Pressing dei brasiliani per fare beato il vescovo “comunista” delle favelas, Dom Helder Camara

Pressing dei brasiliani per fare beato il vescovo comunista delle favelas, Dom Helder Camara
di Franca Giansoldati
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Martedì 16 Novembre 2021, 11:37

Città del Vaticano – Il nome di Helder Camara il vescovo 'rosso' delle favelas, amato dalle folle ma inviso ai vertici conservatori della Chiesa brasiliana (e vaticana) nei difficili anni Ottanta viene dato dai 'bookmaker' vaticani prossimo alla beatificazione. In particolare diversi siti cattolici (e ben informati) del Brasile tra cui www.domtotal.com sono sicuri che il sinodo sulla sinodalità che è stato aperto da poco da Papa Francesco culminerà con l'onore degli altari di Camara.

Pensare che in curia, solo vent'anni fa, il suo nome veniva pronunciato raramente e sottovoce e, naturalmente con un certo imbarazzo poiché era uno degli ispiratori della Teologia della Liberazione.  Camara dava voce ai poveri, agli ultimi, a quelli che non avevano diritti nel Brasile dei grandi latifondisti, del capitalismo selvaggio, della dittatura. Per molti vescovi brasiliani è stato il precursore della linea di Papa Bergoglio, e sarebbe ora se venisse fatto santo anche perchè Papa Francesco è un suo grande estimatore. 

Nel frattempo la Scuola di Diritto Dom Helder ha promosso una petizione per accelerare la beatificazione di Dom Helder. Un po' come accadde con suor Dulce Pontes (candidata al Nobel della pace nel 1988) canonizzata all'apertura del Sinodo dell'Amazzonia, nell'ottobre 2019. Il Papa sottolineò durante la cerimonia che  veniva dato spazio a «una chiesa povera per i poveri». 

«Coloro che diffamano Dom Helder – scrive Mirti Medeiros su DomTotal - vogliono oscurare la sua importanza per la Chiesa brasiliana in un periodo travagliato della storia del paese. Più che combattere la dittatura, era un portavoce dei meno favoriti. Il 'San Francesco d'Assisi della Terra della Santa Croce', come alcuni continuano a chiamarlo».

Dom Helder è stato uno dei grandi protagonisti del Concilio Vaticano II. Era molto rispettato da Paolo VI - che lo nominò vescovo - e anche da Giovanni Paolo II. Nella sua visita in Brasile nel 1980, Papa Wojtyla, nel salutarlo, lo chiamò «fratello dei poveri e mio fratello». 

Nell'agosto di quest'anno, il vice-postulatore della causa, frate Jociel Gomes, ha confermato che tutto il materiale è stato inviato per plico diplomatico attraverso la nunziatura apostolica in Brasile. «Ora dobbiamo aspettare. Se viene beatificato, una ragione in più per aggiungere questo Sinodo alla lista degli eventi storici».

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