Il Sassuolo batte la Spal 3-0 nel segno di Caputo

Domenica 22 Settembre 2019 di Vanni Zagnoli
Sassuolo-Spal è un po’ come Roma-Sassuolo, ma al contrario. Tre a zero per i modenesi in 50’ e dominio notevole, con miriadi di occasioni. De Zerbi al Mapei non sbaglia più la scorsa stagione era rimasto senza vincere per un girone, Ferrara non gioca male, ha diminuito il contenimento e proprio per questo, forse, è più vulnerabile.

Ritmo alto, dall’inizio, si viaggia molto palla a terra, la squadra di Leonardo Semplici batte 4 corner in 8’, i neroverdi sono cauti per la quaterna sulla ruota dell’Olimpico. Obiang imbecca Caputo, a sinistra, la conclusione è contrata. Si calcia tanto e non a sproposito, nel derby emiliano i ceramici non vogliono essere inferiori, come numero di angoli: fanno la partita, cum iudicio. Si fanno vedere Strefezza, Missiroli e Di Francesco, fra gli spallini, mentre D’Alessandro esce per distorsione al ginocchio. Su ribaltamento di fronte repentino, Defrel imbecca Caputo, palo e gol. Peluso effettua la sua solita scivolata insidiosa, in area, Petagna cade vicino alla linea, dopo il silent check Mariani dà il corner. L’ex Federico Di Francesco manca il pari in pallonetto, un rimpallo di Tomovic su Berardi rischia il raddoppio. Arriva nel recupero, Berardi di petto assesta il pallone all’indietro per Caputo, il sinistro di controbalzo testimonia come il bomber che ha un’azienda di birra sia l’attaccante ideale per la gran mole di gioco dezerbiana. Mai il patron Squinzi ha avuto un centravanti così prolifico e indisioso, al di là della mancanza di stazza.

Il tris alla ripresa, Berardi recupera e in spaccata calcia addosso a Berisha, rimpallo verso Duncan che insacca in diagonale: fuorigioco sul campo, non per il Var. Anche un palo, per Caputo, poi opportunità per l’ex Kurtic e per Ferrari, mentre Murgia si fa respingere in tuffo sulla linea da Consigli. Dez chiude con il 4-3-1 (Locatelli)-2. La Spal si aggiudica unicamente il derby del tifo, con oltre un migliaio felici di fare 100 chilometri e passa, i più vestiti di azzurro. Cantano sino alla fine, mentre la Spal giochicchia: potevano esserci 1-2 di margine, ecco, anzichè 3, ma forse ha ragione il patron Colombarini a volere solo la salvezza. Un anno fa, per la verità, sperava in un futuro da Europa.

Il presente è di un Sassuolo con 5 italiani in campo, la Spal ne ha 6, sono fra le squadre più italiane della serie A anche soltanto per questo meritano un plauso. Il 3-1 è di Murgia, su azione Kurtic e Petagna, in fuorigioco: al Var è lungo da decrittare, 6’ e annullato. Si chiude con il coro spallino (giganteggia sempre l’effigie di Federico Aldrovandi) contro la Reggiana, applaudono anche i sostenitori di casa. Uniti contro chi mercoledì festeggerà i 100 anni, ma in serie C e da ripescata.

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  Ultimo aggiornamento: 14:42


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