Viterbo, dalle intercettazioni della Dia su Contardo gli scontri interni nella Lega e al Comune

Viterbo, dalle intercettazioni della Dia su Contardo gli scontri interni nella Lega e al Comune
di Giorgio Renzetti
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Sabato 22 Maggio 2021, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 20:17

«Per l’aeroporto di Viterbo si è fermato tutto in quel modo, quattro spicci ci danno è basta». L’allora vicesindaco di Viterbo, Enrico Maria Contardo, è in auto con un dipendente della multinazionale della difesa e dei sistemi di comunicazione. Non sanno di essere intercettati dgli agenti della Dia (la Direzione investigativa antimafia), grazie a un trojan inserito sul telefonino, che indagano sui contatti tra il senatore e (l'allora) sottosegretario Armando Siri e l’imprenditore siciliano dell’energia eolica, Paolo Arata.

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Le trascrizioni di quei dialoghi, datati novembre 2018, parlano di soldi e cose da aggiustare. Ed è certo che hanno avuto strascichi nel partito di Contardo, la Lega, che gli ha tolto deleghe e ruolo. Tali da spiegare perché questi siano giorni molto agitati ai vertici del Comune di Viterbo, fino a chiedere: quanti sapevano dell’indagine? Premessa necessaria: queste intercettazioni non hanno avuto, a oggi, alcuna rilevanza giuridico-penale per Contardo. Ma fanno riflettere sulla condotta dell’attività amministrativa della città.

Torniamo al viaggio. Dalle 8,31 il vicesindaco è in missione ufficiale - tanto ufficiale che la loro auto è seguita da quella di un alto funzionario dello Stato - verso Firenze, Campi Bisenzio, per una visita alla Seles es (la ex officine Galileo). L’azienda potrebbe fornire alla polizia locale del capoluogo il sistema radio a standard Tetra, specifico per le forze dell’ordine. L’attenzione della Dia è sul dipendente della spa che sta facendo da tramite con Contardo per la fornitura. Il perché sarà noto solo nel dicembre scorso, quando la Procura di Roma chiederà il rinvio a giudizio per Siri per corruzione. Su cosa?

Il senatore avrebbe aggiustato con Arata (sospettato di aver avuto interessi con clan mafiosi) le norme per finanziare con fondi statali l’eolico, con ottimi ritorni in Sicilia. I pm romani però scoprono altro, nella stessa indagine: la traccia di una normativa di legge per finanziare il progetto per l’aeroporto di Viterbo. Misura che, con Siri e grazie a una “dazione” di 8 mila euro, coinvolge altre quattro persone (ancora Arata) tra cui il dipendente della spa, interessata a future commesse sullo scalo. Con queste ipotesi di reato per i cinque indagati arriverà poi la richiesta di rinvio a giudizio dalla Procura.

Ecco perché le antenne della Dia sono quel giorno anche sul vicesindaco di Viterbo. Che in auto ascolta e parla di tante cose. «In settimana vado a bussare agli “amici tuoi” eh? - dice l’interlocutore - ... a Siri!». Contardo replica: «Il 24 viene a Civita Castellana, se vuoi venì..». E l’altro: «Il 24 vabbè, allora ce vengo... gli abbiamo dato 8.000 euro!». Ma poco dopo, in autostrada, si arriva alle radio del Tetra per i vigili viterbesi (progetto poi non partito). «Allora l’impiccio del Tetra in poche parole - apre l’argomento il dirigente - praticamente è un funzionario solo che ci rompe i coglioni, no? Perché è uno sotto busta paga Telecom». Contardo: «Me l’hai detta tu sta storia ... qui per spicciarlo c’è un modo solo...». L’altro: «C’è un modo solo, che questo qui...», e arriva la chiusura dell’allora vicesindaco: «...lo famo trasferì!».

Ma quel giorno in auto si parlò ovviamente anche dell’aeroporto. Trascrizioni che hanno bisogno di altro spazio nelle prossime edizioni del giornale.

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