US Open, Thiem batte Zverev e vince il suo primo slam

Lunedì 14 Settembre 2020

«La mia carriera è come questa finale: tanti alti e bassi, ma sono felice di come sia andata». Il tennista austriaco Dominic Tiem (n. 3 del mondo) ha descritto così il senso della sua vittoria agli Us Open, la prima in un grande Slam, dove ha battuto in rimonta il tedesco Sacha Zverev 2-6 4-6 6-4 6-3 7-6(8-6). Nessuno aveva mai recuperato due set nella finale a Flushing Meadows. Un successo atteso per il 27enne, eterna grande promessa del tennis mondiale. I pronostici lo davano vincente contro il suo amico di origini russe: nei precedenti nove match, aveva infatti prevalso 7 volte. Sul campo centrale dell'impianto di New York è andata in scena l'ottava vittoria, in un contesto surreale, senza pubblico, senza entusiasmo, senza festa alcuna, che non fosse quella finale fatta più di sorrisi che altro, del vincitore, nell'assordante silenzio dell'Arthur Ashe Stadium.

Thiem ha vinto gli Us Open al termine di una partita epica, peraltro cominciata malissimo per lui. È infatti andato sotto di due set, e già il rivale cominciava ad assaporare il gusto della vittoria. Ma proprio a un passo dal ko, Thiem si è svegliato ed è cominciata un'altra gara, una rimonta straordinaria, con botta e riposta di grande effetto, condita anche da servizi rubati a vicenda e giocate spettacolari, peccato non ci fosse il pubblico. Una maratona di quattro ore, al termine della quale i due sembravano pugili stanchi delle botte prese e date; stremati dalla fatica, rincorrevano ogni palla con le residue energie, dando l'impressione di poter crollare da un momento all'altro; è finita al tie-break col cuore in gola, con la paura di commettere l'errore decisivo. Ed è stato proprio un errore di rovescio del tedesco a consegnare il titolo a Thiem, che ha festeggiato stendendosi a terra per guardare il cielo, mentre il delusissimo Zverev ha trattenuto a stento le lacrime che poi invece non tratterà più durante la premiazione.

Ha prevalso la forza e l'esperienza, forse anche la maggiore freschezza fisica di Thiem; Zverev aveva sulle gambe ancora il peso delle oltre 4 ore di semifinale con Carreno Busta. «Nel match ho sentito una forte pressione, ho vissuto emozioni intense. Fisicamente è stata durissima. Le ultime settimane non sono state facili, né fisicamente né mentalmente» ha commentato il primo campione Slam nato negli anni Novanta. Una indimenticabile edizione, questi Us Open 2020 in era di pandemia. Assenti dal campo i mostri sacri Roger Federer (39 anni) e Rafa Nadal (34), e con l'attuale numero uno del mondo Novak Djokovic (33 anni) squalificato per un gesto poco sportivo, la scena di Flushing Meadows è stata tutta di Thiem, che con il trionfo di questa notte diventa il 150ø campione Slam, il 55ø allo US Open, ma soprattutto con questa vittoria apre a una possibile svolta per la sua carriera finora costellata di tanti successi in tornei Atp ma anche di finali e semifinali perse nei tornei del Grande Slam. Il tennis mondiale da tempo aspetta gli eredi del trio favoloso che, non foss'altro per ragioni anagrafiche, non è destinato a restare a lungo in sella, l'austriaco da oggi è un credibile candidato.

Ultimo aggiornamento: 13:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA