VIRGINIA RAGGI

Campidoglio, prove di scissione: 5 grillini guardano a Fioramonti

Sabato 11 Gennaio 2020 di Simone Canettieri
Campidoglio, prove di scissione: 5 grillini guardano a Fioramonti

Cinque consiglieri comunali. Quanti bastano per «condizionare l'azione di Virginia Raggi fino alla fine del mandato». Una scissione dai tempi non brevissimi di cui però già se ne parla, e molto, nei corridoi del Campidoglio e nelle riunioni ristrette. I timori della sindaca (e di chi le sta vicino) sono esplosi nelle ultime 24-48 ore. «Ma forse una scossa potrebbe anche farci bene».

Il segnale è arrivato dalla Camera con l'uscita dal M5S di Massimiliano De Toma verso il nascituro gruppo Eco di Lorenzo Fioramonti. In apparenza una dinamica nazionale che ruota intorno alla crisi del Movimento e della leadership di Luigi Di Maio. Ma non è così.

IL PROGETTO
Perché se il progetto dell'ex ministro andrà in porto - il debutto è previsto a febbraio - ci potrebbe essere una ripercussione in Aula Giulio Cesare in una seconda fase, in primavera. De Toma d'altronde per il M5S romano non è un deputato qualsiasi e vanta in Comune un rapporto a dir poco privilegiato con un esponente grillino di primissimo piano: Marcello De Vito. Il presidente del consiglio comunale, ritornato stoicamente in sella dopo i guai giudiziari, è molto legato al parlamentare scissionista (l'unico ad andarlo a trovare in carcere, insieme a Emilio Carelli).
D'altronde fu proprio Marcellone a indicare De Toma a Di Maio per un collegio uninominale blindato nel 2018. «E ora vuole prendersi la sua vendetta nei confronti del M5S e di Raggi creando prima o poi un nuovo gruppo in consiglio comunale», raccontano i fedelissimi della sindaca, con le antenne più dritte che mai.

IL RITORNO
Da quando De Vito è tornato in consiglio comunale è un oggetto misterioso: un po' tutti provano a interpretare i famosi silenzi e le espressioni da «sfinge» che da sempre lo contraddistinguono. Ora più che mai. Lui, tanto per non smentirsi, non commenta qualsiasi tipo di ipotesi. Anzi, pensa solo a uscire «pulito» dalla vicenda giudiziaria che lo riguarda. Tecnicamente per il M5S è sospeso in attesa del processo. Nel dubbio, da quando è rientrato in Campidoglio, ha chiesto di non far parte di nessuna chat grillina. Un passaggio che ieri in molti rimarcavano con tanti strati di sospetto. Una vita politica da separato in casa che va avanti a colpi di regolamenti da far rispettare all'Aula.

LA LISTA
In queste ore diversi consiglieri filo-Raggi si sono andati a rivedere l'intervista esclusiva che De Vito rilasciò, appena uscito dai domiciliari, in tv, a Quarta Repubblica. Un lungo sfogo, seppur con toni sereni e lucidi, per raccontare la ferocia con cui era stato trattato dai vertici pentastellati. Sottinteso: non finirà così.

La creatura di Fioramonti ancora deve prendere quota, certo. Ma potrebbe attecchire anche nel consiglio comunale puntando sul malcontento generalizzato delle truppe grilline. Tanti consiglieri, o almeno un gruppo ragguardevole, da tempo è fuori dalle dinamiche decisionali. In questi anni caotici e a dir poco movimentati non sono mancate le frizioni. Le ultime sono ancora in corso sulla discarica di servizio che il Comune deve individuare. Un tema divisivo e qualificante per chi si rifà alle origini del Movimento e chi contesta a priori Raggi, magari per piccole delusioni personali. Ecco, in tutto questo scenario prende quota l'ipotesi che possa scattare una mini-scissione nel gruppone dei pentastellati. Ma per fare cosa? Al momento, pallottoliere alla mano, se si staccassero cinque consiglieri Raggi non avrebbe più la maggioranza. E si troverebbe così a negoziare, dossier su dossier, con il nuovo gruppo fino al 2021.

IL BRAND
D'altronde il brand 5 Stelle ha perso la potenza impositiva degli inizi. E quindi ormai i provvedimenti dei vertici o gli interventi di Di Maio non fanno più paura a nessuno. Anzi, la congiunzione della lontananza del ministro degli Esteri dalle cose della Capitale e i malumori per la gestione Raggi potrebbero far germogliare la nuova creatura green in Aula Giulio Cesare.

Al di là delle smentite di rito, «un ragionamento è stato avviato», confermano al Messaggero consiglieri comunali. Sarebbe uno choc per Raggi, ma anche la rivincita - postuma e dunque gelata - di chi non si rassegna a passare da sconfitto.

Ultimo aggiornamento: 16:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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