Il saluto di Federico Gatti: «Frosinone, le nostre strade s'incotreranno di nuovo»

Il saluto di Federico Gatti: «Frosinone, le nostre strade s'incotreranno di nuovo»
di Alessandro Biagi
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Martedì 17 Maggio 2022, 10:22 - Ultimo aggiornamento: 13:56

Mentre all'Allianz Stadium di Torino Giorgio Chiellini si apprestava ad entrare in campo con la fascia di capitano della Juventus per la sua ultima apparizione in bianconero, quello che da molti è indicato come uno dei più seri candidati a raccoglierne l'eredità, riceveva a Frosinone, dalle mani degli organizzatori, il Premio Maestrelli e rilasciava le sue ultime dichiarazioni da giocatore giallazzurro, prossimo ad indossare la maglia bianconera.

Federico Gatti, nonostante il parterre de roi di premiati di un evento, associato alla presentazione della Lazio Cup, che ha portato nel capoluogo grandi esponenti del mondo del calcio, è stato uno dei personaggi più attesi ed acclamati dalla platea.
Per lui, la prima domanda di uno dei presentatori, Jacopo Volpi, non poteva non vertere sul tema della serata che lega uno dei giocatori bianconeri più amati, al talento di Rivoli Torinese, oramai ex canarino.

Sei tu l'erede di Chiellini? «È un paragone troppo importante. In questo momento penso solo a me stesso» è stata la risposta del neo bianconero, che in quattro anni ha bruciato le tappe, passando dai campi di provincia del dilettantismo più puro, alla massima espressione calcistica nazionale.
«Penso a me, perché voglio ancora migliorare come calciatore. Questa è l'occasione più grande della mia vita e la voglio cogliere a fondo. A volte mi capita, la sera quando vado a letto, di pensare a questa cosa e mi sembra tutto così assurdo, ma è la verità ed è tutto bellissimo. Non voglio svegliarmi da questo sogno e voglio andare più in alto possibile, rimanendo sempre con i piedi per terra».

Un Gatti fresco reduce dalla esperienza a Frosinone e dalla delusione dei playoff sfumati all'ultimo. Ora lo attende la Serie A. Che differenze ci saranno? «Penso che la differenza sia tanta. Spero di poterla constatare sulla mia pelle per poterla giudicare» spiega l'ex centrale difensivo del Frosinone, augurandosi implicitamente di poter sperimentare al più presto questa differenza e rendersene conto sul campo.

E di Frosinone e del Frosinone cosa ha detto il giocatore divenuto in poche settimane l'idolo della tifoseria giallazzurra? «A Frosinone lascio un pezzo di cuore, perché mi ha dato opportunità enorme. Mi dispiace non essere andato ai playoff, un dispiacere che mi porterò a lungo, ma sono sicuro che in futuro le nostre strade si incroceranno di nuovo» sottolinea Gatti, facendo al Frosinone il più bell'augurio di scalare nuovamente la vetta della categoria per approdare nella massima serie.

Un giocatore che ha fatto fin da subito dell'umiltà il suo marchio di fabbrica» ed inizialmente di lui si parlava associando il suo impegno da giocatore a quello lavoratore nei mestieri più umili ed impegnativi, da muratore a montatore di serramenti. Poi il Frosinone ed ora la Juventus. Roba da far girare la testa anche al più freddo degli uomini.

«Ma io non cambierò mai, rimarrò sempre a quello che sono. Questo percorso mi ha aiutato ad essere la persona che sono oggi e ringrazio la mia famiglia per questo percorso», conclude Gatti sul palco, rendendo meriti a quella componente, nella fattispecie quella familiare, che lo ha forgiato anche caratterialmente, dandogli gli strumenti e la personalità per percorrere questo importante cammino. Ed ora, fatte le valigie e gli scatoloni dalla sua casa di via Fosse Ardeatine a Frosinone, cosa aspetta Federico Gatti. «Il mio paese e la mia famiglia - risponde a Il Messaggero -. Non vedo l'ora di riabbracciare la mia famiglia, riposarmi un po, per poi cominciare subito a prepararmi per la prossima stagione».

Ed anche l'approccio che Gatti avrà con la sua nuova esperienza in bianconero, la dice lunga sulla sua voglia di sfondare. «Inizierò la preparazione da solo, in anticipo rispetto al ritiro. Voglio prepararmi al meglio per farmi trovare pronto».
 

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