Recovery Fund deve servire a costruire una impact economy anche in Italia, l'appello a Conte

Giovedì 3 Dicembre 2020
Recovery Fund deve servire a costruire una impact economy anche in Italia, l'appello a Conte

Economisti, accademici, studiosi di varia estrazione hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio per chiedere al governo un passo in avanti verso la costruzione di una “impact economy” anche in Italia, esattamente come accade in altri paesi. Usando i fondi in arrivo con il Recovery Fund si deve «orientare l’erogazione delle risorse finanziarie al raggiungimento di risultati sociali e ambientali, per esempio nel settore della sanità, dell’istruzione, della cultura e dello sport» diffondendo anche in Italia gli strumenti dell’impact investing, scommettendo ora più che mai sulla partnership pubblico-privato. 

A scrivere la lettera sono stati i vertici e il comitato scientifico di Social Impact Agenda per l’Italia, la rete italiana della impact economy, costituita da imprese sociali, aziende, investitori, fondazioni bancarie, università, enti di ricerca e cittadini, «impegnati a realizzare una nuova economia generatrice di valore sociale e ambientale, positivo e misurabile». Prima firmataria è Giovanna Melandri, presidente di SIA, insieme ai vice presidenti Stefano Granata e Massimo Lapucci e a Leonardo Becchetti, Mario Calderini, Enrico Giovannini, Mario La Torre, Francesca Medda, Mario Molteni, Roberto Randazzo, Veronica Vecchi, Paolo Venturi, Stefano Zamagni, che costituiscono il Comitato Scientifico di SIA. 

«La pandemia del Covid 19 – si legge nel testo - ha prodotto una nuova crisi globale, acuendo gravi e complessi problemi, tra i quali la povertà, le diseguaglianze, la violazione dei diritti umani e il collasso della biodiversità. Non è possibile tornare indietro a una normalità insostenibile, è urgente invece costruire una ripartenza ad impatto che impieghi responsabilmente ed efficacemente le risorse che stiamo prendendo in prestito dalle future generazioni».

La scommessa richiesta a Conte è «di incardinare già oggi una politica di investimenti di lungo periodo, che attraverso innovazioni radicali nella programmazione e negli strumenti di erogazione incida sui meccanismi di creazione e distribuzione del valore nella nostra economia (…) in linea con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sottoscritta dall’Italia nel 2015 e ora posta dall’Unione Europea al centro delle proprie politiche». 

 

Integrare la dimensione dell’impatto ambientale e sociale nella finanza pubblica e privata, per il gruppo di lavoro di Social Impact Agenda, significa accogliere le raccomandazioni del Global Steering Group for Impact Investment, rivolte ai Leader di G7 e G20, ai Ministri di Economia e Finanza e ai Governatori delle Banche Centrali. Oltre 700 leader globali hanno già sottoscritto la dichiarazione che indica la visione e la rotta per impiegare le energie positive della finanza a impatto sociale verso la risoluzione delle attuali sfide globali. Tra loro: Sir Ronald Cohen, Chair del Global Steering Group for Impact Investment, Darren Walker, Presidente della Ford Foundation, Emmanuel Faber, CEO Danone, il Cardinal Peter K.A. Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

La lettera-appello termina con cinque proposte: 1) introdurre incentivi per accelerare lo sviluppo della finanza ad impatto; 2) stabilire trasparenza anche alle aziende con meno di 500 addetti; 3) integrare la misurazione d’impatto ambientale e sociale nella programmazione dei nuovi fondi europei; 4) introdurre interventi legislativi prevedendo forme di fiscalità di vantaggio per i prodotti finanziari ad impatto sociale; 5) sostenere lo sviluppo di partnership tra pubblico e privato attraverso il disegno di Outcome Fund e Social Impact Bond che favoriscano processi di innovazione radicale, attraendo una finanza generativa e misurabile e valorizzando il potenziale trasformativo dell’impresa sociale nell’erogazione di servizi pubblici.

Ultimo aggiornamento: 20:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA