da me per primo». Quindi, ha aggiunto, «si deve cercare di non lasciarsi condizionare, di vedere effettivamente quello che è accaduto. I testimoni sono stati sentiti dopo giorni, quando la tv dall'inizio ha definito colpevoli i fratelli Bianchi, senza mai usare il termine presunto».

Poi il legale si è soffermato sulla perizia medico-legale e la dinamica dei colpi: «Il professor Potenza, incaricato il
9 settembre dalla procura di Velletri di fare l'autopsia sul corpo di Willy, non ha mai parlato sulla sua perizia di un calcio anteriore ma di insufficienza cardio respiratoria. Gabriele non ha colpito Willy e Marco ha colpito un
punto che non ha portato alla morte del ragazzo». 

L'avvocato Pica, a conclusione dell'arringa, ha chiesto  l'assoluzione per entrambi gli imputati per non
aver commesso il fatto e in via subordinaria la derubricazione a omicidio preterintenzionale.

L'udienza di Willy arriva anche nel giorno della sentenza definitiva per la morte di un altro ragazzo vittima del branco: Emanuele Morganti. La Cassazione (leggi qui Emanuele Morganti, 20enne ucciso in una rissa. Respinti i ricorsi: per i tre imputati resta la pena a 14 anni) ha confermato la pena a 14 anni per omicidio preterintenzionale. Tra le due vicende c'è un legame secondo l'avvocato Loredana Mazzenga, difensore di Mario Pincarelli, che ha chiesto di  acquisire agli atti la sentenza della Cassazione letta questa notte per l'omicidio di Emanuele Morganti. 

Anche in quel caso i tre imputati erano accusati di omicidio volontario poi derubricato in omicidio preterintenzionale già in primo grado, proprio nel processo in corte d'assise a Frosinone.  L'intenzione della difesa Pincarelli è quella di dimostrare i punti di convergenza tra i due episodi nel tentativo di smontare l'accusa di omicidio volontario.

 La sentenza per l'omicidio di Willy è stata rinviata al 4 luglio prossimo.  In aula erano presenti anche i suoi genitori del cuoco di Paliano. «Io so solo che ho perso mio figlio e di sicuro non si è ucciso da solo, qualcuno è stato. Per il resto non c'è niente da commentare», ha detto Lucia Monteiro Duarte, madre di Willy, lasciando il tribunale di Frosinone, per commentare le dichiarazioni din Gabriele Bianchi. 

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