Roma, incubo rapine in villa. I colpi all’Axa, Infernetto e Casal Palocco: scacco alla gang dei latinos

Arrestati sei malviventi cileni: razziavano le case. Via orologi, gioielli d'oro e cellulari

Roma, incubo rapine in villa. I colpi all Axa, Infernetto e Casal Palocco: scacco alla gang dei latinos
di Moira Di Mario
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Mercoledì 4 Ottobre 2023, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 08:13

Era diventata l'incubo dei proprietari delle ville e degli appartamenti a Infernetto, Axa e Casal Palocco la banda di cileni che da settimane razziava le abitazioni, portando via accessori griffati, orologi, gioielli d'oro e cellulari. Tutta refurtiva trovata in un miniappartamento all'interno di un comprensorio che la gang utilizzava come base e nascondiglio. È qui che gli agenti del Decimo distretto Lido della polizia di Stato hanno bloccato i cinque componenti della banda, dopo un primo arresto in flagrante di qualche giorno prima.

IL FERMO

È stato proprio il fermo di un giovane cubano di 21 anni a far scattare le indagini.

Il ragazzo era stato arrestato da un agente in quel momento "fuori servizio" che si era accorto di uno strano movimento in una villa all'Infernetto e di un'auto con il motore acceso con un uomo al volante, che aspettava poco distante. Il poliziotto, dopo aver allertato la sala operativa per chiedere l'ausilio di una pattuglia, era riuscito a bloccare l'uomo alla guida dell'auto. Nella macchina, in uno zaino che il conducente aveva gettato sui sedili posteriori appena si era accorto dell'agente, era stato trovato uno jammer a ventisette antenne, un apparecchio disturbatore di frequenze.

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Nella villa di fronte, gli investigatori avevano poi verificato che effettivamente c'era stato un tentativo di furto. Il jammer e l'auto erano stati sequestrati ed il ragazzo cubano era stato arrestato. Il gip di Roma aveva poi convalidato l'operato della polizia giudiziaria, applicando tuttavia al ventunenne l'obbligo di presentazione negli uffici di polizia. Il giorno dopo lo stesso poliziotto aveva visto in un negozio un ragazzo cileno di 22 anni somigliante ad una delle persone che aveva notato intorno alla villa e aveva così deciso di seguirlo. Il ragazzo era entrato e uscito con l'auto da un comprensorio fino a quando era stato bloccato dagli investigatori del Decimo distretto che, chiamati dal collega, erano intanto arrivati sul posto.

I GIOIELLI

Il giovane aveva tentato invano di disfarsi di un sacchetto nel quale aveva nascosto gioielli d'oro. I poliziotti avevano recuperato la busta, decidendo poi di perquisire l'abitazione, ma quando erano arrivati nel comprensorio, da un miniappartamento era uscito il ventunenne cubano (il ragazzo fermato il giorno prima, ndr) che aveva iniziato a urlare per ostacolare l'attività degli investigatori. Un tentativo goffo andato male. Gli agenti erano infatti riusciti ad entrare nell'abitazione dove avevano trovato quattro cittadini cileni di 59, 33,28 e 27 anni.

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La banda al completo, dunque, che aveva cercato di fuggire, rifugiandosi nell'unica camera dell'appartamentino. Uno dei componenti, il trentatreenne aveva anche cercato di agguantare una pistola calibro 22 nascosta sotto il letto, catalogata come arma comune da sparo e generalmente usata come lanciarazzi, ma era stato bloccato da uno degli agenti. Oltre alla pistola, gli investigatori avevano trovato una replica, priva del tappo rosso, di una pistola calibro 9 e numerosi oggetti di valore. Orologi, bracciali, anelli, penne, occhiali, profumi, verosimilmente tutta refurtiva di precedenti furti ed alcuni attrezzi che potrebbero essere stati usati per scassinare porte e serrature.
Al termine degli accertamenti i cinque cileni sono stati sottoposti al fermo perché gravemente indiziati di ricettazione e di aver violato la legge sulla circolazione delle armi. E accompagnati in carcere. La posizione del trentatreenne è, invece, ancora al vaglio dell'autorità giudiziaria.
 

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