CORONAVIRUS

Scuola, contro il virus più accessi
e più autobus con più di mille studenti

Martedì 1 Settembre 2020 di Remo Gasperini
Una lezione distanziata

PERUGIA Molte scuole superiori hanno già deciso: grazie alla possibilità di aprire diversi punti di accesso per gli studenti, per esempio il Campus Da Vinci di Umbertide ne ha dieci mentre il Volta di Perugia ne attiverà 5, non hanno necessità di scaglionamenti nell’orario di entrata. Una situazione che, sentite anche le ultimissime informazioni sull’accordo tra governo e regioni che prevede un utilizzo dei mezzi di trasporto all’80% della capienza, indirizza il servizio scolastico verso un aumento degli autobus piuttosto che delle corse in orari diversi. In Umbria il problema è stato tenuto in standby in attesa della parola definitiva del governo, ma sia l’assessore alla istruzione Paola Agabiti che quello ai trasporti Melasecche hanno già assicurato che la Regione avrebbe «garantito il mantenimento degli orari di ingresso e di uscita abituali, salvo evidentemente specifiche richieste che dovessero pervenire» e che inoltre la Regione si sarebbe fatta carico «dell’inevitabile aumento dei costi, dovuto essenzialmente all’aumento delle corse necessarie per garantire il distanziamento e il trasporto in sicurezza degli studenti». Ora è il momento dell’attuazione perché con l’utilizzo dei bus all’80% della capienza, soprattutto a Perugia dove ci sono sei scuole superiori oltre i mille studenti (nell’ordine Volta, Galilei, Alessi, Pieralli, Cavour-Marconi, Itas G. Bruno), e a Terni dove sono over mille due (lo scientifico Galilei e l’Angeloni), i mezzi in qualche caso andranno aumentati di un terzo ma in altri andranno raddoppiati. Per capirci, se un pullman prima poteva trasportare 54 studenti, ora ne potrà far salire 43 e per gli stessi ragazzi trasportati di pullman ne serviranno due. Non meno complesso il trasporto scolastico dei più giovani (infanzia, elementari e medie) dove operano gli scuolabus di aziende private che hanno le concessioni; i mezzi sono più piccoli e che anche per due ragazzi in più potrebbero servire sdoppiamenti.
Tornando al trasporto dei più grandi, l’accordo nazionale, che viene descritto come «faticosamente raggiunto», potrebbe comunque avere qualche buco nelle aree dove c’è transito di studenti da una regione all’altra. Il motivo potrebbe essere economico perché l’aumento di mezzi, che vuol dire anche aumento di personale, porta all’aumento dei costi e una regione per mandare gli studenti fuori mette l’altolà. E sul piatto è servito il caso Marche da dove arrivano studenti in particolare per quattro scuole umbre: il Cassata Gattapone e il Mazzatinti di Gubbio, il Patrizi – Baldelli - Cavallotti e il Franchetti Salviani di città di Castello. Queste scuole si sono viste recapitare dall’azienda di trasporto marchigiana Adriabus una lettera di questo tenore: «In considerazione dell’attuale dimezzamento della capacità di carico imposto dalle misure anti Coivid-19, con la presente si comunica che, al pari delle misure che si stanno approntando nella Regione Marche, saremo in grado di garantire il 50% del numero dei passeggeri trasportati rispetto agli standard classici degli anni passati». Cosa succederà con l’accordo all’80% dei posti: nel caso i mezzi non bastassero ugualmente, sarebbe possibile per questi ragazzi marchigiani continuare a frequentare le scuole umbre di confine? 

Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 07:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA