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Il mercato top del Frosinone, accordi e retroscena: dai tedeschi su Gatti alle sirene da A per Charpentier e Rohden

Il mercato top del Frosinone, accordi e retroscena: dai tedeschi su Gatti alle sirene da A per Charpentier e Rohden
di Stefano De Angelis
5 Minuti di Lettura
Giovedì 3 Febbraio 2022, 06:47 - Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio, 08:44

La cessione milionaria di Gatti alla Juventus, le altre uscite, gli innesti e le nuove scommesse nella speranza che i giovani neocanarini diventino talenti. Quelli che, sul piano analitico, appaiono come movimenti ordinari per un club calcistico, in realtà celano fatiche, diplomazie e retroscena. Trattative fatte di incontri, telefonate e mediazioni che, poi, giocoforza s’intrecciano con le volontà dei giocatori.

Man mano che il tempo stringe sale il ritmo e s’intensificano i contatti, proprio come in una partita. E se in campo, alla fine, c’è chi gioisce per una vittoria e chi piange per una sconfitta, dal tavolo delle negoziazioni tutti vogliono uscire pienamente soddisfatti o quasi per continuare a inseguire i propri obiettivi stagionali. C’è tutto questo dietro lo scoppiettante calciomercato invernale che, di fatto, per il Frosinone si è chiuso con una mini rivoluzione: tredici partenze, cinque ingaggi e, nel mezzo, un acquisto-cessione lampo con clausola di recompra.
A tracciare il bilancio è stato il direttore dell’area tecnica del club, Guido Angelozzi. Una disanima a tutto campo la sua, dopo un mese di lavoro intenso. E lo ha evidenziato in apertura: «Sono stanco. È stato un mese faticoso, l’ultima settimana durissima, ma abbiamo risolto tanti problemi. Ringrazio i miei collaboratori, i ragazzi che fanno parte della struttura del Frosinone e il presidente, che tutte le sere, tra le 23.30 e la mezzanotte, quando sto quasi per dormire, chiama per conoscere la situazione».

A calamitare i riflettori sulla società di patron Maurizio Stirpe e sulle mosse del direttore è stata l’operazione (complessivamente si aggirerebbe sui dieci milioni di euro) che ha portato a titolo definitivo il gioiello Federico Gatti alla Juve di Allegri: contratto fino al 2026 con il difensore 24enne che chiuderà la stagione, in prestito, con i Leoni. «Per far restare Gatti fino a giugno abbiamo perso tanti soldi. Il presidente ha preteso che rimanesse, era la sua condizione. È stato chiaro sin dall’inizio: il ragazzo non si deve muovere da Frosinone». Detto e fatto. «Ma non è stato facile - ha aggiunto Angelozzi -. Adesso siamo contenti e lo sono i nostri tifosi. Io, personalmente, lo avrei ceduto subito, ma lavoro in un club».

Sul difensore erano piombate altre due società di Serie A, tra cui il Toro. Non solo. «Nell’ultimo periodo tante squadre, anche straniere, erano interessate a lui: domenica scorsa è arrivata anche una email da un club tedesco importante che chiedeva condizioni e informazioni. Avevo tre trattative in piedi, alla fine la Juve è intervenuta con decisione e ce l’ha anche lasciato. C’era un club che sborsava molti più soldi e lo avrebbe preso subito». Anche il giocatore è felice di poter proseguire in terra ciociara: «Ho iniziato nel Frosinone e se c’è la possibilità di terminare qui la stagione sarei felice» aveva detto al direttore. Angelozzi, poi, ha sottolineato: «Quella di Gatti è una storia bellissima, che spero continui. È stato scoperto da noi ed è venuto qui con umiltà. È considerato uno dei più forti difensori d’Europa dopo i big. Il Frosinone, però, non è soltanto Gatti: lui è stato bravo a mettersi in evidenza, ma il merito è anche dell’allenatore Fabio Grosso e dei compagni di squadra».


SOGNI E OBIETTIVI
Ora il Frosinone, dopo i rinforzi di gennaio e con il pilastro Gatti ancora dentro, punta in alto e i tifosi sognano il terzo grande salto. Ma Angelozzi non si sbilancia: «Non parlerei di lotta per A, in queste 18 partite che mancano dobbiamo restare umili e concentrati. Poi tireremo le somme».
Tra i giocatori che si sono messi in luce ci sono gli attaccanti Zerbin e Charpentier, entrambi non di proprietà del Frosinone. Il primo è approdato in giallazzurro a titolo temporaneo: «Sicuramente tornerà al Napoli, ma aspettiamo di vedere cosa accadrà a giugno. Per il momento ce lo godiamo noi» ha detto Angelozzi. Il secondo è in prestito dal Genoa: «Noi - ha proseguito - eserciteremo il diritto di riscatto, ma il club ligure opterà per il controriscatto. Il Genoa voleva che rientrasse già ora perché per lui c’erano offerte da due club di A, ma il ragazzo ha scelto di finire l’annata con il Frosinone dicendo di trovarsi bene da noi. Diversamente avremmo dovuto trovare un altro attaccante e sarebbe stata dura. Anche Rohden (ieri è tornato a lavorare in gruppo, NdR), richiesto da due squadre di A, ha preferito restare. Mi piace che i ragazzi stiano bene qui, nell’arco dell’anno osservo tutto e al momento della trattativa tengo conto di queste cose. Per me conta anche la volontà dei ragazzi. I giocatori che vogliono andare via possono farlo. Tutti sono utili e nessuno è indispensabile».

Angelozzi ha anche esaltato le doti di Boloca, «è un giocatore straordinario, che sa ricoprire più ruoli», mentre sulla partenza di Maiello ha spiegato: «Mi ha detto che aveva l’opportunità di trasferirsi al Bari». In caso di promozione in B dei pugliesi, scatterebbe l’obbligo di riscatto da parte della società biancorossa. In chiusura il dirigente ha parlato di Tabanelli e D’Elia, non inseriti nella lista dei calciatori presentata dal Frosinone alla federazione: «È il lato dolente, che mi lascia dispiaciuto, di questa sessione di mercato. Tabanelli ha rifiutato quattro squadre di Lega pro, D’Elia una importante sempre nella stessa categoria. Da noi si allenano, ma non fanno parte della rosa della prima squadra».

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