Nessuna bugia, solo sorprese: al Gemelli è arrivato Pinocchio

Da sinistra, Giorgio Meneschincheri, Marco Elefanti, Matteo Garrone, Federico Ielapi, Eugenio Mercuri e Martina Morra
di Barbara Carbone
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Sabato 1 Febbraio 2020, 12:50

La magia di Pinocchio è arrivata al Gemelli. Ieri, nella sala Medicinema del Policlinico Universitario è stata proiettata l’ultima pellicola di Matteo Garrone dedicata al capolavoro di Carlo Collodi che, dopo quasi 150 anni, continua a far sognare adulti e bambini. Una favola, quella raccontata dal regista, che sceglie come timbro del racconto l’incanto e resta fedele al libro di Collodi con amore, devozione e rispetto. In sala, a raccontare curiosità e retroscena della lavorazione del film con Garrone anche il piccolo protagonista, Federico Ielapi. Ad accoglierli, il Direttore Generale del nosocomio Marco Elefanti e il Direttore del Dipartimento Salute della Donna, Eugenio Mercuri.
«La grande sfida nel realizzare un progetto così ambizioso – ha spiegato Matteo Garrone - è sorprendere il pubblico dopo il capolavoro di Luigi Comencini. Rileggendo il testo originale di Collodi ho capito che proprio rimanendo fedeli alla storia autentica si poteva essere originali».  Ma perché Pinocchio non voleva mai andare a scuola? Ha chiesto la piccola Benedetta in cura al Gemelli. «Forse perché voleva esplorare il mondo – ha risposto Federico Ielapi – Ma la scuola non è brutta, ti insegna delle cose che da solo non potresti imparare». Medicinema offre ai pazienti e ai loro familiari una parentesi di evasione. Mette in pratica la terapia del sollievo che è la vera essenza di quella umanizzazione ospedaliera che il nosocomio romano persegue con successo da anni. Sorridere fa bene alla salute e, la gioia dei piccoli ricoverati, ne è la prova.  

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