Champions League, Tuchel alla vigilia della finale: «Giocheremo con coraggio. Pep un vincente»

Champions League, Tuchel alla vigilia della finale: «Giocheremo con coraggio. Pep un vincente»
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Venerdì 28 Maggio 2021, 19:07 - Ultimo aggiornamento: 19:55

Vigilia della finale di Champions League anche in casa Chelsea, che si affaccia alla partita dopo aver conquistato serenamente il terzo posto in classifica in Premier League. È domani però che si gioca la partita dell'anno, contro i rivali inglesi del Manchester City di Pep Guardiola, che nell'ultimo scontro diretto di campionato inglese è stato battuto dall'11 di Thomas Tuchel, che domani sarà alla seconda finale consecutiva nella massima competizione europea.

VIGILIA - «Siamo molto concentrati. Sento che abbiamo fiducia, che è un buon sentimento per arrivare ad una finale. Ci siamo allenati due vole a Londra ieri, e oggi è l'ultimo allenamento per rifinire gli ultimi particolari e per trovare confidenza con lo stadio e prepararci al meglio all'incontro di domani»

BATTAGLIA TATTICA CON GUARDIOLA - «La partita è molto più di questo. Non è io contro lui, non è un match di tennis. Pep preparerà il suo team, io il mio. e noi È noi contro oro. Sappiamo quanto dovremo soffrire, e sappiamo con quanto coraggio dobbiamo affrontare alcune parti del match. È sempre difficile giocare contro il Manchester City e contro le squadre di Pep, che vince da sempre e impone sempre una mentalità vincente alle sue squadre. C'è un grande gap tra noi e loro, ma noi lo abbiamo ridotto già in altre occasioni e proveremo a farlo di nuovo.

FUTURO DEL CALCIO INGLESE - «Il calcio è cambiato in generale, è più tecnico e più veloce. Tutti i giocatori devono fare tutto, gli attaccanti devono anche difendere  e aiutare i centrocampisti e i difensori, in più devono essere coraggiosi e in grado di coprire spazi più ampi. Sono cmabiati anche i giocatori di conseguenza. ci sono tanti talenti e ho la fortuna di averne alcuni giovani che hanno una grande mentalità e che possono fare la differenza».

PREPARAZIONE DELLA PARTITA - «È la nostra routine avere sessioni tattiche per la difesa e per l'attacco. Siamo a conoscenza che nel calcio  hai sempre la possibilità di colmare il gap con i tuoi avversari, essendo coraggioso e giocando insieme, utilizzando le tue qualità e facendo il massimo possibile in ogni singolo minuto attarverso la cura dei dettagli».

INFORTUNI - «Buone notizie dall'infermeria, ci saranno sia Mendy sia Kantè»

EVENTUALITA' RIGORI - «Li alleniamo sempre, soprattutto prima di questi match. Non possiamo simulare la pressione e la fatica che ci potranno essere però, quindi vediamo cosa succederà. Abbiamo già identificato chi sono i ragazzi che eventualmente li tireranno, ma non sappiamo chi sarà in campo quando e se ci saranno da tirare».

ESPERIENZA NELLE FINALI - «Il Chelsea è una squadra diversa, e ho dei giocatori diversi. Se fossi giocatore potrebbe aiutarmi. L'esperienza sicuramente è cruciale quando alleni, e di sicuro impariamo dalle sconfitta. Ma la Champions League dell'anno scorso fu un tornero differente, a eliminazione diretta e di soli tre match in pochi giorni. Noi quest'anno abbiamo fatto tanta strada per essere qui, Frank [Lampard] ha fatto dei grandi gironi, e adesso vogliamo fare l'ultimo step per vincere il trofeo».

L'IMPREVEDIBILE PEP E IL RITORNO IN TERRA LUSITANA - «Non so cosa farà, non posso essere nella sua testa e non so cosa succederà domani. Posso solo sperimentare un numero alto di situazioni che possono succedere domani, ma la cosa importante è che spingerò i miei ragazzi ad essere coraggiosi, ad attaccare in maniera aggressiva e li guiderò a dare il massimo in ogni situazione di gioco. Sono felice di rigiocare la finale, ho delle buone memorie in Portogallo, e in più giocheremo in una grande stadio dove avrò la mia famiglia a vedermi, che è ciò di cui vado più fiero».

MOTIVAZIONI E TENSIONE - «Non è una settimana normale, è inutile nascondersi. Tutti si sentono in maniera diversa, ma arriviamo qui come una squadra. È molto eccitante ma è anche una settimana molto stancante. Oggi abbiamo avuto dei buoni momenti di relax nell'hotel anche per "respirare un po'". La tensione si sta costruendo naturalmente, non vogliamo arrivare a domani né sovraeccitati né sottoeccitati. Sicuramente saremo un po' nervosi, ma possiamo usare questo nervosismo come un boost per dare di più. Bisogna solo accettarla e gestirla, ed essere in campo quello che siamo, facendo ciò che sappiamo fare».

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