Delirio Italia, batte la Spagna ai rigori e vola in finale di Euro 2020: domenica l'Inghilterra o la Danimarca

Delirio Italia, batte la Spagna ai rigori e vola in finale di Euro 2020: domenica l'Inghilterra o la Danimarca
di Ugo Trani
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Mercoledì 7 Luglio 2021, 07:13 - Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 10:37

dal nostro inviato
LONDRA L'Italia è infinita e va a dama. Decisivi i rigori nella sfida emozionante e coinvolgente contro la Spagna (5-3). Jorginho, dopo la parata di Donnarumma su Morata, firma quello della promozione. Da cecchino: 6 su 6 con la Nazionale. Che domenica sarà ancora qui, a Wembley. Dovrà giocarsi la finale dell'Europeo, la sua quarta in questa competizione. Ha vinto solo quella del 68, contro la Jugoslavia a Roma, perdendo nel 2000 contro la Francia a Rotterdam e nel 2012 proprio contro le Furie Rosse a Kiev. Stasera conoscerà l'avversaria che sarà inedita e uscirà dall'altra semifinale: l'Inghilterra che gioca in casa o la Danimarca senza Eriksen.

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FALSO NOVE
Meno gioco e più umiltà. La superiorità nel possesso palla è loro, gli azzurri però corrono e fanno 2 chilometri in più. Mancini è insomma concreto e semplice nella notte londinese. E festeggia, senza inventarsi niente: Emerson per Spinazzola, uscito a Monaco dall'Europeo.

Italia-Spagna, vittoria ai rigori

Luis Enrique, invece, passa per il turnover. Minimo, con tre cambi dopo il successo ai rigori contro la Svizzera, ma significativo: al centro della difesa Garcia per Pau Torres e nel tridente Dani Olmo per Morata e Oyarzabal per l'infortunato Sarabia. Due delle tre novità servono per correggere l'attacco che si presenta a Wembley come il più efficace del torneo: 12 gol, diventeranno 13. Dani Olmo fa il centravanti mascherato. Cioè entra di diritto nel tiki taka con il compito di favorire l'inserimento di Koke e Pedri, i trapezisti del centrocampo, e di accendere la giostra su cui salgono Oyarzabal e Ferran Torres. La linea davanti a Donnarumma non ha insomma punti di riferimento. Oyarzabal sta per approfittare subito della tela sistemata in avanti da Lucho, ma non si gira dal lato giusto per concludere. Proprio Dani Olmo, invece, irrompe in area e spaventa l'Italia: bravo Donnarumma a distendersi.

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La Spagna non si limita al tiki taka. Luis Enrique alza il baricentro più del previsto. L'Italia subisce la sorpresa. Koke si dedica a Jorgino. La risposta di Mancini: Barella va a infastidire Busquets, più tardi toccherà a Immobile. Bonucci organizza da dietro, ma non trova i compagni che non riescono a ripetersi nel comportamento. Manca il dominio della partita o semplicemente il controllo della stessa. Fino all'intervallo è la prestazione meno convincente dell'Europeo, anche se alla fine del 1° tempo Insigne chiama al tiro Emerson che scheggia la traversa.


PERCORSO INEDITO
Meglio la ripresa. Anche come intensità. Manca la precisione nel palleggio, eppure l'Italia ha la forza di rientrare in partita. È più compatta e meno timida. A sinistra Insigne riparte con continuità. L'asse con Verratti funziona. Busquets calcia alto. Risponde Chiesa: blocca Simon. Adesso l'interpretazione degli azzurri sembra fatta su misura per replicare al palleggio della Spagna. Verticalizzazioni, scegliendo le corsie. E con tre passaggi, ecco il vantaggio. Donnarumma con le mani per Verratti che allarga per Insigne. Da sinistra il lancio per Immobile, anticipato da Laporte al limite dell'area. Lì piomba Chiesa. Destro a giro per esultare. Interviene subito Luis Enrique: Morata per Ferran Torres. La mossa pagherà. Mancini, invece, fa uscire Immobile: spazio a Berardi. Chiesa passa a sinistra, Insigne fa il falso nove come Olmo. Oyarzabal di testa spreca la palla del pari.

 

La Spagna cambia ancora: Rodri per Koke e Gerard Moreno per Oyarzabal. La stanchezza penalizza l'Italia, corretta per il finale: Toloi per Emerson, con Di Lorenzo a sinistra, e Pessina per Verratti. Olmo inventa e imbuca, Morata lascia il segno: parità. Fuori anche Barella e Insigne, tocca a Locatelli e Belotti per i supplementari. Nel primo è assedio delle Fuire Rosse: bravo Donnarumma su Morata. Nel secondo è gestione, aspettando il trionfo. E il 33° risultato utile di fila.
 

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