Ballando con le stelle, si scontrano in tribunale i due big del televoto

Milly Carlucci
di Michela Allegri e Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Martedì 31 Marzo 2015, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 10:06

Liti giudiziarie ai tempi del televoto. Quando in gioco ci sono centinaia di migliaia di euro, i colossi che per anni hanno gestito le telefonate degli italiani per premiare i personaggi in gara dal ”Festival di Sanremo”, al ”Grande Fratello” passando per ”Ballando con le stelle”, non si sono tirate indietro nello sfidarsi in un'aula del tribunale monocratico di Roma.

La società Zeng ha infatti accusato la rivale Amuser di aver trattenuto 190.000 euro dagli incassi per la gestione del televoto di una delle edizioni del fortunato programma Rai di Milly Carlucci, ”Ballando con le stelle”. Così sul banco degli imputati sono finiti due ingegneri, Stefano Bruscolini e Pierluigi Zambaldo, il primo in qualità di legale rappresentate della Amuser e l'altro di componente della società, entrambi legati dalla stessa accusa di appropriazione indebita che, come recita il capo di imputazione firmato dal pm Giuseppe Cascini, ammonta per l'esattezza a 198.770 mila euro. Un bel gruzzoletto che l'Amuser, però, è convinta di non dover restituire.

«Nessuna appropriazione indebita, quella somma ci spettava contrattualmente». Questa la linea difensiva in aula davanti al pm Mario Pesci e al giudice monocratico che si stanno occupando della delicata questione.

Secondo l'Amuser infatti non esiste alcun «mandato all'incasso» della Zeng. Anzi, sostiene di aver raggiunto un accordo direttamente con l'operatore Vodafone «per conto proprio» acquistando la proprietà della somma, con l'ovvia conclusione che le pretese dell'altra società si reggerebbero sul nulla.

LA SFIDA

Con una denuncia indirizzata nel 2009 alla procura di Roma, la Zen aveva lamentato l'inadempimento dell'obbligazione di pagamento da parte di Amuser dei 190.000 euro che le sarebbero dovuti, a suo dire, a fronte delle attività svolte in favore della Rai in esecuzione del contratto relativo alla raccolta del televoto per la trasmissione televisiva ”Ballando con le stelle”. In particolare la società Zeng era convinta che l'Amuser, sulla base di un mandato all'incasso, avrebbe riscosso per conto della Zeng quanto dovuto dagli operatori e avrebbe omesso di riversare i compensi risultanti dal relativo rendiconto contabile appropriandosi così della relativa somma.

Chi ha ragione si saprà a breve, con la sentenza, anche se di primo grado. E' la prima volta che emergono beghe interne ai colossi del televoto che portano gli italiani da casa ad essere i padroni della tv con un semplice sms o telefonata. Se fino ad oggi erano sorti solo dubbi sulla gestione del televoto (su cui però non sono mai state provate operazioni ”pilotate”), ora si è passati ai contrasti per gli incassi.