America’s Cup, countdown per il debutto di Luna Rossa

Lunedì 30 Settembre 2019 di Francesca Lodigiani
La 36° America’s Cup entra nel vivo visibile. Sono più di due anni che progettisti, scienziati, tecnici, visionari, avvocati, esperti, lavorano e incrociano idee e fioretti. Ma per il normo – velista, l’appassionato che partecipa ai campionati invernali, magari a qualche Giraglia, o corre in deriva in regate sulle boe, finché non si materializza il mezzo navigante, tutto è sicuramente intrigante, ma alla fine resta remoto e inafferrabile. Specie in questa edizione ad alto tasso tecnologico in cui si corre con barche inventate a tavolino, mai esistite prima. Mercoledì però a Cagliari, dopo un paio di rinvii (prima si parlava di 26 agosto, poi di 9 settembre) viene varata Luna Rossa. Il primo AC 75 targato PP, Prada Pirelli. 
L’ATTESO INEDITO
Un oggetto di 23 metri, con un albero alto 26.5, una grande vela non più rigida, ma a doppia pelle, un peso di circa 6.5 tonnellate – superleggera rispetto a barche di pari dimensioni – che si alza grazie a due bracci mobili laterali, azionati con sistemi idraulici, alle cui estremità sono installati i foils che permettono il volo. Uno scafo volante, che si dice possa raggiungere i 50 nodi, portato da 11 uomini di equipaggio vestiti stile astronauti/piloti di Formula 1, con tanto di casco e ossigeno. Quest’ultimo per evitare quel che successe al velista di Artemis a San Francisco che in una scuffia morì intrappolato sotto il catamarano rovesciato. E’ previsto, come ai tempi dei monoscafi tradizionali che si affrontavano a Auckland e Valencia nel primo decennio degli anni 2000, la possibilità di portare un ospite a bordo, Mr number 12, che oltre a un certo peso dovrà esser dotato di parecchio coraggio, vista la reattività e velocità del mezzo. 
Ad oggi la 36° America’s Cup presented by Prada, in programma a Auckland a marzo 2021, ha come sicuri protagonisti il Defender Emirates Team New Zealand e i tre Challenger Luna Rossa, con i colori del Circolo Vela Sicilia, American Magic con quelli del New York Yacht Club e Ineos Team UK del Royal Yacht Squadron. Non ha ancora dato forfait un secondo consorzio statunitense, Stars and Stripes, ma pochi credono che ce la farà. Il primo a varare il suo “Te Aihe”, Il Defino in lingua maori, è stato il Defender il 4 settembre. Poi è andato in acqua American Magic. Mercoledì il team italiano e un paio di giorni dopo quello inglese la cui anima è Sir Ben Ainsle, star olimpica e protagonista del famoso “come back” nel 2013 a San Francisco quando con casacca americana riuscì a far ribaltare la quasi sconfitta di Oracle da 1 a 8 a 9 a 8. Dalle foto apparse, gli scafi dei primi due a varare sono parecchio diversi. Ora l’attenzione, e il lavoro delle spie, è puntata su Luna Rossa. Velocità, stabilità, manovrabilità. L’equilibrio tra questi tre fattori saranno le chiavi principali di questa sfida tra titani, tra le più tecnologiche dei 168 anni di storia della Coppa. Ultimo aggiornamento: 17:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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